domenica 31 ottobre 2010

vienna parte 2

Altra giornata incredibilmente vissuta appieno.
Avevate ragione, Schönbrun è stupenda. Ho individuato il mio angolo preferito da subito: il gabinetto della scala, ovvero la stanza in cui Sissi si ritirava a scrivere.
anche se Sissi non mi piace poi tanto come personaggio (non lei di per sé, ma com'è stata mitizzata), la stanza era bellissima, con quelle pareti cremisi.
Poi il giro in carrozza del parco è stato emozionante. Vienna è piena di carrozze, non ne avevo mai viste tante in una città.
Poi oggi pomeriggio siamo andati a fare merenda al Sacher Café. Che io per la Sacher e per i dolci abbia un debole, è risaputo. E per la Sacher del Sacher non ho un debole, di più. Mia nonna se la fa spedire tutti i Natali e sapevo quanto fosse buona.
Quel che non sapevo, però, era tutto il fermento che girava intorno al negozio delle Sacher.
Ce ne sono di tutti i colori, davvero. Sacher che seguono le varie correnti artistiche (impressionismo, illuminismo, e cc), Sacher personalizzabili, saponi alla Sacher, Sacher per tutte le occasioni in particolare per Halloween, visto che c'è aria di questa festa. Io ho delapidato un po' di risparmi comprando una bellissima sacher per la prof di latino, che ne va matta.
Poi siamo stati in piazza ad ascoltare il flauto magico. Al teatro dell'opera di Vienna sono montati degli schermi, di modo che 'opera si possa ascoltare anche da fuori. Quest è un modo a dir poco stupendo per rendere più accessibile la cultura non solo a chi non ha i mezzi, ma anche a chi non ha la minima voglia di sedersi a teatro. Se mai dovessi lavorare alla Scala di Milano, sarebbe la prima cosa che suggerirei di fare. Perché aprire le porte della cultura mi sembra una cosa squisita.
E domani è già ora di ripartire. Il tempo è volato in frettissima, a dirla tutta. E Vienna è stupenda, così squisitamente barocca ed elegante.
Ma sono contenta di tornare a casa, anche se l'ho lasciata da poco tempo. Devo assorbire questa città mediante la quotidianità, il rimettere in ordine i ricordi ed i profumi di questa vacanza lampo.
Adesso devo chiedervi un consiglio, però. Lo chiedo solo a qualcuno che col cellulare ci sappia fare, perché io sono imbranata da morire.
Come si fa a rendere il proprio numero non visibile quando si vuole chiamare qualcuno?
Aiuto!
Sto cercando da stamattina di capirlo...
Baci
Minerva

sabato 30 ottobre 2010

primo impatto viennese

Vienna. Finalmente.
Tre giorni di stacco totale, ma non dalla rete internautica di cui non posso fare a meno.
Perché volevo raccontare quest'inizio di viaggio viennese, questi primi scorci di una metropoli di zucchero filato e cristallo barocco.
Il volo è stato meno incantevole. Io e mia mamma siamo finite in mezzo ad una di quelle compagnie di meridionali che fanno una cagnara per tutto l'aereo. Meridionali veneti, per di più, quindi il loro accento era un misto fra la cantilena del sud e
la parlata veneta, quasi nasale.
Siamo arrivati da Milano alle dieci e mezza di sera. Eravamo morti, tutti quanti.
Avevamo mangiato un hamburger in aereoporto perché non c'era di meglio. Esso aveva avuto la malauguata idea di fluttuare nel mio stomaco per un bel po', ma son cose che capitano.
Siamo arrivati in hotel. Grazioso, molto eclettico e moderno.
Ho dormito nove ore di fila. Cosa che non succede quasi mai, a dirla tutta.
Poi, dopo una colazione abbondante, siamo usciti per Vienna.
Il mio primo impatto con questa città è stato... Freddo.
Fa freddo, parecchio. Ma eravamo ben bardati.
E dopo un giro in centro ed una visita al duomo, ce ne siamo andati a passeggiare in carrozza.
Se vi dic che l'impressione era quella di essere in un flim su Sissi, non sto scherzando. Vabbé, la carrozza non era così sontuosa; ma sicuramente il passeggiare nel centro storico, circondati da altre diligenze così e da tanti cavalli, era molto bello.
Poi abbiamo pranzato al Café Mozart, posticino classico classico di Vienna. Buono, anche se sto ancora aspettando la Sacher al Sacher Café.
Ora sono in albergo. Mamma e papà a fare shopping, io leggo tranquilla Flaubert (alla fine ho portato lui a Vienna) e tutto è tranqillissimo.
Domani visita alla residenza reale di Schönnbrunn, sarà molto bello ed interessante.
Ora vado a fare un tour fra voi!
Baci
Minerva

giovedì 28 ottobre 2010

memme, ma non solo quello

Federica e Princesse mi hanno passato questo premio graziosissimo, e perché non dedicare un post a questa catena?
Premetto che non sono in grado di passarla ad otto blogger. È uno sforzo che mi è stato chiesto qualche settimana fa, e non sono psicologicamente pronta a rifarlo.
Tanto per rendere questo premio ancora più monco, non ho nemmeno le domande sottomano, quindi riporto le domande rivedute e scorrette, ma il succo è lo stesso, no?
1. Da bambino, che cosa volevi fare da grande?
La ceramista, senz'ombra di dubbio. Amavo l'argilla, chissà perché questa mezza passione se n'è andata. Ma ancora oggi se putacaso (non che succeda molto spesso) devo mettere le mani sulla creta mi diverto tanto.
2. Quali cartoni animati guardavi?
Dvd Disney, ma non erano proprio la mia ragione di vita. Poi però c'è stato un periodo in cui guardavo spesso gli Harry Potter, i due o tre che c'erano allora. Però quelli non erano cartoni...
3. I tuoi giochi preferiti durante l'infanzia?
Raccontarmi storie, direi. Me le racconto da quando so parlare, balbettando cose incoerenti. Poi iniziai a strappare le riviste di mia mamma e giocavo con quei frammenti di carta, mi ispiravano. La stessa fine fecero mollette per il bucato e conchiglie.
4. il più bel compleanno della tua vita?
Gli undici anni, direi. Nevicava. Il 28 novembre. Neve mista a pioggia, ma pur sempre neve. Mia mamma aveva organizzato un pranzo con quattro o cinque miei compagni. Ci eravamo divertiti.
5. Quali sono le cose che volevi fare e che non hai ancora fatto? Scrivere un romanzo, andare a Parigi e leggere altri libri di cui ho in testa il titolo da qualche tempo.
6. Qual è stata la tua prima assione sportiva o non?
Il cibo, i libri, la scrittura. Il cibo è stato il mio primo stimolo, la prima cosa che ho adorato. Ho sempre divorato tutto, da brava fogna. Però sono anche una forchetta critica, mi piace mangiar bene. I libri sono stati quel qualcosa che mi ha cambiato profondamente, più della scrittura. Senza libri non sarei la ragazza che sono ora. Non avrei provato quella gioia vissuta appieno leggendo, trascorrendo il tempo che mi restava decifrando le parole ed i loro significati. E penso che la lettura è stata una cosa scoperta autonomamente, fino ad un certo punto però. Mi ci hanno accompagnato i miei genitori per mano, poi però ho preso il via tutta da sola. La scrittura be', è stata quella cosa che mi ha spitnto ad aprire un blog, una specie di tentativo di dare un ritmo alla vita.
7. Qual è stato il tuo primo idolo musicale?
Adriano Celentano. _Avevo otto anni. Strana fino in fondo, ma tant'è. Ascoltavo qualunque cosa cantata da lui ed ero fermamente convinta che fosse la miglior persona esistente sulla faccia della terra.
8. Qual è stata la cosa più bella chiesta ed eventualmente ricevuta a Babbo Natale o santa Lucia?
Il concerto della Pausini, l'anno scorso. Mi sono divertita e la neve era uno spettacolo unico.
Be', finito!
Ultime notizie dal fronte Minerva.
Il test di tedesco fatto ieri è andato male, spero solo nella sufficienza. Era una carognata, ma tant'è. Domani si parte per Vienna. Peccato il non essermi informata per niente su questa città ed il presentarmi impreparata ad essa. Una persona vedente lo può fare, un cieco no. Perché se una città la si abbraccia con lo sguardo, tutto è più facile. Cogliere la bellezza di un posto senza vederlo è difficile. Bisogna conoscerlo ed immaginarlo.
£Speriamo in bene. Qualcuno conosce libri ambientati a Vienna da consigliarmi al volo?
Penso di poter postare da là, ma non aspettatevi nulla, vi prego.
Tantomeno dei resoconti dettagliati!
Baci
Minerva

martedì 26 ottobre 2010

giorni incasinati, ma propizi

Dire che settimana scorsa è stata una settimana tosta, è dire poco.
Ma dire che è stata gratificante, è dire pochissmo.
Tosta a livello di verifiche, s'intende. L'8 a scienze l'ho sudato con sangue e soprattutto con ansia, ed il 9 a inglese e il 9,5 a storia sono stati tosti da prendere.
Ma oggi ho fatto la verifica di lagtino e la prof me l'ha corretta davanti al naso. Perfetta.
Io non so reprimere la gioia, non ci riesco per niente. E fingermi indifferente come fanno gli altri di fronte ad un bel voto mi riesce impossibile.
Mi sono messa a saltellare ed a sorridere. Chissenefrega se pensano che sono solo una secchiona.
C'è aria di creatività ultimamente. Ho ripreso a scrivere qualcosa, dopo quasi tre mesi che non toccavo documento di word, diario a parte.
Ho anche iniziato a leggere un libro, che finirò spero prima di partire per Vienna. Già, Vienna. Voglio carpire il più possibile da questo viaggio.
Sono contenta, si può dire. Non so cosa mi resterà di questo periodo, sinceramente.
Non so quanti ricordi avrò da settembre ad oggi, non so proprio che sensazioni mi rimarranno di questo tunnel incasinato.
Ma ultimamente sono creativa, e sul blog progetto una ventata letteraria, vi spiegherò poi perché si tratta di una cosa lunghina e che non so ancora bene se metterò in pratica.
Insomma, Minerva sta fervendo ed in tutto questo caos sta cercando un centro di gravità permanente... Ma mi piace tutto questo scompiglio attorno.
E poi c'è tanta voglia di eliminare il superfluo. Ho cancellato tutte le vecchie bozze romanzesche, tutti gli avanzi di pesia e tanti libri dal pc, quelli che non mi sono stati a cuore intendo..
Fra poco è il mio compleanno. Spero nevichi, come in prima meida. Non amo il compleanno, non voglio organizzare nemmeno una fsta, se non la classica merenda con la sacher fra parenti.
Tredici anni. Devo ancora scrivere un post e formulare un'idea concreta su questo compleanno, su questo traguardo.
ci penserò su, poi vi farò sapere.
Adesso devo godermi questi ultimi giorni scolastici, Vienna e la settimana di vacanza che mi si spalanca davanti e non so bene come occupare.
Ma sono felice lo stesso. Mi va bene così. Sono i bei voti a riempirmi così, vedrete che una volta passata l'euforia ritornerò normale.
Baci
Minerva
ps: Federica e Princesse, non mi sono dimenticata del premio. È che me ne sono ricordata adesso, e non ho cancellato il post

sabato 23 ottobre 2010

scenette

Fine scuola, io cammino tranquilla, bastone in una mano, cartella in spalla, come una brava studentessa.
Sento due tipi (presumo studenti) che bisbigliano e commentano il bastone. Lascio correre, è un diritto.
Continuo a camminare, mi siedo un po' sul muretto.
I due tipi camminano, penso si siedono anche loro oppure rimangono in piedi.
Tipo n°1: Ma quella lì col bastone di che nazionalità sarà? (ma dico io, una cieca deve per forza essere di un'altra nazionalità? Manco avessi carnato olivastro e capelli nerissimi)
Tipo n°2: è cieca!
I due tipi scoppiano a ridere.
Riprendo a camminare, sono un filino incavolata, ma non me ne frega niente.
Caso vuole però, che io urti il tipo che mi aveva preso in giro (l'ho urtato erroneamente).
Oh, ma quant'ho goduto dopo avergli dato dolcemente una bastonata negli stinchi.
Se continuo così fermatemi, mi raccomando.

sadismo

mercoledì 20 ottobre 2010

posta del cuore

No, non ho la minima intenzione di aprire una blogrubrica di posta del cuore.
Non sono andata, per il momento.
Ma sto diventando io una rubrica di posta del cuore, a dir la verità.
Mi sento come quelle star che sulle riviste rispondono a domandde di ragazzine in crisi adolescenziale...
Ma sono i miei insegnanti a confidarsi con la sottoscritta. No, non sto scherzando.
Oramai conosco grane sentimentali, professionali (il ché è la cosa più negativa in tutto questo), di salute e di figli dei miei insegnanti.
Tutti, nessuno escluso, a parte uno o due soggetti che vedo poco e che comunque sono poco in sede.
Ma certe cose fanno davvero ridere...
Una prof mi si avvicina con la scusa di aiutarmi col computer e con i file, e poi inizia a raccontare.
ci tengo a precisare che io non la incoraggio minimamente, e non è l'unica purtroppo.
Ma questo via vai di confidenze, mentre l'anno scorso mi imbarazzava, adesso mi diverte parecchio.
Perché è bello sapere di avere un così buon rapporto con i propri insegnanti.
Tanto buono che non sono io ad aprirmi con loro, ma sono loro a confidarsi con la sottoscritta.
E questa cosa va avanti, ed io sto incrementando l'idea di una specie di romanzo su tutti loro (romanzo che rimarrà ben custodito nel mio portatile) e poi, finite le medie, mi lancerò in una fitta corrispondenza alcuni di loro, anche se non con tutti.
È bello avere insegnanti così: persone a cui raccontare e farsi raccontare, su cui contare molto, e che dopo le medie potrò rivederne alcuni.
Ultimamente, questa è l'unica sicurezza che ho a scuola.
I compagni sono tutt'altro che antipatici, intendiamoci. Sento S. tutti i giorni su msn, studiamo spesso assieme (virtualmente) a scuola passiamo parecchi intervalli assieme e mi considera come una persona normale, e non come ragazzina non vedente.
Ma non riesco, per ora, a fare il salto per passare da compagna di banco ad amica, che la frequenta fuori scuola.
Ho bisogno del mio tempo, e la mia timidezza si fa sentire.
Il fronte libri lascia poco a desiderare. Leggo in maniera pessima, solo qualche paginetta.
E poi mi dimentico di quel che ho letto... Non trovo un libro che mi prenda e mi faccia innamorare di esso...
Domani prima verifica di latino, posso fare in modo che sia perfetta, senza il minimo errore. E ci proverò, voglio dare il massimo. Non è un dovere, è un desiderio.
Vi farò sapere!
Baci
inerva

lunedì 18 ottobre 2010

Solo per dire che esisto. Che sono sopravvissuta al primo giorno di questa settimana un po' tosta.
Ritornerò, promesso. Non so quando.
Sono un po' tanto presa fra compiti e stanchezza, e quindi non scrivo. Questa settimana latiterò di sicuro, poi potrebbe essere che ritorni, ma non illudetevi troppo!
Però passo da voi e commento sempre, promesso.
Baci
Minerva

lunedì 11 ottobre 2010

di premi e assenze

Scusate per la latitanza e soprattutto per non aver scritto manco una recensione ieri. È che ero in montagna e nonostante la connessione, la barra braille impazziva quando infilavo la chiavetta ad internet e quindi mi sono limitata a commentare.
Amici blogger, oggi facendo il blogtour ho trovato questo premio, da Holly. La ringrazio infinitamente e non la linko perché non ne sono capace... Me misera!
Vabbé.
Il premio consiste in:
-scrivere 10 cose che rendono felici me.
-passare il premio ad altri 10 blog, che a loro volta dovranno fare quel che ho fatto io! (non posso linkare il logo, ma lo trovate in parecchi blog!
Iniziamo dalle cose che mi rendono felice (che sono infinite, ma che provo a sintetizzare)
1. Mi piace la mia terra: i suoi profumi, le sue piogge, il suo essere un'appendice d'Italia (ma non ditelo ad uno svizzero DOC) e perché nonostante questo è Svizzera, e lo è sempre stata. Amo il modo in cui le piante ti avvolgono, appena esci dal paesino in cui abito. Amo il dialetto, anche se non lo parlo perché vengo da una famiglia che di ticinese ha solo il domicilio.
2. Mi piace viaggiare: non visaggi lunghi, ma quei week end o poco più che ti permettono di entrare in una città, di assaporarla e di portare a casa un ricordo luminoso.
3. Mi piace leggere e mi piace scrivere: la prima è la passione più grande che ho. Leggo, leggo e leggo. Qualunque cosa, più o meno. Amo i libri, sono i miei migliori amici e mi insegnano a non giudicare. Scrivere invece è un po' come camminare: si da un ritmo a questa vita.
4. amo studiare: mi piace essere studentessa e credo mi piacerà, mi piace camminare per i corridoi, l'odore della scuola e gli intervalli passati un po' stretta ad una colonna ed un po' con gli altri.
5. Mi piace il tempo metereologico: qualunque cosa. Pioggia, sole, vento, neve. Basta che mi faccia scintillare gli occhi.

6. Mi piace questo nido: mi piacete voi lettrici e lettori, mi piace il clima un po' complice ed un po' magico che si respira nelle amicizie di penna. È tutto relativo!
7. Mi piace la musica: non in generale, sono fissata ed abitudinaria. Ma le tracce che amo riescono sempre ad emozionarmi, Baglioni in primis. I suoi testi mi toccano l'anima...
8. Mi piacciono i miei insegnanti: tutti, più o meno. Alcuni li ho eletti a mentori, altri a persone a cui raccontare qualcosa di me.
9. Mi piace la storia: è il nostro passato, e quindi il nostro presente e futuro. Mi appassiono, piango e rido sulle pagine di storia.
10. Mi piace il cibo! Il cibo comunica, regala, è un modo di conoscere culture e tradizioni.
Ed adesso le premiazioni! Rulli di tamburi!
Al primo posto, come al solito, premio la prof. (auleintempesta.blogspot.com). Tanto, conoscendola, non continuerà la catena... Ma io glie lo affibbio lo stesso questo premio perché semplicemente mi diverto a vederla un po' in panico davanti a 'ste catene!
Al secondo posto (non è una classifica, anche se lo faccio così) premio Ilfioredelmale (lacrimesorrisieparole.blogspot.com). Che non sento su msn da un po' e mi ha sopportata quasi tutta l'estate senza contare ii deliri post primi giorni di scuola. Che quando mi scrive è sempre dolce, pronta ad ascoltarmi e a raccontare.
Al terzo posto premio Paolafrancy (lamargheritaeillappio.blogspot.com). Probabilmente l'unica persona che riesca a farmi capire qualcosa sulla moda, che ama i fiori e la sua campagna, le sue tradizioni e la sua storia, pur non rinnegando (anzi) il futuro ed i viaggi all'estero.
Poi viene Princesse (ipensieridelpiccoloprincipe.blogspot.com). Poverina, si fida di quello che scrivo sui libri ed ha anche la malaugurata idea di seguire i miei consigli. No, scherzi a parte... È una ragazza speciale, assennata, dolce e con quel velo d'imbranataggine che la rende simpatica.
5. a Pepe (di cui l'indirizzo del blog mi sfugge). Prof, moglie, creativa. Una new entri del carrozzone del mio blog, che sta commentando assiduamente e mi è simpatica. Alla fine del post ti spiego come farmi commentare...
6. A federica (unaciliegiatiralaltra.blogspot.com). Come definire il suo blog? Un misto di vita, recensioni di film, libri, canzoni e di gossip. Un'insalata mista tutt'altro che spiacevole!
7. a mammainbluejeans, che come blogmamma e lettrice mi piace molto, la leggo sempre, anche se non commento molto.
8. a Carpina (carpina-carpina.blogspot.com) anche lei mamma e lettrice, che anche lei poverina, segue i mie consigli librofili... I suoi post sono un misto di ricordi e piccole gioie, sempre bellissimi da leggere.
9. a Holly (di cui non ricordo l'indirizzo) perché mi ha lasciato il premio, perché la leggo e perché mi sono affezionata a lei ed alla sua storia. FORZA, CONTINUA COSÌ! combatti e combatti, che ce la farai!
10. a Le_Noire, che però non scrive da un po'. Fatti viva e forza anche a te!
Allora: per chi ci tenesse ai miei commenti sul loro blog.
Lo scrivo questa volta, e poi per chi me lo chiederà in futuro, linko questo post!
Alors.
Non so perché, ma il mio computer è birichino e fa il cavolo che vuole.
- andate su blogger, impostazioni
- andate sulla voce commenti
-da qualche parte, non sono bene sicura dove, c'è la voce commento a pagina intera o qualcosa del genere. Ecco, attivate quel campo.
-Non mettete la verifica visiva! Riesco a commentare ma mi è un po' ostica!
Baci
Minerva

mercoledì 6 ottobre 2010

giorni

Sono giorni. Non li posso definire in altro modo, queste giornate.
Giorni. Passano e non lasciano niente, se non un 7 di geometria e due verifiche già fatte, e tanti compiti ancora da fare.
Ah sì, ho letto anche un libro. Ma ne riparlerò domenica, che è il giorno dedicato alle recensioni.
La scuola, procede. La classe è un casino unico. Non è cattiva, anzi. S. è molto gentile, è sempre con me e non mi tratta da pacchetto. È che ho paura di affezionarmici troppo.
I docenti si lamentano, tutti quanti. La prof K. (nonché una delle mie insegnanti preferite), dice che nelle lezioni di tedesco è quasi impossibile far lezione. E con lei, che faceva lezione anche con la gamba rotta e parecchio bisbigliare di sottofondo, è strano.
Latino mi piace ogni lezione di più. Mi piace la prof, ancor più del latino. Lei che mi ha raccontato la sua vita in dieci minuti, parlandomi della sua infanzia in Emilia, dell'adolescenza in Ticino e dell'università a Milano, raccontandomi della sua passione per la filologia e per il latino.
Stasera il prof Pezzodipane, nostro docente di classe e prof di matematica, ha organizzato una cena di classe per conoscerci meglio tuttiquanti. Bellissima idea, se non fosse che nessuno, e dico nessuno, ha voglia di andarci se non, per l'appunto, il prof Pezzodipane.
Vi farò sapere domani com'è andata, ma si prevede serata tra il noioso ed il carino.
E poi oggi voglio mettere a frutto il corso di babysitting che ho fatto con la mia amica e provare a coccolare (decentemente) il piccolino del mio prof di lettere, il frugoletto biondo che adoro tanto...
La settimana è finita, oggi. In senso metaforico, intendo. Ma dopo tre compiti in classe, un minimo di riposo ci vuole. Quando passo le giornate a scuola, studiando e leggiucchiando, non sono stanca. Ma il mercoledì pomeriggio, unico pomeriggio libero a dire il vero, la stanchezza si sente.
Come diceva uno dei miei scrittori preferiti, la stanchezza è come un panno lasciato ad asciugare, ma che rimane sempre umido.
E poi si sente, nelle gambe e in notti come stanotte, in cui alle cinque e un quarto ero un grillo, in ansia per la verifica di francese, e con il corpo che voleva dormire, ma la testa che no, non voleva mettersi buona buona e zitta.
E stasera questa maledetta cena di classe. Ah, ma io voglio divertirmi. Non voglio stare vicina ad un prof, ma provare a divertirmi.
Poi ancora tre settimane di scuola. In Svizzera dopo c'è una settimana di vacanza. E potrò godermi qualche giorno a Vienna..
Non ci sono mai stata, ma mi incuriosisce. Finalmente potrò viaggiare un po'. Sono settimane che ho voglia di vedere posti nuovi, una città nuova. Ed il desiderio è stato appagato!
Baci
Minerva

domenica 3 ottobre 2010

Recensione: la dama e l'unicorno (Tracy Chevalier)

Siccome questa settimana non ho letto nulla, ma proprionulla, se non libri lasciati a metà, presento questo romanzo perché fa parte della mia vita forse più di tutti gli altri libri che ho presentato. E non sto parlando di affetto, ma proprio di ordine cronologico.
La lettura di questo libro risale, infatti, all'agosto 2008. Estate un po' magica, quella fra la quinta elementare e la prima media. Estate di paure, progetti, sogni. Ed estate di tanti libri, dei primi romanzi di Montalbano letti timidamente, di notti passate fra l'insicurezza ed il divorare John Irving e Sepulveda.
Ma questo libro per me significa tanto, tantissimo.
La Chevalier non è famosa per questo libro, ma per la ragazza con l'orecchino di perla, che ha avuto tanto successo. Ma questo è più bello.
Raccontiamo di come sono venuta in possesso di questo libro, che forse è la ragione per cui volevo scrivere questo post.
La Maestraboccolosa, che mi ha avuta come alunna in quinta elementare, leggeva tantissimo. E questo libro lo consigliò alla mia mamma, quando io avevo sette o otto anni. Chissà perché, il titolo mi aveva colpita. Innamorata del fantasy qual'ero, pensavo che gli unicorni dovessero per forza essere racchiusi in un libro di magia.
Poi, navigando per internet, per il sito di audiolibri che a me è tanto caro, ho scoperto questo libro più altri due della stessa autrice.
Premessa: per gli audiolibri io uso un apparecchietto particolare, che si chiama Mileston. Questo è una specie di ipod, fatto apposta per non vedenti e con meno funzioni e meno capienza, almeno ai tempi era cossì. Io, un po' perché non avevo dimestichezza con questo apparecchietto, un po' perché non avevo il computer in vacanza, scaricai questo libro e la ragazza con l'orecchino di perla. Li misi sul mileston, e pensavo, ingenuamente, che questi due libri mi sarebbero bastati per 20 giorni al mare. Brava scema. Poi mia mamma riuscì a scaricare altri libri sull'ipod, e in quei venti giorni lessi, credo, una decina di libri. Non ho mai letto tanto in un'estate.
Ma questa è un0altra storia. Lessi subito la ragazza con l'orecchino di perla, e mi piacque tanto. Mi piacque lo stile pulito, pieno di descrizioni e molto preciso dell'autrice.
E poi lessi questo libro. E per me fu delizia. Perché, sarà che una delle protagoniste mi era identica, sarà che a ogni personaggio ero molto vicina oppure perché la Parigi del rinascimento è comunque seducente, io m'innamorai di questo libro.
La Chevalier non mi aperto gli occhi come la Allende, che mi ha fatto capire le distinzioni sociali e politiche, o come Stefano Benni, che mi ha fatta innamorare della sua ironia. Ma questo è un libro che rimarrà stampato a fuoco nella mia anima. Questo è il libro che in quell'estate mi ha cambiata.

Trama:

È un giorno della Quaresima del 1490 a Parigi, un giorno davvero particolare per Nicolas des Innocents, pittore di insegne e miniaturista conosciuto a corte
per la sua mano ferma nel dipingere volti grandi come un'unghia, e al Coq d'Or e nelle altre taverne al di qua della Senna per la sua mano lesta con le
servette di bell'aspetto. Jean Le Viste, il signore dagli occhi come lame di coltello, il gentiluomo le cui insegne sono ovunque tra i campi e gli acquitrini
di Saint-Germain-des-Prés, proprio come lo sterco dei cavalli, l'ha invitato nella Grande Salle della sua casa al di là della Senna e in quella sala disadorna,
nonostante il soffitto a cassettoni finemente intagliato, gli ha commissionato non stemmi imponenti o vetrate colorate o miniature delicate ma arazzi per
coprire tutte le pareti. Arazzi immensi che raffigurino la battaglia di Nancy, con cavalli intrecciati a braccia e gambe umane, picche, spade, scudi e
sangue a profusione. Una commissione da parte di Jean Le Viste significa cibo sulla tavola per settimane e notti di bagordi al Coq d'Or, e Nicolas, che
può resistere a tutto fuorché alle delizie della vita, non ha esitato un istante ad accettare. Non ha esitato, però, nemmeno ad annuire davanti alla proposta
di Geneviève de Nanterre, moglie di Jean Le Viste e signora di quella casa, di modificare leggermente il soggetto degli arazzi.

Ecco, la trama è troppo scarna per racchiudere l'essenza e il numero di personaggi di questo romanzo. E le sensazioni, gli armoi, che mi ha trasmesso.
Perché prima delle medie c'è la timida sensazione del corpo adolescente che cambia. C'è lo scintillio negli occhi di una lettrice quando fra le pagine del libro, ci sono scene d'amore fra i personaggi. Poi c'è la voglia di vivere, di conoscere, di annusare il mondo, che quell'estate ho avuto vivida e forte, e di cui non conservo niente, ne un brano di diario ne stralci di romanzo.
Ho cancellato tutto, mesi fa. C'era un vecchio diario, in cui mi divertivo a scrivere le eresie che sentivo dai ragazzi più grandi, tipo odio questa vita o non vale la pena vivere.
E di quel diario ho perso la password e non mi si apre in nessun modo.
Ma mi rimane questo libro. Mi rimane la sensazione il richiamo ai cinque sensi del romanzo, mi restano i profumi dei fiori dell'orto di Alienor e i sorrisi spontanei e deliziati che strappano i personaggi.
E mi rimane la voce della ragazza che ha letto questo libro, morbida e dolcissima, che mi ha introdotta nella storia in una maniera tanto carezzevole ed avvolgente.
Questa non è una recensione, però. Questo post è uno spaccato di vita e non un serio spunto letterario. Ma le mie recensioni, d'ora in poi, saranno sempre così. Fatte di ricordi e di tanti pensieri.
Baci (mi aspetta una settimana tosta quindi non so fino a che punto scriverò)
Minerva

venerdì 1 ottobre 2010

sono giorni che aspetto

Aspetto. Aspetto che torni il desiderio di scrivere e soprattutto, qualcosa su cui scriver.e. Un emozione, un argomento, un qualcosa.
Ma questi giorni sono tutto e sono il nulla. Passano, pesanti, porosi e pieni, ma non lasciano tracce, ne belle ne brutte. Non è un periodo di transizione, però. Perché in una fase di transizione si riflette, normalmente. Io non rifletto. Per niente, direi.
Non rifletto perché non ne ho il tempo. Perché vado a scuola tutto il giorno e quando torno a casa studiacchio, vado a cena, leggiucchio e mi addormento. E quando rifletto, ossia nel lasso di tempo variabile fra il risveglio e l'ora di alzarsi, è su cose futili e di poco conto.
Leggo, ma i libri li accantono perché mi nauseano.
L'unica cosa che mi riesce bene è non pensare.
Aspetto... Aspetto che le emozioni arrivino, aspetto una lacrima di commozione, una traccia di fervore, di passione per qualcosa. Aspetto un libro che mi regali un qualcosa, aspetto la bellezza di una canzone. Cerco di sgranare un sorriso a chiunque, una risata sincera e delle parole.
La scuola procede, tanti compiti e tante verifiche da preparare. Ma il caos degli orari, della gente che ho attorno per la prima volta non mi spaventa. Sto imparando a destreggiarmi meglio, nei corridoi. Perché anche se son due anni che vado nella stessa scuola, non avevo imparato alcuni percorsi. Ma adesso voglio impararli. Io devo essere indipendente. Io devo, posso scegliere, se stare da sola o con gli altri, se isolarmi o no, e soprattutto, non devo essere un barile da portare qua e là, in nessun modo.
Ci devo riuscire.
Ed adesso vi lascio, che ripasso francese!
Baci
Minerva