mercoledì 6 ottobre 2010

giorni

Sono giorni. Non li posso definire in altro modo, queste giornate.
Giorni. Passano e non lasciano niente, se non un 7 di geometria e due verifiche già fatte, e tanti compiti ancora da fare.
Ah sì, ho letto anche un libro. Ma ne riparlerò domenica, che è il giorno dedicato alle recensioni.
La scuola, procede. La classe è un casino unico. Non è cattiva, anzi. S. è molto gentile, è sempre con me e non mi tratta da pacchetto. È che ho paura di affezionarmici troppo.
I docenti si lamentano, tutti quanti. La prof K. (nonché una delle mie insegnanti preferite), dice che nelle lezioni di tedesco è quasi impossibile far lezione. E con lei, che faceva lezione anche con la gamba rotta e parecchio bisbigliare di sottofondo, è strano.
Latino mi piace ogni lezione di più. Mi piace la prof, ancor più del latino. Lei che mi ha raccontato la sua vita in dieci minuti, parlandomi della sua infanzia in Emilia, dell'adolescenza in Ticino e dell'università a Milano, raccontandomi della sua passione per la filologia e per il latino.
Stasera il prof Pezzodipane, nostro docente di classe e prof di matematica, ha organizzato una cena di classe per conoscerci meglio tuttiquanti. Bellissima idea, se non fosse che nessuno, e dico nessuno, ha voglia di andarci se non, per l'appunto, il prof Pezzodipane.
Vi farò sapere domani com'è andata, ma si prevede serata tra il noioso ed il carino.
E poi oggi voglio mettere a frutto il corso di babysitting che ho fatto con la mia amica e provare a coccolare (decentemente) il piccolino del mio prof di lettere, il frugoletto biondo che adoro tanto...
La settimana è finita, oggi. In senso metaforico, intendo. Ma dopo tre compiti in classe, un minimo di riposo ci vuole. Quando passo le giornate a scuola, studiando e leggiucchiando, non sono stanca. Ma il mercoledì pomeriggio, unico pomeriggio libero a dire il vero, la stanchezza si sente.
Come diceva uno dei miei scrittori preferiti, la stanchezza è come un panno lasciato ad asciugare, ma che rimane sempre umido.
E poi si sente, nelle gambe e in notti come stanotte, in cui alle cinque e un quarto ero un grillo, in ansia per la verifica di francese, e con il corpo che voleva dormire, ma la testa che no, non voleva mettersi buona buona e zitta.
E stasera questa maledetta cena di classe. Ah, ma io voglio divertirmi. Non voglio stare vicina ad un prof, ma provare a divertirmi.
Poi ancora tre settimane di scuola. In Svizzera dopo c'è una settimana di vacanza. E potrò godermi qualche giorno a Vienna..
Non ci sono mai stata, ma mi incuriosisce. Finalmente potrò viaggiare un po'. Sono settimane che ho voglia di vedere posti nuovi, una città nuova. Ed il desiderio è stato appagato!
Baci
Minerva

8 commenti:

Pepe ha detto...

Le dormite più intense della mia vita sono quelle che ho fatto in treno nel viaggio di ritorno da Milano dopo un esame all'università...

Allegra ha detto...

Bella la frase sulla stanchezza! La copio! Divertiti allora stasera, poi ci racconterai!
E aspetto anche la recensione della domenica!
Un abbraccio!

Lunga ha detto...

Vienna è il mio sogno, quindi aspetterò con trepidazione il resoconto del viaggio!

Kylie ha detto...

Vienna ti piacerà, ci sono stata due volte, la prima con la scuola.

Un abbraccio

Princesse ha detto...

Brava così mi piaci... devi provare a divertirti... e vedrai che ti piacerà!! Wow, Vienna è una delle città che amo di più, spero di tornarci al più presto!!

PaolaFrancy ha detto...

Vienna e' meravigliosa - ci sono stata qualche anno fa, ormai ...
ti piacera' motlo, ne sono sicura ... i palazzi reali, la casa di freud, i viali ... bellissima.
un bacio, paola

p.s. ti sei divertita poi alla cena di classe?

Temporala ha detto...

ciao cara
l'idea della cena per conoscers meglio è molto carina
andrebba colta con la massima partecipazione :)

Federica ha detto...

io in 5 anni di liceo non sono mai andata ad una cena di classe... e ci credi che nei 6 anni che sono passati dalla maturità sono stata a tutte e addiritttura ne ho organizzata qualcuna?

prendi tutto quello che la vita ti dà con serenità, e non fare nulla per il dovere di farlo se non è necessario.. al massimo per la curiosità di vedere se non è poi così male una cosa che non si conosce...

rileggendo quello che ho appena scritto mi viene da dire che sto invecchiando ^___^