giovedì 3 giugno 2010

primavera lunatica e poesia ovunque

Mi piace questa primavera lunatica. Mi fanno impazzire tutti i regali che mi ha fatto in questi mesi, dai giorni di pioggia torrenziale, a quelle giornate luminose con il cielo blu cobalto ed a quei dì come oggi, in cui il cielo è bigio bigio e si soffoca per un’afa che ti strema. E oggi, in cui mi son messa supina sull’erba del parco giochi, e la Nonnacastana mi leggeva il Poeta. E quest’uomo mi riesce sempre a catturare, sia quando scrive in prosa sia quando scrive in poesia. Perché questi scenari sono così vicini ai miei, perché parla di luoghi che ho già visto, e di posti, come il lavatoio di C. che ho già toccato. E non c’è niente di meglio di uno scrittore che ti parla in maniera sublime di casa tua. Perché lui ci aggiunge qualche termine ticinese, nei suoi testi, e raccoglie le idee dalla sua valle divisa in due da una gola. Ed io in quella gola ci son stata, non ci ho fatto il bagno, ma mi son seduta sul greto del fiume, quando esso scorreva dolcemente in pianura. E sono stata nel paesino bucolico di cui scrive il poeta, ho ascoltato la maestraboccolosa in quinta elementare che faceva la spiegazione dei monumenti e ho toccato la ruvida compattezza delle case. E poi, oggi che mi son trovata nel parco giochi, seduta sull’erba odorosa di sole e umida, a carezzare il neonato del mio insegnante di ginnastica delle elementari ed a leggere il poeta. E poi camminare, come in sogno, per il mio borgo vecchio. Che nonostante tutto è il posto più magico in cui sia mai stata… Meglio di Venezia, di san Pietroburgo e di Torino. Perché i vicoli dietro la chiesa parrocchiale, il corso con i suoi negozietti frivolissimi e un po’ trascurati, i bar che entri e ti vien il voltastomaco a veder la gente che c’è dentro. Non importa, non importa. Io in questo posto ho messo radici e nessuno mi ci porta via. Ho lasciato un pezzo di cuore sulle panchine del parco giochi in cui da bambina giocavo (di rado, in realtà) ed in cui da a adolescente mi ritrovo a leggere il Poeta. Perché il Poeta è poeta, non ci son storie. E sarebbe la persona che smanio di conoscere, in questo momento. Non l’attore bello e dannato, non il cantante alternativo. Ma questo poeta di provincia, un po’ abbandonato a se stesso e che scrive in una stalla. Eh sì, lui scrive in una stalla con accanto i quadri degli amici. Ed ha una moglie fantastica come la prof N., e ogni volta che le parli ti vien il complesso d’inferiorità, perché lei dice perché e non perchè, lei dice biciclétta, e dice bène. E soprattutto, ha una cultura imbarazzante. Ed insegna da sempre.
Torniamo alla primavera. Di doni me ne ha portati tantissimi, quest’anno. Delle passeggiate con la Tata nel centro storico, una gita incredibile, un saggio di teatro andato molto bene e poi, il Poeta e la prof N.. che son i regali più belli di questo maggio che è sfumato con l’aroma della magnolia, lasciando posto ad un giugno melanconico e nostalgico. E poi c’è questa fragranza di poesia che esala ogni cosa: il sole, la pioggia, il cinguettio degli uccelli e pure l’aroma del compito di italiano che mi ha restituito il prof. Perché la poesia la trovi in ogni cosa. La poesia è dev’essere baciata, se no chi la risveglia? E la primavera mi ha tenuta in grembo tutto questo tempo, sbatacchiandomi fra alti e bassi, fra le sfumature di una gioia abbozzata ed una malinconia acuta che mi pervade da un po’. E sarà che leggendo Paula della Allende (rileggendo, per la verità), saranno i versi del Poeta che si mischiano con facilità a quelli di Pascoli e di Dante, oppure sarà la prof N., ma io in questo periodo torno a casa e vado a scuola con il sorriso.
Un’amica di mia mamma mi ha sognata con un sorriso immenso e raggiante. Chissà che mi riserverà giugno, sono curiosa.
Intanto, per chi non l’avesse fatto, votate al mio sondaggio (post del 1° giugno).
Baci
Minerva

1 commento:

PaolaFrancy ha detto...

Sai, Minerva, credo che tu abbia veramente una sensibilita', una cultura e una poesia dentro che non e' poi cosi' scontata, ne' per la tua giovane eta', ne per la donna matura che sarai.
spero con tutto il cuore che le persone che ti circondano ora e che ti circonderanno in futuro sappiano e sapranno cogliere queste tue doti valorizzandole al meglio.
Sei stata a San Pietroburgo? E' una delle mie citta' preferite, non solo perche' li' ho passato mesi a studiare una delle piu' belle lingue del mondo ( secondo me ), ma anche perche' e' cosi' unica nel suo genere, che lascia senza fiato. E' da molto che non ci torno - spero di farlo presto. E di trovarla non cosi' diversa, come temo invece sia ora, rispetto a quando ci camminavo io con i libri sotto il braccio.
Il mio professore dell' universita' ci aveva fatto fare a piedi il percorso di raskolnikov ( delitto e castigo ) e quella sera e' stata una delle piu' emozionanti della mia vita.

un abbraccio, ragazza sensibile e acuta.
paola