lunedì 1 novembre 2010

Vienna, parte 3 (e l'ultima, anche se a malincuore)

Stasera si riparte. 72 ore passano in fretta, specialmente in questi casi.
Mi mancherà Vienna, mi mancheranno i suoi caffè, i tram, la sacher.
Vienna è bella. Ma questa visita me l'ha fatta assaporare abbastanza bene, e quindi lasciarla mi metterà un poco di nodo alla gola, ma tant'è.
Oggi giro lungo in tram per la città, non è il vecchio tram di Milano, ma ça va. Poi siamo andati sulla ruota panoramica. Be', un bello spettacolo per chi vede. Ma per chi non ci vede, le sensazioni sono davvero poche.
Poi sono salita su una giostra. Io non sono fanatica di parchi di divertimento, ma quando c'è l'occasione salgo su qualche giostra molto volentieri. Soprattutto su questa, che consisteva in delle sedie che si sollevavano in alto, col vento che strepita e ti arruffa i capelli.
È bella la sensazionbe di volare; mi è sempre piaciuta. Librarsi in alto, su su, con quel nodo allo stomaco che da solo la salita vertiginosa.
E il roteare nell'aria, il sole che scalda il viso ed i capelli che danzano veloci, scarmigliati come loro solito.
L'ebbrezza della discesa, il toccare il suolo con grazia.
Poi ho provato una specie di montagna russa. Non mi ha entusiasmata, anche se il brivido della discesa è sempre un brivido.
Ora, dopo un pranzetto veloce, sono in hotel. Dobbiamo lasciare l'albergo fra un'oretta, e alle sei avremo il volo. E addio Vienna. Mi aspetta un'intera settimana di vacanza. E se vi dico che non ne ho la minima voglia, non uccidetemi. Se vi dico che tornerei a scuola domani, non guardatemi male.
Odio novembre. Non perché è il mese del mio compleanno.
Il suo cielo grigio macchiato di nubi mi rende mesta ed il freddo punge e non c'è nemmeno la soddisfazione di sentire la neve cadere.
Sarà una settimana lunga, lo so già. E nemmeno il cielo azzurro mi aprirà un sorriso.
Anche se, francamente, so già che tornerò positiva, è solo una fase di transizione.
Sto leggendo, ultimamente. Ho ripreso a leggere dopo Flaubert (rileggevo la Madame Bovary, tutto qui) e ho riscoperto il piacere della migliore amica di quelle come me, la lettura.
Intimamente penso che la carta sia più tranquilla della gente. Ci sono immagini e frammenti di storie, nei libri. La gente tante volte lascia cadere dietro di sé tanta ombra e tanta fretta.
È per questo che leggo, per trovare nei libri gente come me. Da bambina anelavo a trovare un personaggio che mi rispecchiasse al 100%, poi ho capito che non esistteva.
Adesso devo solo riposare un poco. Perché in questi due mesi non mi sono praticamente fermata più. Chissà che mi resterà di questi mesi. Niente, credo. Solo un pugno di bei voti e qualche libro letto senza troppa convinzione.
Più qualche passeggiata nel bosco con la Tata, di cui dovrò scrivere. Un post su di lei è doveroso, dopo tutte le giornate trascores insieme fin da quando ero piccola.
Sicuramente, tempo permettendo, farò con lei qualche bella passeggiata fra i castagni ed i ricci caduti.

Speriamo solo piova il meno possibile.
La pioggia non mi è di conforto, ultimamente. Mi deprime e basta, quando sto in casa. Quando bisogna uscire no, mi mette addosso una specie di frenetico buonumore.
Ed ora vi saluto... Ci sentiamo domani
Minerva

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