lunedì 19 aprile 2010

lezioni di vita

Ho capito che una passeggiata in campagna aiutare a sbollire la rabbia e a rassicurare. È bello starsene nel verde, sedute nel greto del fiume a parlare ed a raccontarci le nostre vite. Spiego questa frase. G. è mia cugina di secondo grado, ma in dodici anni che la conosco abbiamo scambiato molte poche parole al di là dei convenevoli. Con noi c’era la Nonnacastana. Io con lei mi trovo sempre bene, e parlare viene facile, non ho paura di dire le cose sbagliate. E starsene sulla riva di un torrente, con quello scroscio che ti rassicura, con la dolcezza delle parole e i sassi fra le mani è rassicurante. E la passeggiata mi aiuta. Mi aiuta a pensare, a calmarmi e a prendere delle decisioni.
E una cena a base di pizza fatta in casa dalla bisnonnatenace è sempre piacevole, perché ti ricorda i sapori della mia infanzia, che non si è persa. Visto che i ricordi di quelle estati in campagna sono i ricordi migliori di quegli anni: l’asilo non mi piaceva, ed il resto si è annebbiato un po’. Ma di quelle giornate passate a impiastricciarmi di pasta fresca e a giocare con la canna dell’acqua.
Ed ho scoperto il piacere di viaggiare in macchina: radio accesa, mamma loquace e fratello dolce, niente male per passare la serata. E mi ritrovo ancora a pensare a cosa sarebbe il mondo senza musica: un orribile sbaglio. Perché senza romanzi si vive, credo. Ma la musica è immediata, la ascoltano tutti, dall’operaio al sultano degli emirati arabi, anche se non è sempre la stessa.
E poi, ho imparato una di quelle cose che ti fa sorridere, ti spiazza e ti fa sghignazzare per tutta l’ora di tedesco, assieme alla prof che si sta sbellicando. Ecco, secondo questo mio compagno (Zunamino) Heidi era tossicomane perché solo lei può vedere le colline che ridono e le caprette che salutano.
Sì, forse non è una battuta idilliaca, ma ti spiazza in un ora di grammatica, perché è così inaspettata e fulminante che fa cedere anche la prof K. Che ride e ride per un po’.
E poi, la fierezza. La fierezza di non sentirsi male quando mi sono messa a parlare con il prof di lettere di letteratura francese, circondata da altri prof mezzi allibiti mezzi ridenti. Mi sentivo una pazza a parlare di Camus e Baudelaire sul piazzale della ricreazione, ma ero tranquilla. Non ero fiera di quel che sapevo, ero fiera di poter scambiare le mie opinioni senza vergognarmene.
Scusate il post lampo!
Baci
Minerva

1 commento:

PaolaFrancy ha detto...

dai, dai, che batti pure i prof 100 a 1!!!
sono d' accordo con te: la musica e' troppo importante nelle nostre vite.
ma e' musica anche l' acqua del ruscello, non credi?

un abbraccio, paola

p.s. purtroppo ho pochissimo tempo ... ma non mi sono dimenticata della tua sorpresa. anzi, con i giorni che passano, la miglioro nella mia testa. e spero veramente di farti un bel regalo.