domenica 25 aprile 2010

memorie di una ragazza perbene (Simone de Beauvoir)

Questo è un libro che va letto. Non so che altro dire, ma va letto e basta.
Non ci sono parole per descriverlo: non posso rievocarne la magia, non ne sarei capace. O tantomeno farne un riassunto, è impossibile.
Quindi, cito una descrizione del romanzo presa da internet, anche se non basta. Non basta, perché chi legge queste pagine ne esce segnato.
È una descrizione fatta di citazioni, che colui che ha fatto questa recensione commenta, paragonando l'esistenza della scrittrice con la propria. Farò così anchio, è bello.
Un  giorno, un’adolescente, un’altra me stessa, avrebbe bagnato con le sue lacrime un romanzo in cui io avrei raccontato la mia propria storia.
Dio, quante volte l'ho pensato e quante vole ho fantasticato su questa cosa. Quanti momenti ho passato ad agognare di diventare scrittrice, quante ore a provare a mettere su carta questo sogno troppo ardente.

“Il mio destino di adulta m’interessava meno del mio avvenire immediato”.

Verissimo. Non m'importa del mio destino, almeno di pianificarlo con cura, piuttosto mi preparo a sognare. Forse sbaglio, forse no.
“Mi sentivo la forza di sollevare la terra, e non trovavo da spostare neanche un sassolino”.
D'accordo, io e lei siamo imparentate, o siamo gemelle psicologiche. Quante volte ho sognato d'intrecciare amicizie epiche, e mi sono ritrovata davanti gente che non m'interessava. Ho sognato d'intraprendere imprese titaniche, e poi non ho trovato di che intraprendere.

• Mi è stato più facile pensare un mondo senza che un creatore pieno di tutte le contraddizioni del mondo.
Ah, penso che tutti gli atei pensino questa cosa, solo che lei l'ha espressa davvero, ma davvero bene. Io non so, sto tentando di capirci qualcosa sui miei sentimenti riguardo questo Dio, ma non li ho ancora compresi.
In tutte le lacrime indugia una speranza. 
Non ci avevo mai pensato, ma dev'essere vero. E soprattutto, le lacrime sono il segno di non essersi rassegnati, perché ancora un po', combatteremo. Anche il pianto è una forma di combattimento, credo.
Poiché non scorgevo in tutta la terra alcun posto che mi convenisse, decisi allegramente che non mi sarei fermata in nessun posto.
Mi votai all'Inquietudine.
Sono consapevole di essere imparentata con questa donna. Gli stessi pensieri, gli stessi dubbi e le stesse speranze. Beh, è una citazione per cui non ci sono parole.

Solo una parola: leggetelo!!!
baci
Minerva

2 commenti:

Kylie ha detto...

Non l'ho mai letto, grazie per il suggerimento!
Ci sono talmente tanti libri che ci sfuggono...

Un bacione

Lunga ha detto...

ne hai parlato in modo davvero invitante... me lo appunto tra i libri da leggere!
PS: se vuoi sei ben accetta nel mio blogghino!