venerdì 2 aprile 2010

Pasqua

La Pasqua per me era importante come il Natale. Esistevano solo queste due feste, nel mio immaginario infantile. Perché dei cenoni di £Capodanno non me ne poteva importare di meno, non vedevo le maschere di carnevale e quindi il gusto di travestirmi era nullo, e per quanto riguarda le altre feste, non si sono mai festeggiate, eccetto la calza della Befana.
Ma la Pasqua per me è tutt'oggi la festa del cioccolato. E rinon rifilatemi la storia che nella Bibbia i coniglietti non compaiono, è vero, e mi fanno schifo tutte le papere agghindate, i coniglietti personalizzati e le uova giganti.
Ma per me la Pasqua era così, erano le cacce alle uova in campagna dalla nonnacastana, anche se sapevo che il coniglio non esisteva. Provavo gusto a cercare le leccornie incartate, e trovare i pulcini ben impacchettati nascosti fra il rosmarino e la salvia. O un uovo sull'altalena, che poi chiamarla altalena è un iperbole, era una specie di seggiolino legato con due corde al pergolato d'uva.
Per me fu il massimo quando scoprii la Pasqua nel senso religioso. Con l'immaginazione un po' galoppante che mi ritrovavo, immaginai un Cristo dai capelli lunghi, gli occhi tormentati ed il viso sofferente, un uomo che ingiustamente era stato crocefisso e che poi, per fare un bel tiè ai suoi persecutori, era risorto dalla tomba.
E poi, tutta la via crucis mi aveva da sempre scatenato la fantasia, mi immaginavo un salotto sontuoso dove si era svolta l'ultima cena, un giardino idilliaco l'orto degli ulivi, un posto misero il monte dove Gesù era stato appeso alla croce. Per me era questa la fede, un insieme di fantasie contorte, quasi da fumetto.
Poi c'erano le processioni storiche, che nel mio paesino si svolgono il giovedì ed il venerdì santo. Partecipai solo una volta a questo evento, con l'Angelo, la mia dolce insegnante di sostegno che quella volta mi accompagnò. Purtroppo, anche quella volta, feci eccezione. Non potevo tenere le lanterne, avrei finito per bruciare qualcuno, e mi fecero portare la scatoletta con i fiammiferi. E vabbé, a me sembrava importante!
Ma la Pasqua è la festa di un altro alimento di cui mi nutrirei in eterno: il marzapane. Pulcini, paperotte, coniglietti, carotine e piccole uova erano fatte di questa prelibatezza, che adoro tutt'ora, e che mangiavo in grandi quantità solo a Pasqua. E poi c'era la colomba, quella ricoperta di cioccolato fondente, quella che labisnonnatenace tirava fuori a Pasqua, prima che si rompesse l'uovo, di cui parlerò fra qualche riga. Non so se l'avesse fatta fresca, ma credo di no, eppure a me sembrava la reginetta dei dolci, con quella copertura irresistibile e croccante.
E poi, come ho accennato, si rompeva l'uovo. Ero io l'unica bambina, e Fratellino era piccolo o inesistente, e quindi avevo il privilegio di dare il pugno a quel magico dolce di cioccolato nero e ricordo che si frantumava dopo qualche colpo, perché non ero molto decisa nel fracassarlo.
E poi il cioccolato che si accumulava e che restava fino a giugno, perché ne ho sempre ricevuto parecchio, fino a qualche anno fa almeno.
Dall'anno scorso abbiamo iniziato a visitare una qualche città, nel 2009 è stata la volta di Venezia. Non mi ha raccontato assolutamente niente, non mi ha impressionata il fatto che fosse sull'acqua, ne la sua storia sfarzosa. Non so voi, ma mi ha lasciata indifferente. Speriamo che Firenze non si riveli così!
E buonissima Pasqua a tutti voi! Anche se forse avrò connessione in albergo!
Baci
Minerva

3 commenti:

~ M i n ù ha detto...

Buona Pasqua, e Firenze è bella.
Non ci sono mai stata, ma mia madre lo dice sempre! :D
Un bacio :*

Princesse ha detto...

Una Felicissima Pasqua anche a te!! Goditi la vacanza a Firenze... e poi ci racconterai come è andata!! Un abbraccio..

Aglaia ha detto...

Tantissimi auguri e un bacio!