martedì 9 marzo 2010

stereotipi

Sul nostro libro di francese c'è raffigurata l'immagine di alcuni adolescenti, tutti stereotipi insomma: quello tutto sciatto, con pantaloni cadenti e piercing, braccialetti e felpa con lo smile intorno alla vita. Poi, c'è l'hippie carino, quello con le collane alternative ed i vestiti sui generis, quello che ha il simbolo dei figli dei fiori sulla maglietta. E poi, la classica papera cotonata, come la chiamo io, quella coi boccoli biondi ed i vestiti tutti all'ultimissima moda, con tanto di sorriso idiota. E il bulletto sciamannato, inguainato nei pantaloni strettissimi ed il giubbotto, e la sua degna comare, una tipa dai capelli viola e stopposi, tutta colma di piercing e con i microvestiti. E poi, altri adolescenti più anonimi, le classiche ragazzine amiche dell'oca, quelle con tutti i grappoli di pupazzetti idioti, la cartella rosa cicca e la gonna di Hallo Kitty o delle Winks. Poi la secchiona occhialuta e tempestata d'acne, eccetra eccetra.
Ora, non sto dicendo che tutti quelli che hanno piercing siano per forza sciatti, o simili. Ma sto analizzando gli stereotipi che ci sono in giro. Tutti i miei compagni appartengono ad alcuni di questi stereotipi, anche se non li ho citati tutti. Solo la sottoscritta non riesce ad omologarsi, proprio no. Perché non è neanche la secchiona acnosa con i capelli stopposi che annuisce ad ogni parola pronunciata dal docente, o tantomeno l'oca tutta firmata, anche se sono bionda. Se qualcuno mi vedesse ora, non so cosa potrebbe pensare di me: le schede di storia aperte, un ripasso frenecio ed uan frase scritta sul blog ogni venti minuti, perché per me la storia conta più dle blog. Con i capeli lunghi lunghi del mio solito colore indefinito fra il biondo cenere ed il castano, e quegli occhi multicolore che penso tendano al verde, ma non lo so, non ne sono sicura. I miei jeans blu o almeno penso che siano tali, e la felpa che non so bene di che colore sia, non l'ho chiesto, ma penso sia azzurra, perché la maggior parte dei capi che indosso è di quel colore. E poi io, nell'essenza della sottoscritta, ovvero Bea, il mio portatile, a cui ho deciso di dare il nome della musa ispiratrice di Dante. ero indecisa fra Beatrice e Silvia, però preferivo il primo per il suono. Ah, dimenticavo, l'ipod che ovviamente mi dimentico di spegnere, ma che sintonizzo sul minimo volume perché non lo senot, ma così spreco energia elettrica. Si vabbé, quel poco d'istinto alternativo che conservo mi suggerisce di spegnerlo. Ecco fatto. Che post idiota, che sta uscendo fuori. Eppure, questo post è più intelligente di tanti altri, perché mi sta racchiudendo. Vabbé, scriviamo ancora un poco, che tanto storia è fatta, o quasi.
La mamma mi ha comprato un giacinto, l'anno scorso ne avevo presi due, sono morti entrambi durante una settimana circa. Vabbé, questa volta deve campare almeno dieci giorni, sennò ho un pollice non verde, ma rosa cicca.
D'accordo, ripasso storia, pardon pour gli orrori ortografici, non lo correggo questo post esorbitante.
un bacio
Minerva

1 commento:

NonnaPapera ha detto...

non offendiamo papere e oche, eh!
:-)