martedì 23 novembre 2010

recensione: lessico famigliare (Natalia Ginzburg)

Particolare è l'aggettivo che permea questo libro. Ma è, soprattutto, l'aggettivo che ha caratterizzato la scoperta di questo libro da parte mia.
Ci sono libri, film, canzoni, qualunque cosa, che vengono nominate una volta. Ed a nominarmi lessico famigliare, quella volta (non era la prima), era stata Ilfioredelmale su msn. Beh, poi tre o quattro professori mi hanno parlato bene di questo libro. Infine la Nonnacastana, che conosce me, i miei gusti e quel che amo leggere.
Embè, alla fine l'ho preso, questo libro. Se vi dico che l'ho iniziato sabato (13 novembre) e l'ho quasi finito oggi, non sto scherzando. Sono una lettrice velcoe, di solito. Ma con questo libro ho dovuto metabolizzare. Andava macinato, triturato, letto pagina per pagina, giorno dopo giorno, con attenzione e dedizione nuova.
Questo libro parla dell'Italia che piace a me. Di quell'Italia che non è persa, di quell'Italia la cui lingua un tempo era considerata la regina delle lingue, quella dalla poesia struggente, i quadri fantastici e la cucina sublime. Quell'Italia che adesso è un insieme di perle e palta, un misto di bellezza e squallore.
Beh, iniziamo con la scheda del libro
Titolo 
Lessico famigliare   
Autore 
Ginzburg Natalia   
Prezzo
Sconto 10%  
€ 9,90
(Prezzo di copertina € 11,00 Risparmio € 1,10)
Prezzi in altre valute      
Dati 
2005, 265 p.   
Editore 
Einaudi
  (collana 
Einaudi tascabili. Scrittori)       
poco meno di trecento pagine letto in 10 giorni. Mi vergogno un pochino; ma sono fiera di aver letto questo libro e soprattutto, di averlo amato. È particolare leggere di un uomo come Pavese, un personaggio pubblico e famoso tutt'oggi, in una saga familiare. È particolare leggere nome e cognome dei personaggi, riportati nero su bianco. Ma la cosa a mio parere più sorprendente è che l'autrice racconta della sua famiglia, senza parlar molto di sé, delle sue emozioni, dei suoi amori, delle nascite dei suoi figli. Gli eventi vengono riportati con schiettezza, con cura e con un linguaggio molto particolare.

Vi copio qualche chicca presa da questo libro... Così per accattivarvi un pochino.
«Nel corso della mia infanzia e adolescenza mi proponevo sempre di scrivere un libro che raccontasse delle persone che vivevano, allora, intorno a me.
Questo è, in parte, quel libro: ma solo in parte, perché la memoria è labile, e perché i libri tratti dalla realtà non sono spesso che esili barlumi e
schegge di quanto abbiamo visto e udito».
Beh, aprire questo libro e dopo qualche riga trovare questa frase fa, sinceramente, un certo effetto. È una citazione bellissima, ed è raro che certe perle siano piazzate all'inizio di un libro.
E poi c'è tutto il linguaggio di questo libro. Parliamone, delle espressioni di cui è tessuto questo romanzo. Pieno di quei termini che vengono coniati in ogni famiglia, di storpiature, affettazioni, intercalari che ogni persona usa quotidianamente. E questo libro da vita a questi stralci di linguaggio quotidiano, per l'appunto lessico famigliare.
Beh, che dire se non: leggetelo!
Baci

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