martedì 15 giugno 2010

rispetto

Oggi il prof di lettere ci ha fatto vedere (nell’aula d’informatica) uno spezzone del Tuttodante di Benigni, in cui commentava tutto il quinto canto. Bellissimo. Ironico, comprensibile per molti e pieno d’amore per il sommo poeta. Ma il prof C. è uscito un attimo, per disporre in aula la torta (oggi era l’ultima lezione di lettere). Si è assentato cinque minuti, niente di più. Ma nel frattempo sono successe le seguenti cose che mi hanno fatta diventare una belva, e c’è voluta una ricreazione passata a sbollire la rabbia per affrontare indenne la seconda ora.
1. si son messi tutti a chiacchierare sopra mortali versi del quinto canto (e vabbé, i commenti di Benigni non erano poi tanto semplici, soprattutto per chi non li vuol capire)
2. C’è stato parecchio caos, sedie spostate, pugni sui banchi e la mancanza di rispetto per i versi di Dante aumentava. (si sa che quando un docente esce dall’aula non si rimane tranquilli tranquilli.
3. cosa che mi ha fatta girare altamente le scatole due o tre miei compagni si son connessi di nascosto a facebook.
E tutto questo in cinque minuti, con il povero Dante di sottofondo, i versi mortali di Paolo e Francesca, il meraviglioso:
“« Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense."
Ecco. E c’ero io che mantenevo la voglia di tirar su col naso, perché Paolo e Francesca mi fanno davvero un effetto capace di scatenare tutto il liquido contenuto nei miei bulbi oculari. Va bene, Benigni fa dei commenti molto lunghi, molti minuti per pochi versi. Va bene, Dante non è un poeta leggero. Ma di non connettersi a facebook tramite il cellulare o di ascoltare l’mp3 quando vengono letti quei versi mortali. E non che il prof sia uscito ore, s’è trattenuto manco cinque minuti in aula. E ho provato una rabbia incontrollabile. Ed ho provato una voglia di scagliarmi addosso a quella che si è connessa ad internet, volevo urlare. Volevo dire tutto al prof, ma l’omertà o la codardia m’ha fatto stare zitta. Poi il prof si è accorto da solo che si erano connessi o che ascoltavano la musica, ma ha fatto finta di niente, per non rovinare l’ultimo giorno.
Mi ci è voluta una ricreazione ed il profumo della pioggia per quietarmi. Perché ero nera. Perché per me il rispetto è molto importante. Perché non pretendo ci sia silenzio assoluto quando un docente esce dalla classe. Non lo pretendo, nossignore. Ma pretendo un minimo di rispetto. Nei confronti di Dante, di Paolo e _Francesca e del povero Benigni che recitava là da solo, racchiuso in quello schermo, davanti a noi. Davanti a noi, che non gli prestavamo rispetto. Davanti a me, che sono stata zitta e non ho detto quel che era successo. Ma so di non aver fatto male, a non fare la spia. Perché la spia non si fa, in questi casi. Si chiama complicità fra adolescenti. Ma ci sono rimasta male. Tanto male.
Baci
Minerva
p.s.: se vi cercate Paolo e Francesca letto da Benigni su youtube, è bellissimo.

5 commenti:

Federica ha detto...

capisco faccia venire il nervoso ma è anche normale entro certi limiti approfittare di cinque minuti senza prof no? :)

stella ha detto...

Ti faccio i miei complimenti per come pensi ed agisci.

Princesse ha detto...

Dai... tra qualche anno ripensando a questo episodio ti verrà da sorridere! io ho seguito tutte le puntate dello speciale... fantastiche! Benigni è un grande... quei versi li spiega davvero con il cuore!

PaolaFrancy ha detto...

sei molto matura. si capisce da quello che scrivi e ancxhe dal post di oggi.
pero' non tutti i ragazzi sono cosi' ... anche io tante cose le ho capite crescendo.

vedrai che anche i tuoi compagni capiranno presto.
paola

p.s. concordo con te: nella vita il rispetto e' importantissimo. ma non aspettartelo da tutti.

Suysan ha detto...

Quando i ragazzi sono tutti insieme e senza controllo a volte esagerano è vero, ma credo sia la normalità


Ma da te quando chiudono le scuole?