giovedì 11 marzo 2010

udito ed olfatto

Una cosa che mi ha colpita oggi era il silenzio della scuola. Forse è il caso di spiegarmi, perché così la frase che ho appena proferito non sta ne in cielo, ne tantomeno in terra. Beh, il pomeriggio del giovedì finiamo con due ore di arte alle 5:20, una cosa meravigliosa insomma. E mi sono attardata a parlare con la prof, e la scuola era deserta, salvo il bidello e forse qualche prof, ma che comunque non si faceva sentire. Perché gli alunni, quando si finisce alle 5:20, scappano nel giro di tre minuti, tutti come un branco di belve assetate d'aria, di pettegolezzi e di vita. Mi sento molto una docente, a parlare così.
Ma avete presente il silenzio dei corridoi? Quello di un posto che generalmente è altamente popolato, gremito di gente, fiumi di chiacchere, voci, schiamazzi, battute, urla. E soprattutto per chi non vede, il silenzio in un posto che generalmente è affollato è impressionante, ti instupidisce, e ti riempie di un senso di pace frammisto ad una malinconia acutissima. Perché la vastità del silenzio era assordante, un fragore enorme. Non so se mi spiego, non è ben chiaro nemmeno a me, ma mi ha sbalordita, mi sono dovuta fermare per ascoltarlo e capirlo, era una corrente elettrica che di solito non si coglie quasi mai. Ed è bello indugiare per le aule, cogliere quell'odore che solo le scuole possono possedere, che però è diverso. L'asilo, non so che odore avesse, non è un posto che ho amato, anzi, forse è uno dei luoghi in cui sono stata peggio. Ma le elementari, di quelle mi ricordo molto bene l'aroma. Un misto di pittura e scarpe, colla bianca e forse un profumo simile al latte, o forse era l'odore che ci caratterizzava tutti, noi bambinetti appena usciti dalla prima infanzia. Le medie hanno un odore diverso, che varia di aula in aula, e ne voglio parlare, perché è una cosa che mi resterà sempre. L'entrata, quella sì che ha un odore strano, misto a profumi di adolescenti, libri e il caffè dei professori, che mi conforta tantissimo ogni volta. La mia aula ha un odore indefinibile, forse un po' simile a quello che si respira in una stanza molto calda e piccola, un odore che ne contiene tanti altri. L'aula di arte, quella ha un odore di matita e di gesso strofinato contro la lavagna, del cattivo profumo della mia prof e della mia malavoglia nei confronti della materia. L'aula di musica ha un odore che mi conforta quanto quello dell'entrata e della mia classe, so che lì sarò al sicuro, con il mio prof che c'è sempre, a lodarmi ed a farmi qualche battuta venuta male, perché non sa far ridere, se non per la sua goffaggine un po' orsesca, non so se mi spiego. L'aula di scienze invece ha un odore acre, di tutte le sostanze che ci sono là, di plastica e di non so cos'altro. La palestra, invece, non mi dice niente, è un luogo che mi resterà inospitale per sempre.
Poi ci sono gli odori di casa mia, quelli della casa sul cucuzzolo della nonna L. e quelli del mio borgo vecchio.
Ma è un post strano, questo.
Baci
Minerva

3 commenti:

Odeline ha detto...

Io amo due cose...il silenzio nei corridoi e le chiese vuote (pur non essendo credente). Non so perchè ma coltivano il mio amore per la solitudine e la malinconia.

Grazie per essere passata da me. Ci rivedremo presto..anzi prestissimo!

stella ha detto...

Anche a me piacciono le chiese vuote...e sono credente.
Buona fine settimana Minerva.
Baci

minerva ha detto...

anchio adoro le chiese vuote, anche se il massimo è il silenzio della campagna visto da un porticato...
Baci ad entrambe
Minerva