martedì 22 giugno 2010

di deliri antipatriottici e di libri sul comodino

Ho davanti a me questa pagina vergine di word. Mi sembra di profanarla, scrivendoci sopra. Ho un blocco del blogger, in questo periodo. Scrivo poco ed impregno questo blog di poesie et similia. Se dessero fastidio o le trovate noiose, ditelo subito, ne metterò meno. Smettere non smetterei comunque, la poesia è una mia passione e mi piace condividerla; chiaro che se diventa qualcosa di morboso va arginato.
Ho preso il nuovo libro dell’Allende… non è la casa degli spiriti, d’accordo, ma ne ho lette una quindicina di pagine e mi sembra graziosissimo. Sempre meglio di Salinger, intendiamoci. Perché mi ha delusa parecchio, con tutte quelle locuzioni che si ripetevano almeno una ventina di volte per una in tutto il libro, e dire che mi sono scocciata parecchio. Ma vabbé. Adesso godiamoci il nuovo romanzo dell’Allende, che mi sembra nettamente meglio dei precedenti. L’Allende mi è piaciuta per i primi romanzi, fino a Paula compreso. Poi… poi è caduta un po’ in basso, con rialzatine, ma non è mai ritornata quella della casa degli spiriti. Ma in questo libro mi sa che sta risalendo un pochino, a giudicare dall’inizio che promette bene. Poi finalmente ieri sera sono uscita di casa. Cena con amici dei miei ed i loro figli adolescenti, è stato un toccasana prendere una boccata d’aria, anche se il male all’orecchio persiste tenace. Comunque, ho esaurito tutte le cose che una ragazzina che non vede può fare tappata in casa: leggere, scrivere eccetera. Ma è che mi sono messa a seguire e pure con un certo zelo i mondiali di calcio, per fare qualcosa. Io non tifo in base ai giocatori, nossignore. Io tifo in base all’inno nazionale oppure agli scrittori o ai poeti che sono nati e cresciuti in quella nazione. Non che del calcio in realtà m’importi qualcosa, ma ho esaurito i passatempi. Certo, quando gioca l’Italia mi lascio appena trasportare dall’eccitazione che regna in famiglia. Ma io vivo in Svizzera. Ed in Svizzera, il 90% della popolazione media (mi baso sulla gente che conosco,intendiamoci) non tiene all’Italia manco se gioca contro un paese remoto. Tutti tengono al paese remoto. Io tengo all’Italia per affetto. Perché l’Italia è la mia seconda patria. Ho sempre fatto vacanze in Italia, metà dei miei parenti vive là ed io mi sono sempre sentita avvolta da un calore nelle grandi metropoli italiane, cosa che in quelle elvetiche non è mai capitato. Davvero, l’Italia è materna. La Svizzera sarà organizzata, pulita e molto verde, ma l’Italia ha quel senso di mamma e di appartenenza che la Svizzera non possiede. Anche se l’Italia ha più pericoli ed è caotica, c’è un grande senso della tradizione, secondo me. Perché ogni paesino ha i suoi piatti tipici, i suoi aromi e le sue specialità.E questo in Svizzera accade, ma solo nelle città più grandi o comunque in Svizzera tedesca o francese, in Ticino una cosa del genere non c’è. Adesso non sto disprezzando la mia nazione. Sono felice di vivere in un paese molto pulito, che ha un organizzazione nettamente superiore rispetto all’Italia e che è più sicura.
Comunque, scusate la fretta e la brevità del post.
Baci
Minerva

3 commenti:

calendula ha detto...

ti scrivo dopo la schifosissima uscita della nazionale italiana dal mondiale... mi è molto piaciuto il tuo post...ho una curiosità come mai in svizzera tifano il paese remoto più che l'Italia?...
non ci crederai ho 30 anni e non ho mai letto la Allende, non so quanti anni abbia tu, ma un paio di anni fa proprio l'anno della " casa degli spiriti" cè stato un boom incredibile della Allende... non si parlava di altro sembrava che sapesse scrivere solo lei.... mia mamma e mia nonna tutte prese dalla Allende e a me è venuto il rifiuto..... e così sono passati gli anni e i moltissimi libri che ho letto e ancora la Allende mi fa venire l'orticaria....poverina... ma un giorno prenderò in mano uno dei suoi libri....ci proverò...

minerva ha detto...

Calendula: guarda, sinceramente, i ticinesi tifano contro l'Italia un po' per rinnegare le loro origini (sono pochi i veri patrizi), un po' perché non stravedono per la nazione in sé. La Allende non è l'unica scrittrice brava. La casa degli spiriti (uscita nell'1983 in italiano) è il miglior libro ch'abbia mai scritto. Gli altri, a parte quello dedicato alla figlia malata, sono belli, ma non meravigliosi. È molto amata per via del suo modo di scrivere tipicamente sudamericano, che tende a creare una nebbia di magia che avvolge la realtà e perché i suoi personaggi femminili hanno una caratterizzazione interessante. Ma non è l'unica che sappia scrivere, direi.
Baci
Minerva

Federica ha detto...

dell'allende io ho letto solo quest'ultimo e mi è piaciuto parecchio!