domenica 12 dicembre 2010

Ho voglia di piangere. Sono stanca, infreddolita e soprattutto tanto, ma tanto spaventata. Non so perché.
Oggi a messa un'ondata di terrore mi si è scatenata dentro. Stavo per mettermi a piangere nel bel mezzo della messa, scoppiare in lacrime come una bimba e singhiozzare a più non posso.
Poi oggi pomeriggio ho studiato per tre ore matematica. Tre ore senza fermarmi, facendo e rifacendo esercizi. Non mi ispira la matematica. Ma martedì ho una verifica,martedì io devo prendere almeno 7. non devo recuperare niente, è orgoglio peronale. E per me, i voti scolastici contano, han sempre contato.
speriamo davvero in bene. Domani pomeriggio devo togliere i punti, sembra che uno abbia fatto infezione, ma non è grave.
Non so perché sto così. Mangio, a volte il cibo mi s'incaglia nell'esofago e vorrei vomitare. Oggi sono scappata da un pranzo, mi sono rifugiata in bagno. Non volevo vomitare, non era ima intenzione, non l'ho fatto. Ma ho visto in mia madre la preoccupazione per il fatto che vomiti. Ma sono scappata in bagno perché non ne potevo più delle voci, dell'acqua incagliata in gola e delle persone. Chissà perché ho fatto così. Tre minuti dopo sono ritornata, mezza scarmigliata mezza stanca.
Non sono in forma smagliante, ma questa verifica io devo farla bene... Poi fino a Natale basta.
Di solito prima di Natale eravamo sempre pieni fino a scoppiare di verifiche... Quest'anno, stranamente, solo mamematica, geografia, latino e storia.
Spero.
E geografia, latino e storia so già che li farò bene. Matematic.a.. Io voglio farlo bene! Cavolo, ci voglio riuscire!
Spero solo di controllare il panico. Se non dovessi farcela so già che mi sentirei un fallimento... Vedi per lo scorso compito in classe, che poi non è andato così male. Ma potevo fare di meglio, e poi mi sono dannata e rosa il fegato una notte intera. Ho voglia di piangere. Una voglia acuta e sottile, che non mi permette neanche di farlo. Però non vedo il motivo di piangere... Non c'è, un vero e proprio motivo.
sto così e starò così fino a domani, ne sono sicura.
La domenica per me è sempre così: una specie di brodo, di miscuglio della settimana precedente e di quella che deve venire. Io sto male di domenica. Studiare è impossibile, di domenica. E ieri sono andata a vendere torte tutto il giorno, per tirare su i soldi per la gita a Genova. e quinid studiare questo fine settimana è impossibile. Se non per la matematica... Brutta cosa la matematica.
Se ci fosse qualcuno che verrebbe a fare la verifica al mio posto, cedo volentieri l'onore di fare questa verifica.
Ho già detto che odio la domenica? è il giorno peggiore della settimana, secondo me. Viene l'ora di fare i conti con se stessi, e poi si scopre di non aver combinato niente, e nel migliore dei casi di essere rimasti ad uno stato fisso.
ora, lo so che per chi lavora tutta la settimana la domenica serve a ritemprarsi, a riposare. Ma sono abbastanza sicura che alle sei di domenica pomeriiggio chiunque non sia la personificazione della spensieratezza si senta un verme.
Ora vado, che 'insipida montagna di compiti mi brama.
Baci

7 commenti:

Pepe ha detto...

Minerva, post come questi mi sembrano un campanello d'allarme. Fermati a pensare. Mettiamo un po' d'ordine nei tuoi pensieri. Dici che non sai perchè ti sei sentita così, ma è importante capirlo. Vai al fondo di te stessa, è importante! Credo che sia importante raggiungere un equilibrio interiore. Dicono che sia difficile riuscirci, tanto più difficile quanto più si è profondi. Ma è possibile, te lo dice una persona complicatissima. Guardati dalla voglia di vomitare, anche se pare solo causata dalla situazione contingente del tuo intervento. Impara l'arte della respirazione: cerca la serenità attraverso la calma. Mai provato lo yoga o il Tai chi? Poi, problema della domenica. Pare il momento della settimana in cui tiri le somme e... possibile che tu sia tanto scontenta di te da concludere in sostanza di non avere combinato niente? Un punto fermo? Ma come fai a dire di essere ad un punto fermo, con tuto quello che riesci a fare? Nell'elenco mettiamo il tuo blog (dici poco? Con tutta la costanza e le conoscenze tecniche che richiede?), poi le tue letture (da adulta) e infine la tua scrittura. Io ne ho letti di temi, perchè insegno lettere anche alle Medie, e ti posso assicurare che in tutta la mia vita ho visto scrivere così una sola tredicenne: Anna Frank. Certo la fine della domenica non è piacevole, perchè si torna al lavoro e si sa, il momento più felice è quando la vacanza sta per iniziare, non quando sta per terminare. Il lunedì imizia di domenica pomeriggio, scherzo sempre io. E se non si ha la coscienza a posto come capita oggi a te (ma anche a me! Ho passato due giorni a vernicare e non ho una sola lezione pronta!), certo le sei della domenica non sono un bel momento. Ma non farti prendere dal panico! Impara a gestirlo, tieni presente che il panico spinge l'uomo a non agire in un momento cruciale o a prendere decisioni assurde. E' nel panico della folla che qualcuno rescta schiacciato (ricordi Ercolano e Pompei? Plinio?). Sai che cosa dicono quelli della Protezione Civile? Quando durante un cataclisma ti senti prendere dal panico, fermati e ragiona. Capisci? Fermati! Mentre c'è un terremoto! Le possibilità di sopravvivenza sono legate alla capacità di fare silenzio dentro di sè in un momento difficle e cruciale. Eliminare il suono della paura. Ne Il grande boh! Jovannotti scrive di essere andato da solo nel deserto per ascoltare il suono del silenzio. Perchè al suo interno si trova la risposta del saggio.

Pepe ha detto...

Minerva, post come questi mi sembrano un campanello d'allarme. Fermati a pensare. Mettiamo un po' d'ordine nei tuoi pensieri. Dici che non sai perchè ti sei sentita così, ma è importante capirlo. Vai al fondo di te stessa, è importante! Credo che sia importante raggiungere un equilibrio interiore. Dicono che sia difficile riuscirci, tanto più difficile quanto più si è profondi. Ma è possibile, te lo dice una persona complicatissima. Guardati dalla voglia di vomitare, anche se pare solo causata dalla situazione contingente del tuo intervento. Impara l'arte della respirazione: cerca la serenità attraverso la calma. Mai provato lo yoga o il Tai chi? Poi, problema della domenica. Pare il momento della settimana in cui tiri le somme e... possibile che tu sia tanto scontenta di te da concludere in sostanza di non avere combinato niente? Un punto fermo? Ma come fai a dire di essere ad un punto fermo, con tuto quello che riesci a fare? Nell'elenco mettiamo il tuo blog (dici poco? Con tutta la costanza e le conoscenze tecniche che richiede?), poi le tue letture (da adulta) e infine la tua scrittura. Io ne ho letti di temi, perchè insegno lettere anche alle Medie, e ti posso assicurare che in tutta la mia vita ho visto scrivere così una sola tredicenne: Anna Frank. Certo la fine della domenica non è piacevole, perchè si torna al lavoro e si sa, il momento più felice è quando la vacanza sta per iniziare, non quando sta per terminare. Il lunedì imizia di domenica pomeriggio, scherzo sempre io. E se non si ha la coscienza a posto come capita oggi a te (ma anche a me! Ho passato due giorni a vernicare e non ho una sola lezione pronta!), certo le sei della domenica non sono un bel momento. Ma non farti prendere dal panico! Impara a gestirlo, tieni presente che il panico spinge l'uomo a non agire in un momento cruciale o a prendere decisioni assurde. E' nel panico della folla che qualcuno rescta schiacciato (ricordi Ercolano e Pompei? Plinio?). Sai che cosa dicono quelli della Protezione Civile? Quando durante un cataclisma ti senti prendere dal panico, fermati e ragiona. Capisci? Fermati! Mentre c'è un terremoto! Le possibilità di sopravvivenza sono legate alla capacità di fare silenzio dentro di sè in un momento difficle e cruciale. Eliminare il suono della paura. Ne Il grande boh! Jovannotti scrive di essere andato da solo nel deserto per ascoltare il suono del silenzio. Perchè al suo interno si trova la risposta del saggio.

Pepe ha detto...

Minerva, post come questi mi sembrano un campanello d'allarme. Fermati a pensare. Mettiamo un po' d'ordine nei tuoi pensieri. Dici che non sai perchè ti sei sentita così, ma è importante capirlo. Vai al fondo di te stessa, è importante! Credo che sia importante raggiungere un equilibrio interiore. Dicono che sia difficile riuscirci, tanto più difficile quanto più si è profondi. Ma è possibile, te lo dice una persona complicatissima. Guardati dalla voglia di vomitare, anche se pare solo causata dalla situazione contingente del tuo intervento. Impara l'arte della respirazione: cerca la serenità attraverso la calma. Mai provato lo yoga o il Tai chi? Poi, problema della domenica. Pare il momento della settimana in cui tiri le somme e... possibile che tu sia tanto scontenta di te da concludere in sostanza di non avere combinato niente? Un punto fermo? Ma come fai a dire di essere ad un punto fermo, con tuto quello che riesci a fare? Nell'elenco mettiamo il tuo blog (dici poco? Con tutta la costanza e le conoscenze tecniche che richiede?), poi le tue letture (da adulta) e infine la tua scrittura. Io ne ho letti di temi, perchè insegno lettere anche alle Medie, e ti posso assicurare che in tutta la mia vita ho visto scrivere così una sola tredicenne: Anna Frank. Certo la fine della domenica non è piacevole, perchè si torna al lavoro e si sa, il momento più felice è quando la vacanza sta per iniziare, non quando sta per terminare. Il lunedì imizia di domenica pomeriggio, scherzo sempre io. E se non si ha la coscienza a posto come capita oggi a te (ma anche a me! Ho passato due giorni a vernicare e non ho una sola lezione pronta!), certo le sei della domenica non sono un bel momento. Ma non farti prendere dal panico! Impara a gestirlo, tieni presente che il panico spinge l'uomo a non agire in un momento cruciale o a prendere decisioni assurde. E' nel panico della folla che qualcuno rescta schiacciato (ricordi Ercolano e Pompei? Plinio?). Sai che cosa dicono quelli della Protezione Civile? Quando durante un cataclisma ti senti prendere dal panico, fermati e ragiona. Capisci? Fermati! Mentre c'è un terremoto! Le possibilità di sopravvivenza sono legate alla capacità di fare silenzio dentro di sè in un momento difficle e cruciale. Eliminare il suono della paura. Ne Il grande boh! Jovannotti scrive di essere andato da solo nel deserto per ascoltare il suono del silenzio. Perchè al suo interno si trova la risposta del saggio.

Lunga ha detto...

Secondo me è un mix tra stanchezza e stress che ti crea questo stato d'animo. Se ti consola nemmeno io amo molto la domenica, alle volte mi rende davvero un'ameba!

Kylie ha detto...

Concordo con Lunga, forse è così. Prova a rilassarti e a pensare che le cose vanno prese con più leggerezza.

Un bacio

Princesse ha detto...

Ehi... così non va tanto bene però... io concordo pienamente con Pepe, cerca di capire la causa di questi malesseri e di lavorarci su... parlane con la tua mamma, con la tata, con chi vuoi, ma parlane... non tenerti tutto dentro! E soprattutto non pretendere troppo da te stessa, i voti sono importanti, ma non se devono farti stare così male... ok? cerca di vivere la tua vita con più leggerezza ogni tanto, la vita non è fatta solo di studio!

1sorriso ha detto...

Arrivo dal blog di Allegra..
Piacere di 'conoscerti'!
Questo tuo post mi ha fatto venire in mente un altro post che avevo letto tempo fa e che forse può essere utile anche a te come a suo tempo lo è stato per me: Il salvadomenica
1sorriso!

ps.com'è andata la verifica di matematica?