mercoledì 24 febbraio 2010

barbablu

Massì, avete capito: Barbablu, quel tipo della favola di Perrault che tagliava la gola alle mogli e le ^seppelliva in una stanza della casa. Per chi non la conoscesse questa fiaba, eccovi la trama tratta da wikipedia:

Una ragazza accetta di sposare un ricco gentiluomo, più vecchio di lei e con una particolarità fisica: ha la barba blu. La questione si fa ancora più inquietante
dal momento che egli è già stato sposato più volte e che tutte le sue mogli sono misteriosamente scomparse. Qualche tempo dopo le nozze, Barbablù deve
partire per affari e consegna alla sua giovane sposa un cofanetto di chiavi che aprono tutte le porte del castello. Ma le dice di fare attenzione: c'è
un posto in cui la ragazza non deve recarsi per nessun motivo. Dopo diversi giorni dalla partenza del marito, spinta dalla molta curiosità, entra nella
stanza proibita e fa una macabra scoperta: lì si trovano i corpi delle precedenti mogli, appese al soffitto con ganci e imbrattate di sangue. Dall'emozione,
lascia cadere la chiave che si sporca di sangue: cerca di pulirla, ma è fatata, e la macchia non va via. Il giorno del ritorno Barbablù per prima cosa
si fa riconsegnare il mazzo di chiavi: la chiavetta macchiata testimonia la disobbedienza della moglie, che lo fa infuriare. Senza alcuna pietà si prepara
a uccidere per l'ennesima volta. Tutto ciò che concede alle lacrime della giovane sposa è di potersi raccogliere in preghiera per qualche minuto. Ella,
allora, corre da sua sorella Anna e la prega di salire fino in cima alla torre più alta del castello: i loro fratelli, entrambi uomini d'arme, avrebbero
dovuto arrivare in giornata, e se li avesse visti avrebbe dovuto far loro segno di affrettarsi. Nonostante il prodigarsi di Anna, nulla sembra apparire
all'orizzonte, e Barbablù, spazientito, sta quasi per far calare la lama sulla povera fanciulla quando i suoi fratelli irrompono nella stanza e passano
il malvagio assassino a fil di spada. La moglie rimane erede di tutte le immense ricchezze di Barbablù, che usa un po' per aiutare coloro dai quali è stata
aiutata, e un po' per vivere serenamente il resto della sua vita.
Ecco, questa fiaba mi colpì: non tanto per il contenuto, ma per la morale. Infatti, come sempre il cattivo viene sconfitto dal buono ed in questo caso viene ucciso. Ma a me, nella mia testolina bionda ed un po' bislacca, pareva che Barbablu non avese tutti i torti. Scusate, mi dicevo, ma se lui le ha detto di non entrare in quella stanza, perché lei ci è entrata? Ma soprattutto, è lei la cattiva, è lei quella che trasgredisce le regole, no? Ed oggi, facendo una ricerca in internet, ho appreso la verità: non sono stata l'unica a pensare questa cosa, persino lo stesso scrittore l'ha pensata, ma tutti interpretarono la morale della fiaba nel modo sbagliato, cioè che non si deve far male e che il cattivo non ha mai la meglio sul buono. Che cavolata assurdissima!
E quella novella fu l'inizio dei miei ragionamenti contorti, fu la prima cosa che mi fece capire di esser un tantino anormale.
Ora mi congedo
Minerva

2 commenti:

Castagna ha detto...

Io ho sempre visto la povera moglie come un investigatore che scopre un serial killer, e secondo me il pezzo della fiaba in cui lei continua a chiamare la sorella e la sorella continua a dirle che non vede all'orizzonte i fratelli è un crescendo di terrore degno di Shining o di altri capolavori del brivido...

minerva ha detto...

castagna: se ci pensi, le fiabe hanno un qualcosa di malleabile racchiuso in esse, sono un insieme di morali che puoi interpretare a modo tuo...