domenica 21 febbraio 2010

A volte vorrei vivere al mare. Vorrei sentire le onde al mio risveglio, poter correre verso le acque color cobalto, vorrei tuffarmici con tanta veemenza da far schizzare l'acqua lontano.
Vorrei poter ascoltare il fragore dei cavalloni, seduta su una spiaggia d'inverno, restare ore ad aspirare l'aroma di salsedine, a leggere sulla sabbia. Vorrei vivere in aperta campagna, come i miei nonni dal lato materno. Vorrei svegliarmi in un mare d'erba, al canto dei galli, con la fragranza del pane caldo e dorato, vorrei sedere sotto il glicine a leggere o a scrivere, vorrei poter passeggiare nei prati in cui l'erba è incolta ed inselvatichita. Vorrei divorare la frutta colta dagli alberi, vorrei correre via, desidererei tante cose. Oppure, vivere in una grande metropoli: negozi, tante opportunità e gente da conoscere, ore da spendere da qualche parte. Invece no, vivo in questa cittadella non molto distante dalla frontiera o dai boschi, lontana almeno cento chilometri dal mare. Vivo nella terra matta, come la definisce il poeta, marito della prof di latino. Vivo in un paesino con le sue ristrettezze, i propri pettegolezzi e le sue meschinità. Adoro il mio paesello. Amo l'aroma degli alberi in fiore sul viale che conduce alla chiesina vicina a casa mia. Amo i vicoli dietro la parrocchia, malandati, un po' lasciati a se stessi, nonostante ciò sono il cuore del paesino. Amo il piccolo parco giochi, quello che bisogna camminare un po' per raggiungerlo, da cui si domina il paesello. Se c'è una cosa di cui il mio paesino è ricco, sono le chiese ed i parchi giochi. C'è la chiesina vicina a casa mia, quella dove il mattino della domenica ci sono solo gli anziani che si svegliano prima. Poi la chiesa parrocchiale, grande, quasi sfarzosa, semideserta. C'è la chiesa che sembra un centro congressi, gremita di una folla di famiglie. Poi c'è la chiesa dell'oratorio, che non so se fa messa. Poi c'è la chiesa più vecchia, quella a strati, ricostruita tre volte, e sotto si possono ammirare le rovine. Poi la chiesa della torre, quella che è un poco diroccata, che bisogna camminare per una salita per raggiungerla, che fa le messe una domenica al mese ed in cui vorrei andare. Poi c'è l'ultima chiesa, che è più una cappella che una chiesa, in cui, però c'è un parroco. È la chiesa della clinica psichiatrica.
Vogliamo parlare dei parchi? Sui parchi potrei scrivere un trattato. Il parco della chiesa col viale, quel parchetto popolato di poche mamme e anziane signore che ciarlano fra loro, portando a spasso i microcagnolini e scambiandosi opinioni sul mezzo punto o sul modo più conveniente che annaffiare le azalee. Le ascolto, queste signore. Le ascolto, quando mi siedo sulla panchina e talvolta, sorrido. Sorrido perché penso che diventerò anchio così, con una ragnatela di rughe a solcarmi il volto ed una nuvola di capelli candidi ad avvolgermi la testa. Poi, c'è il parco del centro commerciale e dell'asilo nido. Piccolo, ma sempre infestato dalle mamme con i bimbi molto piccoli. Mi piace anche qui, perché è bello sentire delle giovani mamme parlare dei loro timori e delle proprie ansie, talvolta scherzandoci su. Poi, il parco dell'oratorio, abbandonato a se stesso per tutto l'anno, a parte quando ci sono le sagre. Un parco ampio, ma solitario. Non ho mai capito il perché, ma non è popolato da nessuno, fuor che da ragazzini scavezzacollo che si sfidano con le biciclette. Ho parlato del piccolo parco su in cima, quello vicino al bosco, quello discretamente popolato da mamme meno amanti del piccolo parchetto dell'asilo. C'è il parco più grande, sempre vicino alla clinica. Enorme e pieno di giochi per i bambini, ma non ci vado mai. ^Ci sarebbe un altra specie di parco, non so nemmeno se esista ancora. Mi ricordo che quando andavo a passeggio col nonno nel bosco adiacente a casa loro, c'era un girello, un altalena ed un bilzobalzo (si chiama così?) tutto cigolante. Spero vivamente che non abbiano abbattuto questi giochi, anche se inselvatichiti dai rami e poco usati.
Ho parlato del mio paesino, che nonostante tutto, adoro.
Un bacione
Minerva

4 commenti:

Suysan ha detto...

Io vivo in una metropoli...ma desidererei vivere al mare!!

nonnatuttua ha detto...

Grazie cara, mi hai portata a visitare il tuo paesino, mi hai fatto conoscere tutti gli angoli.....mi sembra di esserci stata tanto il tuo racconto è vivo....
Io vivo a Firenze, quando vado in centro non mi stanco mai di vedere tanta bellezza, ma soprattutto mi piace infilarmi nelle stradine strette dove trovi ancora qualche piccolo artigiano con i suoi preziosi lavori...
Però ogni tanto mi verrebbe voglia di vivere al mare, soprattutto in inverno, quando non c'è nessuno e la spiaggia è tutta tua....

Gao ha detto...

che bello, per un attimo mi hai portato in volo con te!

Federica ha detto...

io adoro il mio piccolo paesello... vivere in una grande città credo mi metterebbe troppa ansia!