giovedì 24 giugno 2010

ad una passante

Oggi sono proprio contenta di non aver guardato la partita. Non perché gli azzurri abbiano perso oppure abbiano giocato male (non lo so, sinceramente), ma perché ho scoperto il piacere di guardare la folla festante da lontano. Perché sì, c’è ancora un po’ di gente in Svizzera che tifa l’Italia. Ed in piazza, da noi, c’è il maxischermo e ci va tanta gente e c’è tanto caos. Non ci sono mai andata, ho sempre guardato il calcio a spizzichi e bocconi (nel senso che guardavo cinque minuti di partita per stare in famiglia e poi me ne andavo a leggere in camera) e non ho mai assistito alla folla in piazza. Oggi ero al parco giochi con la Tata, sedute sulle panchine a parlare. Ed ho sentito tutta una folla urlante, tutta la gente che si riversava in piazza e che urlava contro l’Italia e quei pochi superstiti che tifavano la squadra azzurra. Ma non è questo il punto. Il punto è, che con noi si è seduta una signora anziana, molto anziana. Una signora che se la guardi, pensi che non valga una lira. Trasandata, macchiata di mangiare coagulato sul vestito e divorata viva dall’artrosi. Ed invece, quando le parli, scopri che anche se questa donna non è perfettamente lucida, ha lacune con la memoria recente è una persona colta. Una persona che parla tre lingue, legge molto e sta bene finanziariamente. La vecchiaia deforma, davvero. Perché il cervello della donna s’inceppava, andava qua e là. Ma quando lasciavi che l’ingorgo di parole si snodasse un po’ capisci che della vita di questa donna potresti scrivere un romanzo anche con le poche informazioni che si ottengono parlando un po’ in un parco.
Mi sono resa conto di quanto l’apparenza inganni, soprattutto ad una certa età. Perché questa donna, con una spesuccia ed il burro mezzo sciolto che ha infilato nella busta del cioccolato per raffreddarlo, e che qualche settimana fa la Tata aveva visto urinare dietro una siepe ha un passato degno di essere immortalato in un romanzo, o quantomeno in uno di quei film in costume. Perché storie così le trovi per strada. Trovi l’avventura di una vita, anche se a volte confusa nella memoria, trovi una donna, che ha ancora la sua essenza di roccia. Trovi un fiore vizzo, ma che hai tempi era stata una Rosellina, con una bellissima quanto solida storia d’amore alle spalle, tre figli, un passato da bella ragazza di campagna, venuta dalla Svizzera interna in Ticino per amore di un uomo. E ti racconta, fra un colpo di tosse ed un ansito, di come si sono conosciuti ad un ballo in occasione del carnevale. E di come il suo migliore amico è annegato quand’era ragazzino. Passante di cui non so il nome, vorrei dedicarti questo post. Vorrei dedicarti un qualcosa, perché non hai nessuno in questo mondo. Perché sì, hai tre figli, ma due sono via ed il secondo non ti degna poi tanto. Passante, che ci hai invitati a casa tua un giorno, ma non ci andremo mai. Mai, perché tu non ti ricorderai chi siamo, ma ti dedico queste parole comunque. Grazie, Passante. Grazie per avermi riportato la tua storia, che ho già steso fedelmente e mi piacerebbe farne nascere un racconto. Grazie, perché probabilmente non mi dimenticherò mai del tuo brandello di vita.
Baci
Minerva

4 commenti:

IlFioreDelMale ha detto...

Questo tuo post mi ha toccato davvero molto... la tua enorme sensibilità -con cui avevo già avuto modo di venire a conoscenza- è uscita completamente allo scoperto parlando di questa donna.
E' proprio vero: l'apparenza inganna.
L'apparenza favorisce i più forti, i più belli, ed emargina la gente sola ed anziana, che magari ha storie da raccontare così interessanti e ricche di dettagli come quella della Passante.
Per fortuna esistono persone come te...
Ti abbraccio forte
IlFioreDelMale

beatrice ha detto...

Qualche anno fa una mia cara amica mi ha insegnato l'importanza di parlare con la gente, di scoprirne i lati nascosti, di lasciarsi sorprendere dall'emozioni che sa dare.
Cerco di impararlo ogni giorno. Guardando in faccia chi mi passa accanto per strada.
Senza abbassare lo sguardo, senza guardare cosa porta dentro le buste della spesa.

LAURA ha detto...

Ho trovato sempre molto piacevole discutere con le persone anziane perché molte di loro hanno una storia ricca alle spalle da raccontare. Anche io poco tempo fa avevo conosciuto una donna molto anziana, di Berlino, con una grande cultura le cui parole mi hanno lasciato molto dentro. Ho il suo indirizzo ma non ho mai avuto il coraggio di ricontattarla perché ho paura che il giorno in cui io lo volessi fare, scoprirei che lei non c'è più...

NYY ha detto...

Complimenti un post molto tenero :-)