mercoledì 27 gennaio 2010

mille splendidi soli

luglio 2008
ero una bambina bionda e curiosa, soprattutto circa i libri. leggevo di tutto, da Camilleri a Dikkens, una creaturina divoratrice di libri, in procinto di iniziare le medie. scarico in audiolibro il cacciatore di aquiloni, convinta di leggere la nuova divina commedia del duemila, perché visto il polverone che questo romanzo aveva sollevato ero incuriosita. inizio a tuffarmi in questo romanzo, che mi ispira molto fin dalle prime pagine. l'infanzia di due ragazzini, penso che non sia un libro pesante. poi arriva la prima rissa con violenza, e tutta la storia dell'Afganistan. figuratevi una che faticava a capire cosa sia la rivoluzione francese, l'Afganistan per me era ignoto. il mio interesse inizia a scemare, una bambina di dieci anni e mezzo cosa può capire dei talebani e della guerra? poi, il ritorno in Afganistan del protagonista, l'inizio della ricerca del bimbo da ritrovare (sono vaga, per chi non l'ha letto) e tutta la storia dei talebani inizia a interessarmi, un po' macabra lo sono sempre stata. alla fine, mi ritrovo incollata alle ultime pagine del libro, seriamente interessata.
gennaio 2010
dopo un po' di esitazione, scarico mille splendidi soli, incuriosita dal nuovo polverone che il romanzo ha riscosso. e devo dire, che come per il cacciatore di aquiloni, il romanzo ha avuto picchi di interesse sconfinato a vuoti di noia totale.
Descrizione
A quindici anni, Mariam non è mai stata a Herat. Dalla sua "kolba" di legno in cima alla collina, osserva i minareti in lontananza e attende con ansia l'arrivo
del giovedì, il giorno in cui il padre le fa visita e le parla di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta
nel suo cinema. Mariam vorrebbe avere le ali per raggiungere la casa del padre, dove lui non la porterà mai perché Mariam è una "harami", una bastarda,
e sarebbe un'umiliazione per le sue tre mogli e i dieci figli legittimi ospitarla sotto lo stesso tetto. Vorrebbe anche andare a scuola, ma sarebbe inutile,
le dice sua madre, come lucidare una sputacchiera. L'unica cosa che deve imparare è la sopportazione. Laila è nata a Kabul la notte della rivoluzione,
nell'aprile del 1978. Aveva solo due anni quando i suoi fratelli si sono arruolati nella jihad. Per questo, il giorno del loro funerale, le è difficile
piangere. Per Laila, il vero fratello è Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei;
il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashtu e ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra. Mariam e Laila non potrebbero
essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo imprevedibile. Dall'intreccio di due destini, una storia che ripercorre la storia di un paese
in cerca di pace, dove l'amicizia e l'amore sembrano ancora l'unica salvezza.
un bel romanzo, tutto sommato. una scrittura affascinante, ricca di termini arabi e cenni storici che a me sembrano accurati.
due personaggi stupendi, Mariam, torva e silenziosa, e Layla, positiva e socevole, dotata di una bellezza sorprendente e di uno spirito gioioso notevole.
adesso sono in astinenza librofila... consigli accettasi!!!
un bacio
minerva

7 commenti:

nicoletta ha detto...

Se ti son piaciuti questi due, potresti provare a leggera qualche libro indiano, ce n'è di meravigliosi.
Prova Il Dio delle piccole cose.
Buona lettura
Niky

Castagna ha detto...

"Il Dio delle piccole cose" è un capolavoro. Ma per evitare di fare confusione, e per leggere qualcosa di molto differente, ti consiglio i tre romanzi per ragazzi della Allende, sempre che tu non li abbia già letti. Il primo è "La città delle bestie".
I gialli ti piacciono? Ce ne sono di spettacolari di Fred Vargas. E poi c'è "L'ombra del vento" di Zafòn, se non lo hai ancora letto resterai letteralmente fulminata.
Un salutone

PS la mia migliore alunna dell'anno scorso (l'unica che al primo tema di prima media ha preso 10) ha appena letto qualcosa di Licia Troisi. E' poco più grande di te ora e mi fido molto del suo gusto, anche se non conosco l'autrice.

minerva ha detto...

annoto il dio delle piccole cose, non ne ho mai sentito parlare.
Fred Wargas non lo conosco, onestamente. l'ombra del vento è come dire, spiazzante, a tratti esilarante ed intricato, è fra i miei libri preferiti. i romanzi della Allende li ho letti, lei è una delle mie scrittrici preferite, la casa degli spiriti è un capolavoro d'eccezione..
Adesso sto leggendo "la bambina che salvava i libri", che tratta il tema dell'olocausto, e visto che ieri venivano ricordate le vittime di esso mi sono avvicinata a questo libro che sembra stupendo.
un bacio ad entrambe
minerva

minerva ha detto...

p.s: castagna, i genitori di Isabella di castiglia sono giovanni ii di Castiglia ed isabella del portogallo.

wasperina ha detto...

Ciao minerva, dall'ufficio non riesco a commentarti forse per come è impostata la pagina sigh.
Ora a casa va meglio!
Ti consiglio vivamente:

-"La casa delle sorelle" di Charlotte Link. E' superlativo!!!

minerva ha detto...

annoto questo titolo, Wasperina. grazie infinite!!!
nemmeno io riesco a commentare i blog impaginati in questo modo, solo il mio...

Pimpi ha detto...

ciao minerva, io ho provato a leggere mille splendidi soli, ma mi sono fermata perchè non lo riuscivo a reggere, comunque per quello che ho letto è molto bello.
un bacio