sabato 12 giugno 2010

due uomini, due poeti

Oggi vi propongo due poesie che ho letto oggi. Sono bellissime entrambe, secondo me. La prima è una poesia d’amore per una donna. L’altra per una madre. La prima è di Neruda, la seconda è del Poeta. Il Poeta, il marito della prof N. Sono due poesie diverse. Davvero, la prima è un inno all’amore, la seconda è più semplice, ma altrettanto efficace.
Solo una parentesi: io sono viva. Scusate per la latitanza, per la sporadicità degli aggiornamenti e per il poco che scrivo del presente, mi limito a parlare di sensazioni o ricordi. Ma sto per tornare, lunedì promesso che scrivo qualcosa.
Il tuo sorriso (Pablo Neruda)
Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.
Poesia di cui ignoro il titolo (del Poeta, che resterà anonimo, perché si può risalire facilmente alla zona in cui vivo)
Cosa vedevi quand'eri sdraiata
sul letto d'ospedale? Nella mente
forse facevi il giro delle piante
della tua vita: il morone,

il nocciolo della casa del prestino,
il salice di via Stoppa che agitava rami
negli stratempi. Ora un cespuglio
tempestato di petali bianchi

ti fa compagnia nel giardino
finalmente tuo, filtra i rumori
della terra, regala ombre chiare
al tuo viso contadino.


Ti guardo in questa foto controluce
seduta davanti alla finestra
mentre fai le pietrine, un po' curva
nel grembiule azzurrino dell'estate

dietro il viso scontroso s'indovina
un pomeriggio luminoso
nel cortile degli operai che la mattina
ti svegliano bestemmiando sui badili.

Ma guardami tu, ora, da quel cespuglio
dammi la forza del tuo sguardo
proteggimi dal buio che avanza
con le sue zampe sopra la banchina.
Non commento. Sono due poesie strepitose, secondo me. E nessuno, credo, ha mai unito un poeta di fama mondiale con uno che scrive in un paesino ingabbiato fra due gole. Nessuno ha mai accoppiato Neruda, probabilmente il poeta del novecento più famoso a livello internazionale, a questo poeta che nemmeno dalle nostre parti è tanto conosciuto. Ma io ho unito queste due bellissime poesie. Perché ho voluto unire il tessuto purissimo, anche se modesto, a quello splendente e conosciuto. Così ne nasce una forza unica, che irradia gioia.
Mi piacerebbe sapere il vostro parere su ognuna delle due poesie…
Baci
Minerva

3 commenti:

PaolaFrancy ha detto...

Oh mio Dio,
Neruda lo conoscevo, ovviamente.
ma questo poeta ... forse perchè parla di alberi, forse perchè si rivolge a sua madre ... ma mi ha preso il cuore. davvero.

la poesia di neruda, invece, la sento mia perchè sono le parole ( non esatte, ovvio! ) che mi dice sempre il moschettiere.
lui vuole - pretende - che dimentichi qualsiasi cosa e gli sorrida nel momento in cui arriva a casa.
per questo, sento mia anche questa poesia.

paola

p.s. vorrei avere più tempo per la tua sorpresa. ma piano piano ce la farò.

IlFioreDelMale ha detto...

Ciao!
Innanzitutto grazie del commento e di esserci sempre... mi fa davvero molto piacere!
Hai fatto bene ad unire queste due poesie, perchè le accomuna l'amore profondo e incondizionato verso una persona.
Mi ha colpito nella poesia del Poeta la cura con cui utilizza le parole: sembrano scelte apposta per commuovere.
Anche la poesia di Neruda è piena di semplicità, pur nella sua grandezza: anch'essa mi è piaciuta molto.
Un grande abbraccio
IlFioreDelMale

minerva ha detto...

Paola: la poesia del Poeta è meravigliosa. E i richiami alla flora sono numerosissimi, nei suoi testi. C'è una bellissima poesia, che si chiama litania dell'erba, che copierò, un giorno o l'altro. Quella di Nerduda è bellissima. Soprattutto la parte finale.
Ilfioredelmale: sì, il poeta descrive tutto con cura. E la lirica di Neruda è meravigliosa. Grazie a te per commentare così assiduamente...
Baci
Minerva