sabato 13 febbraio 2010

Paolo e Francesca

Soli eravamo e sanza alcun sospetto

« Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense."
Queste parole da lor ci fuor porte. »
(Canto V, versetti 102-108)

Una delle poche coppie della letteratura classica che mi sia piaciuta fin da subito. Amo Rossella Ohara ed il suo capitano Battler, ma non da sempre. Li ho amati da metà di via col vento, non fin dalle prime pagine. Invece qui, si tratta di pochissimi versi, una decina abbondante, eppure già mi ha scossa questa coppia. L'unione sacra, l'amore senza confini e senza valichi, l'amore nato da un libro. Dante dice che stavano leggendo dell'amore fra Lancillotto e Ginevra, e così si consolarono in un bacio che sfociò nella loro gran passione. Sono ancora qui, Paolo e Francesca. Chiunque conosca la storia, sa cosa intendo dire. Il prof d'italiano aveva ragione, quando diceva che mi sarei commossa. Sono versi soavi, dolcissimi ed al contempo dolorosi, quelli che scrive il sommo poeta su questi due amanti illegittimi, e non paiono pentiti d'esser finiti all'inferno nel girone dei lussuriosi, anzi, vagano come anime eteree ed opalescenti, in un luogo dove tutto è dolore, miseria e disperazione. Per queste due anime, l'importante è l'essere insieme, uniti per l'eternità, che per quanto possa essere logorante e cruenta, li conserverà sempre l'uno con l'altra. Per chi non conoscesse la storia, Francesca era la moglie del fratello di Paolo, e questi si amarono clandestinamente.
Non si sa come morirono, tutto è lasciato all'immaginazione.
Adesso devo andare, mi spiace, non posso rispondere al tuo commento, Suysan, il tempo scarseggia.
Minerva

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Arrivo quì dopo aver letto Suysan, e volevo lasciarti una traccia del mio passaggio.
Quì nevica, nevica ed ancora nevica.
Tutto è bianco,non si sentono rumori.
E' domenica e credo stiano tutti a sonnecchiare.
Un saluto da Asti, ciao Giusy

Vito ha detto...

Ciao sono passato dal tuo blog e ho letto questo post dedicato alla coppia che, insieme a Giulietta e Romeo, sono, e credo lo saranno per sempre, i simboli del vero amore, quello che è il trionfo del sentimento.
E' vero, sono delle vere icone del nobile sentimento, e leggere di loro dona sempre grandi emozioni.
Ti auguro una buona serata.
Vito

lucia ha detto...

Caspiterina, ho letto il tuo post!!!! Sei fantastica per come ti esprimi!!! Si vede che ti piace la letteratura italiana!!!! Alla tua età, della Divina Commedia del sommo Dante, ammiravo im modo particolare Farinata degli Uberti e il conte Ugolin0 . Auguri Minerva, un sorriso e una carezza. Lucetta

antonella ha detto...

sono passata di qua perchè ho letto il riferimento al tuo blog dal blog di Giusy.
Stupendo l'Inferno di Dante e sublimi sono questi versi, che entrano nel cuore per sempre. Grandi amanti uccisi , come vuole la leggenda, per mano del marito di Francesca e fratello di Paolo, Gianciotto Malatesta. Un canto meraviglioso, come lo è per me il canto XXVI che parla di Ulisse , con la meravigliosa frase :
"Fatti non foste a vivere come bruti ma per seguire virtute e canoscenza" , lo studierai e , visto come sei curiosa ed appassionata di Dante, sono sicura che ti piacerà tantissimo.
Da come scrive si capisce che sei una persona molto ricca, viva e matura. Brava Minerva!
Un abbraccio e buona settimana. Antonella

Anonimo ha detto...

Grazie che siete passati a salutare Minerva!
siete dei tesori!
Giusy

Anonimo ha detto...

a proposito, ti lascio il link del mio blog, se qualche volta vorrai fare un salto:

http://giusymargeorge4ever.spaces.live.com/default.aspx

Al primo passaggio dovrai compilare una richiesta di amicizia, che io accetterò, e poi potrai tornare a tuo piacimento...se vorrai...
Ciao
Giusy (Asti)

Elisa ha detto...

Grazie ad un professore di lettere eccezionale,
ho imparato ad amare La divina commedia ....
e ne ricordo a memoria diversi passi, nonostante i tempi in cui frequentavo le superiori siano ormai risalenti al giurassico ;-)
e mi rende felice leggere questo post ...
Sono arrivata qui da te dal blog di Giusy ....
complimenti ... a presto ... e buona settimana ..

elisa

P.s. Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello
Purgatorio canto VI


Pare che Dante abbia "fotografato" la realtà attuale ...

nonnatuttua ha detto...

Cara Minerva, non posso fare altro che ringraziare Giusy per averci indicato il tuo blog, una perla che è un peccato non conoscere.
Ti seguirò d'ora in avanti, con molto piacere: ho visto Benigni recitare i versi di Paolo e Francesca nella Divina Commedia e ti assicuro che avevo le lacrime agli occhi!!!!!
Un abbraccio
Fausta

F.A. ha detto...

Bellissimo questo pezzo della Divina Commedia. Mi è sempre piaciuta molto tutta l'opera e alcuni pezzi in particolare. Qiest è proprio uno di quelli. Grazie di averlo condiviso con noi, Minerva.
Ciao da Francesca

minerva ha detto...

io non riesco a ringraziarvi tutti... sono commossa... ma commossa sul serio, perché i vostri commenti mi fanno un piacere immenso. che bello sapere di non essere l'unica fan di Dante che è al contempo blogger... e che bello sapere che qualcun altro ha prof di lettere eccezionali, come il mio.
un bacio
minerva

Chica ha detto...

Bellissimo blog l'ho letto dall'inizio fino a questo punto e conto di finirlo... Leggere i tuoi post è veramente bello, scrivi bene e mi dai spunto sui libri che potrei leggere! Anche io amo la Divina Commedia (che sto studiando a scuola) e grande a una bravissima professoressa ho imparato diversi parti a memoria, tra cui quella di Paolo e Francesca.