domenica 3 ottobre 2010

Recensione: la dama e l'unicorno (Tracy Chevalier)

Siccome questa settimana non ho letto nulla, ma proprionulla, se non libri lasciati a metà, presento questo romanzo perché fa parte della mia vita forse più di tutti gli altri libri che ho presentato. E non sto parlando di affetto, ma proprio di ordine cronologico.
La lettura di questo libro risale, infatti, all'agosto 2008. Estate un po' magica, quella fra la quinta elementare e la prima media. Estate di paure, progetti, sogni. Ed estate di tanti libri, dei primi romanzi di Montalbano letti timidamente, di notti passate fra l'insicurezza ed il divorare John Irving e Sepulveda.
Ma questo libro per me significa tanto, tantissimo.
La Chevalier non è famosa per questo libro, ma per la ragazza con l'orecchino di perla, che ha avuto tanto successo. Ma questo è più bello.
Raccontiamo di come sono venuta in possesso di questo libro, che forse è la ragione per cui volevo scrivere questo post.
La Maestraboccolosa, che mi ha avuta come alunna in quinta elementare, leggeva tantissimo. E questo libro lo consigliò alla mia mamma, quando io avevo sette o otto anni. Chissà perché, il titolo mi aveva colpita. Innamorata del fantasy qual'ero, pensavo che gli unicorni dovessero per forza essere racchiusi in un libro di magia.
Poi, navigando per internet, per il sito di audiolibri che a me è tanto caro, ho scoperto questo libro più altri due della stessa autrice.
Premessa: per gli audiolibri io uso un apparecchietto particolare, che si chiama Mileston. Questo è una specie di ipod, fatto apposta per non vedenti e con meno funzioni e meno capienza, almeno ai tempi era cossì. Io, un po' perché non avevo dimestichezza con questo apparecchietto, un po' perché non avevo il computer in vacanza, scaricai questo libro e la ragazza con l'orecchino di perla. Li misi sul mileston, e pensavo, ingenuamente, che questi due libri mi sarebbero bastati per 20 giorni al mare. Brava scema. Poi mia mamma riuscì a scaricare altri libri sull'ipod, e in quei venti giorni lessi, credo, una decina di libri. Non ho mai letto tanto in un'estate.
Ma questa è un0altra storia. Lessi subito la ragazza con l'orecchino di perla, e mi piacque tanto. Mi piacque lo stile pulito, pieno di descrizioni e molto preciso dell'autrice.
E poi lessi questo libro. E per me fu delizia. Perché, sarà che una delle protagoniste mi era identica, sarà che a ogni personaggio ero molto vicina oppure perché la Parigi del rinascimento è comunque seducente, io m'innamorai di questo libro.
La Chevalier non mi aperto gli occhi come la Allende, che mi ha fatto capire le distinzioni sociali e politiche, o come Stefano Benni, che mi ha fatta innamorare della sua ironia. Ma questo è un libro che rimarrà stampato a fuoco nella mia anima. Questo è il libro che in quell'estate mi ha cambiata.

Trama:

È un giorno della Quaresima del 1490 a Parigi, un giorno davvero particolare per Nicolas des Innocents, pittore di insegne e miniaturista conosciuto a corte
per la sua mano ferma nel dipingere volti grandi come un'unghia, e al Coq d'Or e nelle altre taverne al di qua della Senna per la sua mano lesta con le
servette di bell'aspetto. Jean Le Viste, il signore dagli occhi come lame di coltello, il gentiluomo le cui insegne sono ovunque tra i campi e gli acquitrini
di Saint-Germain-des-Prés, proprio come lo sterco dei cavalli, l'ha invitato nella Grande Salle della sua casa al di là della Senna e in quella sala disadorna,
nonostante il soffitto a cassettoni finemente intagliato, gli ha commissionato non stemmi imponenti o vetrate colorate o miniature delicate ma arazzi per
coprire tutte le pareti. Arazzi immensi che raffigurino la battaglia di Nancy, con cavalli intrecciati a braccia e gambe umane, picche, spade, scudi e
sangue a profusione. Una commissione da parte di Jean Le Viste significa cibo sulla tavola per settimane e notti di bagordi al Coq d'Or, e Nicolas, che
può resistere a tutto fuorché alle delizie della vita, non ha esitato un istante ad accettare. Non ha esitato, però, nemmeno ad annuire davanti alla proposta
di Geneviève de Nanterre, moglie di Jean Le Viste e signora di quella casa, di modificare leggermente il soggetto degli arazzi.

Ecco, la trama è troppo scarna per racchiudere l'essenza e il numero di personaggi di questo romanzo. E le sensazioni, gli armoi, che mi ha trasmesso.
Perché prima delle medie c'è la timida sensazione del corpo adolescente che cambia. C'è lo scintillio negli occhi di una lettrice quando fra le pagine del libro, ci sono scene d'amore fra i personaggi. Poi c'è la voglia di vivere, di conoscere, di annusare il mondo, che quell'estate ho avuto vivida e forte, e di cui non conservo niente, ne un brano di diario ne stralci di romanzo.
Ho cancellato tutto, mesi fa. C'era un vecchio diario, in cui mi divertivo a scrivere le eresie che sentivo dai ragazzi più grandi, tipo odio questa vita o non vale la pena vivere.
E di quel diario ho perso la password e non mi si apre in nessun modo.
Ma mi rimane questo libro. Mi rimane la sensazione il richiamo ai cinque sensi del romanzo, mi restano i profumi dei fiori dell'orto di Alienor e i sorrisi spontanei e deliziati che strappano i personaggi.
E mi rimane la voce della ragazza che ha letto questo libro, morbida e dolcissima, che mi ha introdotta nella storia in una maniera tanto carezzevole ed avvolgente.
Questa non è una recensione, però. Questo post è uno spaccato di vita e non un serio spunto letterario. Ma le mie recensioni, d'ora in poi, saranno sempre così. Fatte di ricordi e di tanti pensieri.
Baci (mi aspetta una settimana tosta quindi non so fino a che punto scriverò)
Minerva

5 commenti:

Pepe ha detto...

Ciao, Minerva! Mi segnaleresti il sito di audiolibri?
Io ho ascoltato solo un paio di audiolibri; uno era Ecco la storia di Pennac, letto da Bisio. Non tutto il romanzo, solo il primo capitolo... ma quale meraviglia!!!
Belle le tue recensioni! Mi hai ricordato Stephen King. Questo autore legge infatti un romanzo dopo l'altro grazie agli audiolibri, lo fa per smontarne la struttura e riflettere sui meccanismi del testo, così poi ti spiega come si scrive un buon romanzo. Una lettura godibilissima! :-)
P.S Sul mio blog ho appena recensito Diario di scuola di Pennac!
Buonanotte...

Allegra ha detto...

Mi piace moltissimo la Chevalier, ho amato il libro che hai recensito e anche "La ragazza con l'orecchino di perla".
Ha uno stile impeccabile e molto elegante questa scrittrice, come poche.
Grazie per averla ricordata!
Ti auguro una buonissima settimana!

Princesse ha detto...

MMmhh.. questo mi manca! mi hai proprio incuriosita, appena posso corro a comprarlo!!

minerva ha detto...

_Allegra: oh ma come sono contenta che ti sia piaciuto questo libro! Sì, la Chevalier è proprio impeccabile!
_Pepe: No, il sito di audiolibri non te lo posso dare, è appositamente per non vedenti e per poter scaricare gli audiolibri devi avere una tessera d'invalidità, mi sembra. Recentemente la Feltrinelli ha lanciato una catena di audiolibri, quindi penso che tu lì possa trovare qualcosina. E per quanto riguarda Diario di scuola è un a mi avecchia lettura, era un libro gradevolissimo e molto, molto intelligente! E poi Pennac è un grande scrittore...
_Princesse: vai! E poi fammi sapere!
Baci
Minerva

Veggie ha detto...

Ci sono libri che, nella loro semplicità, ci toccano davvero a fondo perchè conquistano una parte di noi profonda e speciale... Libri in cui ci identifichiamo, e attraverso i quali sentiamo di poter vivere... e che lasciano sempre una traccia speciale nel nostro cuore...