mercoledì 30 giugno 2010

il dio delle piccole cose (Arundati Roy)

Grazie mille, Paola. Grazie mille per avermi consigliato questa perla della letteratura contemporanea. Il dio delle piccole cose mi ha fatto compagnia per tutta Istanbul. L’ho letto fra le moschee, al palazzo del sultano e sul ponte che divide la zona storica da quella commerciale. L’ho letto esattamente durante tutto il viaggio. Iniziato in attesa del controllo passaporti prima di prendere l’aereo e finito nell’ascensore di Malpensa. Magico. Se non leggete questo libro, vi perdete un pezzo di qualcosa. Non penso mi cambierà la vita, ma certamente farà parte dei libri da rileggere, presto o tardi. L’unico libro che non voglio assolutamente rileggere è cime tempestose. Davvero, non ho il coraggio. Non ho il coraggio di riprofanarlo, con la mia impazienza di cercare dettagli e nuovi profumi fra le pagine del libro.
Vi riporto la trama del libro, tratta da internet, e qualche mia notarella, come al solito.
India, fine anni Sessanta: Amnu, figlia di un alto funzionario, lascia ilmarito, alcolizzato e violento, per tornarsene a casa con i suoi due bambini.Ma,
secondo la tradizione indiana, una donna divorziata è priva di qualsiasi posizione riconosciuta. Se poi questa donna commette l'inaccettabile errore di
innamorarsi di un paria, un intoccabile, per lei non vi sarà piùcomprensione, né perdono. Attraverso gli occhi dei due bambini, Estha e Rahel,il libro
ci racconta una grande storia d'amore che entra in conflitto con leconvenzioni.

Bellissimo. Una storia d’amore tutta particolare, dei personaggi descritti minuziosamente e talmente ben caratterizzati da sembrare vividi nei nostri cuori. Una scrittura che tocca fin nel profondo. Quando leggerete una metafora o una qualsivoglia figura retorica state pur certi che si ripeterà, per formare una litania stupenda e dal sapore antico. Non si possono descrivere quello che lasciano i personaggi. È impossibile ed allo stesso tempo tremendamente facile immedesimarsi in uno di loro. È tremendamente facile confondersi nella trama, far parte del paesaggio, dell a commedia. E poi c’è quello sfondo storico descritto con perizia e con tante sfaccettature che lascia a bocca aperta, perché un’India travagliata eppure troppo regale spiazza e sconvolge. E poi ci sono i vari punti di vista. Le stesse cose vengono viste da occhi diversi e la prospettiva cambia davvero tanto. Cambiano i modi di pensare, le sensazioni e anche le altezze da cui una cosa viene guardata. Una bambina è chiaro che veda un problema insormontabile, mentre un adulto lo domina con facilità. Questo libro va letto. Non c’è ombra di dubbio, fa parte del proprio bagaglio di vita. No, non è cultura. Magari è un libro pieno di spunti culturali, ma è un bagaglio per la vita. È una storia di vite che si intrecciano, e che poi si spezzano, ma che in qualche modo, presto o tardi, si ricongiungono, anche se spaccate.
L’unico neo del libro è che decolla con tanta difficoltà. Sarà stato il mio primo impatto con un romanzo che parla della cultura indiana, i nomi ed i continui andirivieni di tempo che all’inizio sconcertano e che mi hanno fatta sonnecchiare sul taxi per l’albergo ad Istanbul. Però, al terzo capitolo, torna tutto chiarissimo e la storia si fa tanto invitante e meravigliosa da diventarne dipendenti.
Baci
Minerva

3 commenti:

IlFioreDelMale ha detto...

Caspita, tesoro, mai pensato di fare la pubblicitaria? xD no, perchè con ogni tua recensione sei capace di prendere, di emozionare, di far proprio nascere la voglia di leggere quel libro, anzi, penso proprio che durante la mia prossima capatina in biblioteca chiederò se lo hanno =) Mi hai proprio incuriosita!
E poi la cultura indiana mi fa sempre nascere un sacco di domande e di dubbi, penso sia una delle più affascinanti ma anche delle più difficili, con tutte quelle regole, quelle convenzioni, quei divieti... Dev'essere proprio bella una storia d'amore ambientata in un clima così rigido, bella e travagliata come piacciono a me ;D
un abbraccio, e grazie mille di pensarmi sempre
IlFioreDelMale

Princesse ha detto...

Un libro che merita davvero, io lo lessi durante gli anni del liceo!
Effettivamente l'inizio è a tratti noiosetto, ma il resto vale qualche sbadiglio iniziale! un bacio, a presto..

PaolaFrancy ha detto...

Sono contenta che tu abbia accettato il mio consiglio ... e, soprattutto, che ti sia piaciuto il libro.
Non poteva non essere così ... è un libro che lascia qualcosa, che rapisce con le descrizioni così fantasiose ma anche così reali dei personaggi e dei luoghi.

io amo arundhaty roy.
purtroppo ( o per fortuna ) ora segue una serie di progetti in aiuto ad alcuni villaggi indiani e non scrive più romanzi ... mannaggia.

sono proprio proprio felice che ti sia piaciuto!
un bacio, paola