domenica 28 marzo 2010

domeniche

L'odio per la domenica è un fenomeno altamente diffuso nella blogosfera e nella vita reale.
Io le domeniche un tempo le adoravo, quand'ero molto piccola, in particolar modo quelle d'estate. Quando la nonnabionda ci invitava a casa sua, preparava il classico arrosto con le patate al forno e le fragole, o quando aveva l'estro della cucina preparava il gelato in casa o una qualche torta. Si parlava, i cuginetti non c'erano ancora e Fratellino era troppo piccolo per dominare il podio degli infanti, ed io ero la regina indiscussa del regno dei bambini, anche perché ero l'unica. Poi venivano le ore che tanto odiavo: ci si allungava sulle sdraio del portico, si dormicchiava o si leggeva. Io non sapevo leggere e non ero avvezza alle pennichelle pomeridiane quindi pativo la noia, pregustandomi un tuffo in piscina.
Poi, tutto è cambiato: adesso le domeniche sono momenti apatici, passati sotto un piumone azzurro a leggere, aggrappati ad una tastiera ticchettante o talvolta furoi su una panchina in qualche paesino in montagna.
Ore che non sai dove ti porteranno, attaccate ad un portatile e fuori piove, piove e piove.
E i compiti non sono fatti, e domani la prof interroga, e oddio, me ne sto qua a perder tempo fra internet ed i libri.
E momenti di apatia totale, momenti in cui il volersi strappare i capelli dalla noia convulsa.
E una risata alternata da un pensiero, la stanchezza ed il torpore.
Momenti in cui te ne stai su un letto, con i capelli che dovresti lavare, ingarbugliati e biondi.
Dio, quanto odio le domeniche.
Ma adesso basta. Sproloquio, e probabilmente oggi scriverò un altro post, ma non ne sarei sicura.
basta!
Minerva

4 commenti:

Marianna ha detto...

mi hai fatto riflettere io le domeniche le odio non hanno un senso !!!!

Odeline ha detto...

Io amo i sabati. Per ora le domeniche le passo sopravvivendo, dopo tutto respiro quindi ...
Attendo il giorno in cui anche le domeniche si faranno realmente belle!

Castagna ha detto...

La domenica, quando non è al servizio dei parenti, può servire a mettersi in pari col lavoro della settimana o a starsene in pigiama a leggere un nuovo romanzo (magari anche a finirlo entro la sera). Purtroppo quest'ultima opzione non mi ricordo quand'è che ho potuto applicarla l'ultima volta. Ma è sicuramente troppo tempo fa.
Però ultimamente ho delle settimane tali (vedi mio post di stamattina all'alba) che a volte almeno la domenica la uso per recuperare un po' di sonno, mai quanto me ne servirebbe, certo.

minerva ha detto...

Marianna: grazie!
Odeline: già, io la domenica sospiro, non respiro!
Castagna: io il romanzo l'ho letto fra un esercizio d'italiano e l'altro, quasi finito per fortuna.