lunedì 17 maggio 2010

grazie

Un post alle ore di francese va dedicato. Perché io adoravo questa lingua, ed ora mi piace. Ma c’è stato un periodo, per tutta la prima media e per l’inizio ella seconda, in cui ero terrorizzata. Terrorizzata dalla prof B. La prof B. non è quel che si definisce una donna amabile. Come non lo è la prof N, del resto. Ma la prof B. aveva il potere di terrorizzarmi, davvero tanto. Perché con i suoi modi bruschi, il fatto che alzasse spesso la voce e soprattutto il linguaggio non proprio finissimo mi aveva paralizzata. Sì, avevo a mia media dell’8. Sì, ero una delle migliori allieve, ma avevo una paura. Una paura tremenda di scrivere in francese. Ogni volta che mi poneva una domanda, sbagliavo. Avevo scritto la risposta perfetta sul compito (ovviamente quando era un compito a casa), e poi la leggevo sbagliata in pieno. Con un’ansia addosso, un timore che mi costringeva ad annaspare davanti alla prof, e poi arrivata a casa, in un paio di occasioni piansi istericamente. Poi, c’è stata l’insufficienza. E lì, tutto il mio amore per il francese è andato a farsi benedire, letteralmente. Perché fu l’unica insufficienza della mia vita e perché piansi davanti a tuta la classe, con la prof che non mi rivolse una parol a di conforto (la capisco, d’altronde) e poi, scappai a casa in lacrime. Piansi, perché ero andata in panico. Avrei potuto prendere un 8, se ni fossi concentrata. E poi, si arriva alla seconda media. NCon un po’ di serenità, che evaporò nel giro di poche settimane. Fino a marzo circa, fu un disastro. E poi…. E poi, la magia. Quella che mi spinse a fare giusti alcuni esercizi, quella che mi spinse a scrivere i vocaboli giusti anche con lei che mi guardava, china sul mio portatile, e imparai piano piano, a sorridere durante le ore di francese. Diventarono ore leggere, e senza ansia. E quindi, aspettiamo domani. Domani è la prima verifica da che è passata l’ansia ed il groppo in gola ogni volta in cui la prof mi poneva una domanda. Domani c’è la reale sfida e la possibilità di capire se questo autocontrollo è servito a qualcosa. Davvero, razie, prof B. Grazie perché mi hai insegnato a controllarmi, grazie perché non mi incuti un’ansia che mi spinge a sbagliare, grazie se ogni tanto, ogni tanto spesso, a dir la verità, mi fai sospirare di sollievo ogni volta in cui penso alle ore dell’anno scorso. Ore in cui la concentrazione scemava, ore in cui non capivo nulla, ma proprio nulla, di quel che spiegavi. Grazie professoressa, se tante volte ti sei messa a ridere quando sbagliavo. Sul serio, rideva. Non era cattiva, come risata. Solo, che dicevo delle eresie, e soprattutto, quando erano state scritte sulla scheda in maniera perfetta. E grazie anche per quel votaccio che mi son ritrovata fra capo e collo, grazie davvero, grazie perché mi hai fatta piangere. Sul serio, prof B., grazie. Perché mi hai insegnato a dominarmi, almeno un pochino, e a non spaventarmi. Perché di prof così non me ne capiteranno mai più. Come la prof B., almeno. Non così, on assurdamente severi ed al contempo capaci di fare il pagliaccio davanti a sedici studenti. E sei stata l’unica a insegnarmi a combattere. L’unica, fra i miei professori. Non il mio adorato prof di italiano, non il dolcissimo prof di musica o quel tesoro del prof di mate. Eh sì, grazie. È l’unica cosa che mi sento di dirti, davvero.
Grazie! Grazie! Grazie! Grazie! Grazie! Grazie!
Baci a tutti
Minerva
P.s: Castagna, se passi di qua: puoi fare in modo che io riesca a commentare per favore? Ti spiego come:
-entra i blogger
-vai su impostazioni, commenti
-seleziona la modalità a pagina intera sotto il post o qualcosa del genere
-non inserire la verifica visiva

4 commenti:

Kylie ha detto...

Diciamo che la lezione è servita a farti conquistare la grinta per superare tutto.

Un bacione e buona giornata!

IlFioreDelMale ha detto...

Sai che cos'adoro da morire in te? Il fatto che riesci a localizzare il punto di forza in ogni persona e a riservare delle parole speciali a ciascuna di loro... insomma, trai il bello da ognuno! In questo ci assomigliamo...
Tornando a te, hai proprio ragione, a volte è il cosiddetto "pugno di ferro", se usato nella giusta dose e nel giusto modo, a farci maturare e crescere. E' una lingua fantastica il francese, darei di tutto per saperla parlare... che fortuna che hai!
Un bacio
IlFioreDelMale

Castagna ha detto...

eccomi ora provo

Castagna ha detto...

ora dovresti riuscire
Scusa se non l'ho fatto prima e ti prego non notare i dieci milioni di parolacce che scrivo,
è solo che le cose a scuola da me si stan mettendo un po' male