venerdì 8 gennaio 2010

una giornata piovosa

Ce l'ho fatta, non mi vengono più i caratteri strani, quando separo le parole dei titoli e delle etichette. È già un passo in avanti. stamane nevischiava, poi ha piovuto. piovuto in una maniera deprimente. il cielo vomitava l'acqua sulla terra. non mi ricordo più dove l'ho letto, ma c'era una leggenda orientale che narrava che quando piove si riversano fra noi tutte le lacrime che ci sono al mondo. Di sicuro, ci sono anche le mie di lacrime, che in questi giorni ho pianto abbastanza, poi non so se contano, ma ci sono anche le lacrime che cadono quando non hai dormito e sei stanco, ma quelle non sono lacrime, sono una specie di pappina liquida che t'imbratta gli occhi.
ho preso 8 a mate, e ciò non m'intristisce. ma per il resto, sembra tutto così bleah. dannatamente stancante la scuola, i miei compagni che anche se non ho ragione di odiarli non so più cosa dire loro. non è che ci detestiamo, anzi. semplicemente, le cose da dirsi stanno diventando poche, a volte alcune banalità sulla scuola e poi basta. ma cosa ci posso fare se non guardo Flor (telenovela argentina), il mondo di patty, oppure la novità del momento, teen-Ager? che poi non so bene come si scriva. oppure, la musica. non mi piace lady gaga, i tokio hotel, Avril lavigne e simili. ascolto musica un po' antiquata, diciamocelo. i libri? non parliamone è un capitolo chiuso.
ho tentato di mettere le foto del bastone sul blog: un tentativo misero, anzi, nessun risultato. e anche questo fine settimana come lo passo? a studiare, mate e italiano. e francese... tremo al solo pensiero di francese. E poi, il fine settimana me lo immagino benissimo: allora, sveglia presto perché sono mattiniera. me ne sto vagando per casa tutta la mattinata e tento di studiare, pranzo al ristorante con i nonni. poi? poi ritorno, studio, aggiorno il diario, scrivo qua, qualche e-mail alle amiche di penna che di sicuro hannno di meglio da fare che scrivermi. poi cena, e poi non so.. il sabato, poi la domenica non so. Solitamente, se non mi tocca andare a messa, ciondolo per internet, poi il pomeriggio? Di nuovo qua. No, è veramente stancante la noia e rutin.
Poi, un'altra settimana, un nuovo accavallamento di giorni sempre uguali e monotoni: scuola, teatro, un'uscita con una cara tata che a volte viene quando la mamma ha degli impegni, e per il resto? per il resto, libri, musica ed internet. non è particolarmente frizzante. fortuna che ci sono Scricciolo e l'angelo e le blogamiche.
non vado matta per questo post, e mamma, se lo leggi ti prego, non parlarmene.
baci
minerva

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