venerdì 28 maggio 2010

post contemplativo n° 1

Uno dei difetti che non mi perdonerò mai (può essere un pregio, se lo vedi sotto un diverso aspetto), è la capacità di non sapermi fare gli affari miei. No, non commento le decisioni altrui e non mi intrometto nelle discussioni, però sono una curiosa e sempre lo rimarrò. Sta di fatto che in spiaggia, una delle mie occupazioni preferite, è ascoltare i brandelli di conversazione che riesco a cogliere ed anche adesso, con la finestra accostata, amo farmi sorprendere dalle parole che balzano alle mie orecchie. Perché ho bisogno di storie, ho bisogno di racconti. Il poeta, marito della prof N., dice che ha bisogno del ritmo della frase parlata per poter scrivere. E non gli do tutti i torti. Anche se la letteratura non si fa standosene per strada (sempre parole del Poeta), bisogna conoscere di quel che si vuole scrivere. Frase traballante, ma efficace. Perché io le storie le ho appuntate su un documento di word. Uno dei miei passatempi preferiti durante tutta l’infanzia era andare in giro e registrare. Hobby alquanto strano, ma che rende l’idea di come fossi io da bambina. Un esserino biondo con due occhioni celesti (meno screziati di verde di quel che sono ora), con una logorrea disarmante e con una curiosità prettamente basata sull’istinto. Perché la mia infanzia è stata così, piena di scoperte e di domande, di libri che agognavo mi leggessero e soprattutto, ero curiosa circa la gente. Registravo, e poi ascoltavo e riascoltavo quel che dicevano i passanti. Poi ho scoperto la scrittura, ma il vizio di registrare mi è rimasto fin verso gli otto anni. Dicevo, gli affari miei ho sempre fatto fatica a farmeli.
Ed adesso cosa mi arriva dalla finestra mezza aperta? Mi arrivano odori, principalmente. La magnolia poco lontana, che quando c’è vento si insinua fin nella mia stanza, che ispira fantasie distratte e mi indurrebbe a languire sotto i suoi rami carichi di fiori candidi. Mi arriva l’abbaiare di un cane, poco distante. Bestiola di piccola taglia, credo. E mi arrivano lontane, delle voci mascoline, che discutono fra loro, ma amichevolmente. Colgo pure l’andare e venire delle automobili, ed immagino i passeggeri, ingabbiati in quei barattoli, con l’occhio pronto a cogliere in flagrante qualche disattenzione di colui che sta davanti a loro. Ecco, anche la fragranza di fumo, probabilmente una sigaretta che qualcuno ha acceso. Sì, perché anche se sto al terzo piano, un lontanissimo aroma di fumo lo posso cogliere, se sono allerta. Carezzo distrattala tenda chiara, morbida e coperta da qualche pelucchio.E la mia mano va al comodino, dove riposano i libri del poeta, un po’ ricoperti dalla polvere, in attesa che qualcuno li riesumi dal loro torpore. Aspetteranno ancora un poco, perché prossimamente viene la Nonnacastana, e lei adora il Poeta, e può leggermelo tranquillamente, commentando con la sottoscritta certe frasi che sembrano scritte apposta per me o per lei. Ed aspetto anche che youtube si rianimi, erché son due settimane che non va, e molte belle canzoni e soprattutto, tante poesie lette da autori ce le ho lì.
Questo post non ha un senso, è solo un puro esercizio stilistico e di contemplazione.
Baci
Minerva

4 commenti:

Princesse ha detto...

Invece un senso ce l'ha... non credo che essere curiosi di ciò che ci circonda sia un difetto, anzi, secondo me è un gran pregio! La curiosità è alla base della conoscenza!

Kylie ha detto...

Sono una curiosona anch'io. Qualcuno mi dice sempre che dipende dal fatto che sono veneta.
Mah...

La curiosità apre la mente ed è tipica delle persone intelligenti.

Buon week end!

Ev@ ha detto...

Ho deciso che ti tengo d'occhio,
ti aggiungo ai link amici.

Buona domenica a Te.

minerva ha detto...

Princesse: Forse un senso ce l'ha, questo post!
Kylie: bah, la curiosità è mondiale, non è veneta.
ev@: Guarda, anchio ti tengo d'occhio. Solo che imbranata come sono non seguo nessun blog, a parole, ma con i fatti ne leggo troppi.