mercoledì 14 luglio 2010

sospiri di cornetta

Se putacaso i miei progetti di scrittura fallissero, mi apposto al centralino. Papà in queste settimane (da fine scuola a questo venerdì) mi fa lavoricchiare come centalinista. La paura del telefono è sempre stata acutissima in me. Fino a poco tempo fa avevo paura di chiamare i miei nonni, ma è una di quelle fobie che non capirò mai. Questo lavoro mi permette di scrivere e di leggere molto tutte le mattine. Ma soprattutto, mi da la garanzia di poter parlare con qualcuno. Siamo tutte donne, in quest'ufficio. Le altre sono tutte mamme, persone squisite. Se non avessi lavoricchiato così, avrei finito per passare le mattine mezza vestita, davanti ad un computer, a fissare il vuoto spettinata ed apatica. Invece così, anche se bene o male pratico le stesse attività, sono completmaente vestita, pettinata in maniera più o meno decente, seduta ad una scrivani talmente enorme che non ne occupo neanche la metà. E soprattutto, faccio due parole con qualcuno che non sia mia mamma o la signora che le da una mano per pulire. La mia paura del telefono è sbloccata, più o meno. E poi finisce che la gente ti racconta storie interessanti. Finisce che anche se si tratta di facende di lavoro, si fanno comunque quattro risate silenziose appena finita la telefonata. Il tipo che ti chiama e cade almeno cinque volte la linea.
La tipa che ha una voce da malata terminale, un nome inpronunciabile e cerca il mio povero nonno, che non ha la minima idea di chi sia questa tale.
La tipa che chiama almeno quattro volte al giorno, che cerca sempre la stessa persona e che non ha ancora capito che numero deve fare.
E poi c'è la gente con cui vengo a contatto. Gente che come tutti noi, del resto, ha storie da raccontare a iosa. Certo, se ci fosse qualche letterata mi piacerebbe ulteriormente.... Ma non si può voler tutto dalla vita!
Se i miei studi di lettere falliscono... Posso sempre fare la centralinista! Poi, ala mia morte, troveranno nascosto fra le pagine dell'elenco telefonico il mio grande romanzo, sospri di cornetta. La storia d'amore fra una centralinista ed un impiegatucio russo con aspirazioni da poeta che abita a San Pietroburgo. La loro travagliata storia d'amore si consumerà fra i fili del telefono e i due non s'incontreranno mai per davvero.... Che dite, è allettante?
Baci
Minerva

1 commento:

Princesse ha detto...

Beh, mi sembra un ottimo spunto per un romanzo...
Io sono a favore delle nuove esperienze, quindi ben venga di lavoricchiare al centralino dal papà... se il mio ne avesse uno, quasi quasi mi offrirei anch'io!

Non so se avevi letto questo mio vecchio post.. forse no... non ti svelo nulla, ma ti lascio il link...:)

http://ipensieridelpiccoloprincipe.blogspot.com/search/label/Romanzo