venerdì 7 maggio 2010

minerva e i quattro elementi

La terra
Concreta, materna, forte, calda e aspra. Io con la terra ho sempre avuto un brutto rapporto. Vivo nel mio paramondo, adoro l’acqua ed il cielo e si sa, la terra è in notevole contrasto con l’aria. Però la terra io l’apprezzo. Ed anche molto, direi. Amo passeggiare, il ritmo dei passi sul porfido del borgo vecchio, il contatto con la pietra, il metallo ed il legno, ma soprattutto amo il cibo. Il cibo, che è il simbolo della terra. Ho sempre avuto una voracità ed una curiosità rivolta all’alimentazione non comune, mangiavo ed apprezzavo, qualunque cosa, eppure ero uno spirito critico fin da bambina. Ma amo il piacere spontaneo che dona la pasta fatta in casa, una torta di pane o anche solo una pesca, liscia, grondante sugo e con quel suo sapore dolce, ma a tratti asprigno. Ma la terra mi fa paura: perché la terra rappresenta la realtà. Ed io seguo il filo della fantasia, un binario che corre nelle acque gelide e nei cieli azzurri, non su questa terra. Però, ne prendo spunto. Perché io, per le mie storie, ho sempre preso spunto dalla realtà. Non sono mai riuscita, se non da piccolissima, a creare storie in cui tutto andava bene. Il lieto fine era ammesso solo in circostanze eccezionali. Ho sempre creato personaggi controversi, che non accettassero completamente il mondo che li circondava, come la sottoscritta. Le donne, nei miei pseudoromanzi sono sempre stati il pilastr.o. Non sono mai riuscita a parlare degli uomini, sarà per uno strano femminismo, di cui dovrei parlare, una volta o l’altra. Ma ora, torniamo alla terra, che finisce che divago, e scrivo un’odissea per ogni elemento. La terra viene associata alla praticità (ehm, cambiamo discorso), al materialismo (tralasciamo), ed alla moderazione. Io ho sempre sognato con abbondanza, non mi risparmiavo mai uno scenario pittoresco o simili, ma non mi si può definire una che spreca. Ho sempre risparmiato, i soldi che ho ricevuto sono ancora lì, in un cofanetto. È solo che penso che se avessi trovato qualcosa che mi sarebbe piaciuto acquistare, l’avrei fatto. Ma no, i soldi li ho spesi per il regalo per la mamma o massimo massimo per dei cioccolatini per la sottoscritta.
In conclusione, la terra non è il mio elemento.
Aria
Leggera, innocente, solare, spensierata, gaia. Forse, mi appartiene più della terra, ma procediamo con l’analisi.
Ho sempre amato il vento. Quello che ti arruffa, ti sconvolge e ti fa provare ad afferrarlo, ma non ci riesci mai. Ho sempre voluto sfidarlo, da bambina mi ci gettavo contro, per provare a volare. È stata la mia illusione per tanti, tantissimi anni. Imparare a volare. Il sogno di ogni bambino, che per me durò tantissimo, davvero. Ancora a desso, a volte vorrei saperlo fare. Però, io non sono poi così inafferrabile. lCi sono cose che mi catturano, che sanno come ingabbiarmi e sono piaceri troppo terreni per esser associati alla volta celeste. Il cibo, i libri. Penso che l’unica arte ultraterrena sia la musica. perché la musica viene dal cielo, secondo me. Ma è una teoria inesplicabile, e finisce che questo post diventa un secondo via col vento. In conclusione, l’aria non è il mio elemento, anche se si avvicina molto di più a me, piuttosto che la terra.
Fuoco
Impulsivo, volubile, enigmatico, reattivo, istintivo, avvolgente
Il fuoco ha una funzione al contempo purificatrice, ed al contempo distruttrice. Perché il fuoco lambisce, corrode, spacca. Oppure esorcizza, purifica, benedice. È un elemento prettamente maschile, direi. Ma io sono segno di fuoco. Sono un orgoglioso sagittario, una di quelle reattive, irrazionali. Però, io ho paura del fuoco. Ho sempre avuto una paura assurda del calore, ogni volta in cui a scienze facciamo un esperimento e l’Angelo mi fa avvicinare la mano alla provetta sul fornello (avvicinare, non toccare), io ho paura. Perché io al calore forte reagisco arretrando la mano spaventata, e penso sia il mio carattere. Arretro terrorizzata davanti alle emozioni forti, ai sentimenti improvvisi e fulminanti, però ne sono irresistibilmente attratta. La stagione del fuoco è l’estate. Anche lì, la amo, ma quando me la trovo davanti non so com riempirla. Quindi, il fuoco è uno dei miei elementi.
Acqua
Fantasiosa, volubile, quieta, travolgente, materna
Dall’acqua scaturiscono tutte le cose. Talete, probabilmente uno dei primi filosofi greci, credeva che nascessimo dall’acqua. E secondo me, aveva azzeccato in pieno. No, non siamo nati dall’argilla, come sostiene la tradizione cristiana. O meglio, l’argilla è anche intrisa d’acqua, se non sbaglio. E la terra deriva dall’acqua, penso. E l’acqua è materna, in tutti i sensi. È lei che dona la vita, aspergendo la terra. L’acqua compie un ciclo, ed è magico. Prima è un blocco di ghiaccio: freddo, impassibile, immutabile. E poi, scende gaiamente e si forma una pozza d’acqua: fantasiosa, volubile, malleabile. E poi, sale verso l’aria, e si confonde in essa: sottile, impercettibile, spensierato. Quindi, l’acqua racchiude tgli elementi. Ed io sono l’acqua, credo. Perché sono libera, ma posso farmi catturare, non come l’aria. Perché posso farmi intrappolare in una coppa, ma posso anche sgorgare a mio piacimento. E l’acqua è l’essenza della donna: si adatta, si incastra in qualunque oggetto, ma quando vuole può scaturire liberamente. E rappresenta l’autunno, altra stagione che amo. Perché si ricomincia la scuola, ci si comincia a coprire e si accumulano provviste. Quindi, io sarei un torrentello acquatico con una punta di fiamma. Bello, non credete?
Baci (non sapete quante ricerche per il post!)

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