lunedì 25 gennaio 2010

non so come intitolare questo post: è una pagina di diarietto qualsiasi, in cui annoto il bollettino meteo, i voti presi e le cose fatte. è che non ho nulla da raccontare, eppure c'è l'impellente bisogno di mettere giù qualche riga ed immortalare anche questa giornata ordinaria di scuola media. iniziamo da una piccola cosa che ho letto ieri sera, e che mi ha fatta scompisciare dal ridere. su messenger ho visto che una mia compagna aveva messo come messaggio personale questa frase, che ovviamente ha partorito lei stessa, se l'avesse presa da Moccia l'avrei pure giustificata: Zombie ti voglio (chi è questo Zombie è tutt'ora un mistero), vorrei perdermi in te come il sole si perde in un intenso tramonto. mio dio, non per essere pignola, ma il sole si perde nel tramonto? non mi pare, correggetemi se sbaglio, ma a me sembra che il sole non si perda nel tramonto, magari gli occhi di qualcuno si perdono in un intenso tramonto, oppure il tramonto si perde fra le acque cristalline del mare. io a questa mia compagna non ho detto nulla, ma ogni volta che menzionava messenger per poco non ridevo come una scema, pensando alla sua carognata lessicale. poi una parte del post va dedicata al mio prof di italiano, che per me è un insegnante che reputo veramente bravo. non tanto per le sue conoscenze, ma tanto per quel carattere che mi strappa un sorriso da che lo conosco. non è bello, anzi: è un uomo gracile, senza la minima traccia di bellezza. Ma è un prof eccezionale, perché è sempre riuscito a farmi ridere, l'inflessione che ha nella voce quando cita Dante ce l'ha solo quando parla del suo bimbo, che ho già citato in un altro post di metà ottobre. e poi c'è la sua imbranataggine che mi ha sempre intenerita, soprattutto con l'informatica e la sua sbadataggine che non è dettata dalla minima forma di stupidità, è semplicemente una personcina distratta e come si definisce lui stesso con la testa fra le nuvole. è bello quando decanta l'origine di una parola, di un detto oppure di un personaggio mitologico, quando parla con quella sua dolce riverenza di poeti come Pascoli, Manzoni o Baudelaire, o di Dante, che ho già citato sopra, ma dimenticavo che lo chiama sempre il sommo poeta. eppure, diventa lucido ed brillante quando cita con fare ironico e sagace le eresie che spara la gente a proposito della lingua italiana, quando parla con ferocia dei ticinesismi, ai quali dedicherò un altro post, lungo e piuttosto dettagliato. oppure quando, nei temi ci sostituisce un aggettivo con un altro più fine, appropriato, delicato oppure più crudo, a seconda dei casi. ed è bello fare quattro chiacchere con lui, quando aspetto che la mamma mi venga a prendere a scuola, quando discutiamo dei libri che amiamo o di qualche scrittore, per lo più pungente ed ironico. è da lui che ho imparato ad adorare Benni, che resta sempre uno scrittore che amo alla follia, probabilmente il mio preferito. oppure, quando prendiamo in giro Moccia, o quando gli racconto le gaffe di docenti e compagni a proposito della mia cecità. eppure, di figuracce a questo proposito ne fa in abbondanza: la migliore è quando una volta mi fece coniugare il verbo vedere, si scusò mille volte e fece il mea culpa in latino. ho sempre amato la lingua italiana, ma questa passione è accentuata da questo insegnante, che è riuscito a strapparmi sorrisi, a inculcarmi nozioni di molte materie strambe quali la patafisica (la scienza delle eccezioni). è una persona stramba, sui generis si autodefinisce.

ma adesso basta parlare di lui, perché se no ve lo rendo odioso.
il lunedì pomeriggio abbiamo italiano, tedesco e francese. tre materie linguistiche, tre su tre ovviamente. ma la cosa migliore di oggi è stata l'8,5 preso a tedesco, e proprio non immaginavo di averlo preso. ora devo andare, le correzioni del compito di francese mi attendono, che gioia!!!
bacio
minerva
p.s: oggi la linko una canzone, potete ascoltarla cliccando sul titolo del post.

2 commenti:

Castagna ha detto...

Mah, che il sole si perda nel tramonto eccetera, io non lo vedo poi così brutto, diciamo che in un tema non l'avrei segnato cme un'assurdità. E' un po' una sparata la frase nel suo complesso, ma non è poi malaccio.

Piuttosto mi preoccuperei delle abitudini (quantomeno alimentari) di codesto "zombie"...

Simpatie al tuo prof, anche a me quando spiego Dante batte forte il cuore.

minerva ha detto...

forse hai ragione, vorrei tanto sapere chi è codesto Zombie...
il prof di italiano ti è molto, ma molto simile. basti pensare che avete molti comportamenti identici, siete entrambi persone davvero umane, ma che si fanno rispettare piuttosto bene.
un bacio
minerva