martedì 2 novembre 2010

quando non te l'aspetti

Mattinata passata girovagando pigramente su blogger e facendo tutte quelle attività che fa una persona quando si ritrova in compagnia di un computer.
Il pomeriggio sono uscita. Pioveva a dirotto. Stupida, stupida stupida. Non è da me fare queste cose; perché malaticcia come sono rischio di ammalarmi.
Mi ha accompagnata la Tata, perché per il momento, passeggiare da sola non è un traguardo raggiunto.
Siamo uscite, io col fremito e la voglia di camminare, lei un po' controvoglia un po' divertita dalla mia adrenalina.
Abbiamo camminato, per un po'. Poi la pioggia era diventata insopportabile e ci siamo rifugiate in chiesa. Amo le chiese, pur non pregando affatto. Mi raccolgo, sono l'unico luogo in cui il silenzio è ammesso.
La chiesa in cui ci siamo rifugiate è vicino casa mia. Una chiesa piccola, perché così l'ambiente sembra più familiare.
Ed abbiamo chiaccherato. Parlavamo di tutto, e poi siamo finite a parlare della felicità.
Ed io ho tirato fuori la mia tesi: che la felicità la s'intravvede nelle piccole cose, nei profumi e negli istanti rubati al caso. Anche lei era d'accordo. Mi stupisce sempre quel buon senso contadino che la circonda. E poi mi ha detto:
"Solo se sei in pace con te stesso, puoi emanare positività nei confronti degli altri."
Frase sentita e già sentita, ma in quel momento mi ha colpita. In quella chiesa, col silenzio che sa di fiori vizzi ed incenso polveroso.
Siamo rimaste lì, sospese in quel limbo dove il tempo si ferma, a parlare dei sentimenti. La pioggia colava lungo i vetri, lungo i muri della chiesa. Poi è entrata una bella signora e ce ne siamo andate; perché chiaccherare in chiesa non è una cosa molto ortodossa e soprattutto, la nostra conversazione non interessa agli altri. Anche se ci vorrebbe, all'interno della chiesa, un piccolo spazio non per pregare, ma per parlare. Per parlare ad uno sconosciuto. Perché le cose dette ad uno sconosciuto sono più semplici da esternare. Come quando mi sono ritrovata a parlare delle mie paure alla moglie del prof di italiano. L'avevo vista, ma solo di sfuggita.
Poi siamo tornate a casa. Il cielo vomitava pioggia, le macchine sguazzavano nelle pozzanghere.
Poi ho letto, ho studiato. Ed adesso penso ad un'altra cosa.
"La vita è tutta una traduzione." È una frase che ho sentito nel localino della fotocopiatrice, a scuola. Ci eravamo andate io e l'Angelo, lei doveva fare delle fotocopie. Quella frase l'ha detta un docente, penso insegnasse qualche lingua, probabilmente.
Io ci ho quasi riso sopra: non è normale vedere un insegnante che parla del senso della vita quando beve un caffè con una collega.
Ma poi a Vienna ho ripensato a tutto questo. Effettivamente è vero. Stando ad un'interpretazione diciamo così, un po' letterale, bisognerebbe trasformare le azioni, le parole ed i pensieri altrui in un linguaggio comprensibile al nostro. Bisognerebbe adattare quel che gli altri dicono alla nostra cultura, al nostro modo di pensare ed agire.
Però... Se scendiamo ad un livello di analisi più approfondito, si scopre un altro tipo di linguaggio.
Il linguaggio dei sentimenti. Bisogna trasformare i sentimenti altrui e leggerli nella propria chiave. Bisogna tradurre, tradurre i sentimenti altrui in delle emozioni consone a noi stessi, leggere quel che l'altro prova e provarE; se non riuscendoci, a provare ciò che l'altro sta vivendo, ovviamente sulla nostra pelle ed a modo nostro.
Sono giorni uggiosi e di libri, questi. Giorni in cui sto finendo un libro molto bello di cui scriverò la recensione domani, probabilmente. Sono anche giorni di tranquillità, questi.
Scrivo tanto, leggo tanto e studio poco, perché questa settimana i compiti sono nulli, praticamente.
Domani sarà una giornata casalinga, ma spero non completamente. Voglio trovare qualcosa su cui scrivere, foss'anche un pensiero rubato, un profumo od una poesia.
Ora vi lascio, vado a fare un blogtour ed a cena
je v'abbrasse
Minerva

3 commenti:

Pepe ha detto...

C'è un'ape che si posa
su un bocciolo di rosa:
lo succhia e se ne va...
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa

(Trilussa)

Allegra ha detto...

"La vita è una traduzione" - è un insegnamento sublime.
Grazie Minerva!
Gran bel post, pieno di spunti e pieno di emozioni!

Holly Golightly ha detto...

bello camminare quando piove...adoro il rumore e il profumo della pioggia...mi piace l'idea ke la vita è una traduzione.....un abbraccio.ps ma non hai scuola in sti giorni?