domenica 14 marzo 2010

dizionario dei nomi propri (Hamelie Nothomb)

Il libro che vi presento oggi è veramente, ma veramente carino. Non di quei libri che restano, ma è carino, una lettura da gustare in una o due serate per i più veloci, in tre o quattro per i meno rapidi. Sono nemmeno duecento pagine e volano via veloci, perché la scrittura è solare, vivace e brillante e la storia è mediamente avvincente.
Trama:
Se il nome di una persona ne influenza il destino, allora quello della piccola Plectrude non potrà che essere straordinario. Nata in prigione da un'uxoricida,
allevata dopo il suicidio della madre da una zia che la preferisce alle sue stesse figlie, sembra destinata a un futuro prodigioso. Misteriosa ed enigmatica
come una dea, bella come una principessa delle fiabe, sicura come una creatura di intelligenza superiore, inizia la sua vita a passo di danza, inconsapevolmente
avvolta dall'ombra del suo passato tragico e violento. Armata di una volontà di ferro, diventa una promettente ballerina. Poi, la caduta. Un rovinoso incidente
le impedisce per sempre di danzare. Ma la vita ha in serbo altre sorprese per lei.


Ed io che ero convinta di leggere una storia rosa tipo Armony e che invece mi sono imbattuta in un libro veramente, ma veramente grazioso! Poi, l'assurdità di questo romanzo, una protagonista femminile tanto stramba quanto interessante ed un finale paranormale. L'unico neo è l'omicidio letterario che è narrato nele ultime righe, l'assassinio della stessa autrice, perché rovina il romanzo! E non ho rivelato il finale, nossignore!! Ed ora ho attaccato il ballo di Irene Nemirowski, che pare davvero attraente.
Bacioni
Minerva

1 commento:

Odeline ha detto...

Interessante...quasi quasi lo cerco...!

Un abbraccio