venerdì 6 agosto 2010

delirio mattutino

06:39
Orario inaudito per scrivere. Ma le parole al mattino vengono bene. E sto al portatile dalle sei. Insonne, forse. Sto leggendo così tanto ultimamente, da sentirmi appagata e tranquilla. E poi davanti a me c'è il mare. Me ne sto in acqua supina, fra le onde e penso che l'ansia non esiste e che le paranoie che mi faccio in continuazione sono solo piccole sciocchezze. Qua è tutto un fiorire di canti d'uccello. Quel canto abbondante e chiassoso, che c'è fin dalle prime luci dell'alba. Amo il canto degli uccelli. Li invidio, solo per il fatto di poter volare e librarsi in alto. E costruirsi un nido fra le fronde di un ciliegio, ben riparati fra i rami.
C'è una voglia di volare in me che non trovavo da settimane. C'è un otimismo, una voglia di conoscere ed una curiosità circa tutto. Ma io lo so cos'è. È la letteratura, l'interesse nel leggere libri ambientati in terra straniera, nel passare ore su siti internet a navigare fra siti che parlano delle varie cucine esotiche e pagine di wikipedia inerenti la storia e la mitologia. Mi piace conoscere, la cultura in generale e soprattutto quella letteraria. Penso che la conoscenza dia grazia può portare su due strade. Quella del cinismo, del disprezzo in generale e della tendenza a sminuire tutto. E quella strada che invece da grazia, regala momenti indimenticabili passati fra i libri e poi tante volte, quando finisco di annotare un vocabolo che non conosco sul mio dizionarietto mi sento appagata e raggiante. Come se avessi appena bevuto ad una fontana e stessi assaporando il piacere dell'acqua fragrante in bocca. E questo mi rende felice. Ed in collegio ero fiera, fierissima di star leggendo Victor Hugo e quel libro mi ha dato la forza di non trincerarmi dietro al mio guscio. Sono state le ore d'insonnia, ossia il tempo compreso fra le quattro e mezza del mattino e le sette e quarantacinque, che mi facevano star bene. Perché dopo tre ore di lettura, facevo un respiro profondo, ignoravo il magone e partivo. Che poi gli ultimi due giorni li ho passati a vomitare è un'altra storia. Quanto mi fa male scrivere del collegio. Mi è venuto un groppo alla gola ed un mal di pancia.
Accantoniamo e pubblichiamo in fretta questo post, non si sa mai che mi venga voglia di cancellarlo.
Baci
Minerva

6 commenti:

Princesse ha detto...

Wow, che post poetico... anche io non vedo l'ora di starmene supina fra le onde e trovare la pace dei sensi... ma dovrò aspettare ancora qualche settimana!

Veggie ha detto...

Hai fatto benissimo a non cancellarlo, invece... Spero davvero che il mare riesca a lavare via ciò che ti fa star male...

Lunga ha detto...

direi che il mattino ha l'oro in bocca per te...bellissimo post!

IlFioreDelMale ha detto...

Che splendido questo post, e la tua voglia di volare!
COnservala e sfruttala sempre, sentiti sempre libera di volare anche solo con la mente; è bellissimo quello che scrivi a proposito della conoscenza e della cultura, è vero, a volte apre le porte su mondi inaspettati, ma secondo me la cultura non nasce soltanto dalla letteratura o dal sapere, ma anche dalle piccole cose, ogni esperienza che facciamo si andrà a sommare alle altre per costituire un enorme bagaglio che ci porteremo dietro per sempre! Per questo penso che anche l'esperienza del collegio, seppur disastrosa, ti servirà in futuro, se non altro per non ripetere mai più lo stesso errore.
Mi dispiace che tu abbia sofferto così tanto da farti venire il blocco allo stomaco solo a parlarne... quando riuscirai a tirare fuori tutto con serenità, sarò ben disposta ad ascoltarti e a farti sfogare, che secondo me è la cosa migliore, sempre.
Un abbraccio
IlFioreDelMale

Aglaia ha detto...

non ti conosco da molto, ma direi che è senz'altro QUESTA la MInerva che preferisco!!!
un bacione stella!

Federica ha detto...

non bisogna cancellare le cose che ci tormentano, ma provare a sviscerarle e capire...se possibile!!

sei sulla strada giusta!