martedì 28 dicembre 2010

pensatoio

Io amo Harry Potter. Quei sette libri hanno fatto parte della mia infanzia in modo trascendentale. Perché ad un certo punto, leggevo solo harry potter. Leggevo, rileggevo, rileggevo, leggevo, rileggevo, leggevo le storie di ragazzine che inventavano finali aletnativi ad Harry Potter.
Ed io rimango fedele ad Harry Potter, perhcé è l'unica cosa vagamente fantasy che io abbia mai letto in vita mia, twilight a parte. Ma oggi pensavo al pensatoio. Il pensatoio è, un oggetto magico, che secondo la Rowling serve per depositare i ricordi. È un bacile in pietr,a in cui si possono svuotare i ricordi e visionarli con più calma, rivivendoli, anche se senza poter far niente per cambiarli.
Io oggi ho pensato che vorrei tornare ad Istanbul. Esattamente sei mesi fa, prendevo il tè in quei bicchierini adorabili, con un sole magico che si squagliava in un Bosforo d'argento, con la città formicaio tutt'attorno. Esattamente sei mesi fa, i richiami dolci del Muezin mi svegliavano al mattino e mi tenevano compagnia tutto il giorno. Istanbul.
Istanbul è forse la città più grande che abbia mai visto, ed è, senza dubbio, fra le mie preferite. Se ripenso alla passeggiata lungo il quartiere genovese, al corno d'oro, alla barchetta sul Bosforo ed all'airan, una bevanda fatta con yogurt, acqua e sale, mi viene il magone. Perché Istanbul è fatta così. Ti rimane negli occhi, nelle orecchie, sula pelle. È come un vestito dai colori sgargianti che ti cuci addosso e che non puoi più togliere. Con quel sole crudo, quel caldo sfiancante e quel Bosforo, che divide in due la città in maniera dannatamente affascinante.
Se avessi un Pensatoio... Forse tornerei ad Istanbul. Passeggerei di nuovo, col sacchetto pieno di spezie e tutto il caos della gente attorno, forse tornerei lì, per riassaporare l'odore d'incenso e legno delle moschee... Ma sicuramente, tornerei per bere di nuovo il tè, quella sera, o meglio quella mattina (erano le due di notte) in quell'hotel da mille ed una notte dove i clienti di papà ci avevano portati aprendere il dessert a mezzanotte (siamo arrivati all'una, perché c'era un concerto orck in città). Penso a quella scena e mi viene in mente quel giardino avvolto dall'atmosfera orientale e fiabesca datagli dal Bosforo silenzioso e dal paesaggio attorno. Penso al tè, in quei bicchierini fragili. E penso che quei bicchierini siano l'essenza di Istanbul: fragili, quasi pronti a spaccarsi, ma finemente decorati. Questa è Istanbul, secondo me.
nota bene: questo post è stato scritto in un momento di delirio...
Baci

a ciascuno il proprio libro

Aria di natale. Ed ovviamente, regali da comprare a non finire, direi.
Io quest'anno la faccenda l'ho archiviata in fretta: ho regalato un libro a tutti.
Amo fare i regali ai compleani, ma a Natale no. Purtroppo mi sembra sia così un obbligo...
Ma quest'anno, in libreria, ho capito che sono soldi ben spesi. Anche se la Nonnabionda ormai non legge più niente, un libro è comunque qualcosa che fa piacere.
Alla nonnacastana, non lapiidatemi, ho preso l'ultimo libro dela Littizzetto. Non sto scherzando, intendiamoci. Ma in quella casa piena di spifferi (in senso metaforico) in cui abita, qualche risata non potrà che risollevarle lo spirito... E comunque conoscendola riderà e apprezzerà il dono.
Ed allora ho deciso, faccio un regalo anche al mio blog.
Conoscete i blog candy?
Parlo di quelle lotterie, via blog, in cui c'è un premio in palio, il quale verrà spedito, in casa o non, al vincitore.
Quest'anno ho deciso nachio di darmi all'organizzazione di questa pêtit lotteria, alla quale non è obbligatorio partecipare, e per chi volesse parteciparvi, dovrà fare così:
1. Lasciare un commento dicendo che si vuole partecipare al blog candy
2. Scrivere un post sul proprio blog, pubblicizzando il blog candy e linkarmi il post in un commento. nel post sul vostro blog, dovrete linkare questo post (c'è chi, più abile col pc di me, usa una cosa chiamata Banner, ma io non li so creare né intendo provarci, quindi lascimao stare, basta linkare il post)

3. Scrivere, nel commento che mi avte lasciato, le seguenti informazioni
1. per gli anonimi: un vostro nicname, per i loggati basta il nicname di bloger. Nel caso di omonimia vedrò come fare.
- Il premio in palio sarà un libro, che deciderò io, ovviamente, e che sceglierò in base ai gusti della persona.
Infatti dovete scrivermi, sempre nel commento in cui scrivete di partecipare, un breve (basta una frase, eh) ritratto di voi come lettore/trice, ed indicare almeno tre dei vostri libri preferiti. Non vorrei mai che un libro che amate vi fosse recapitato..
Le iscrizioni avranno termine il 10 genaio... dopodiché non so bene come fare. Suppongo che dovrò estrare i vostri nomi, in qualche modo. Ai primi due classificati manderò un libro, scelto da Minerva in persona. Non dovete darmi nessun dato, se non volete, solo un recapito (sia esso casa vostra, ma anche una libreria, un posto che conoscete, ma questo avverrà solo per i primi due classificati).
Ehm, io ci provo. Mi dispiace per la mancanza di dettagli nel post, ma l'idea è venuta fuori così di getto.
Baci
Minerva
ps: siccome vorrei che questo post fosse ben visibile, qualcuno di voi ha una qualche idea su come si possa mettere un post come primo di tutti gli altri post di un blog?

venerdì 24 dicembre 2010

buon Natale

Mi intristisce sempre fare gli auguri di Natale al mio blog, non so perché. Sarà che molto probabilmente l'universo dei blogger sarà dimezzato per qualche giorno, causa preparativi natalizi e cenoni, ma tutto questo non fa che incrementare quella malinconia che fa parte dell'atmosfera.
Ho preparato per voi questo... Prendetelo come il mio regalo di Natale, anche se è una poesia, di un altro poeta, che non ho scritto io e che però sento mia, mia come lo sono quelle poesie mezze monche che ho provato a scrivere.
Questa, fra le tante poesie di Natale, è quella che riassume meglio quello che io penso di esso... Pascoli, come al solito, riesce ad interpretare il mio pensiero in modo migliore di quanto lo possa fare io stessa...
LE CIARAMELLE

di Giovanni Pascoli

Udii tra il sonno le ciaramelle,
ho udito un suono di ninne nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi nelle capanne.

Sono venute dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente;
hanno destata ne' suoi tuguri
tutta la buona povera gente.

Ognuno è sorto dal suo giaciglio;
accende il lume sotto la trave;
sanno quei lumi d'ombra e sbadiglio,
di cauti passi, di voce grave.

Le pie lucerne brillano intorno,
là nella casa, qua su la siepe:
sembra la terra, prima di giorno,
un piccoletto grande presepe.

Nel cielo azzurro tutte le stelle
paion restare come in attesa;
ed ecco alzare le ciaramelle
il loro dolce suono di chiesa;

suono di chiesa, suono di chiostro,
suono di casa, suono di culla,
suono di mamma, suono del nostro
dolce e passato pianger di nulla.

O ciaramelle degli anni primi,
d'avanti il giorno, d'avanti il vero,
or che le stelle son là sublimi,
conscie del nostro breve mistero;

che non ancora si pensa al pane,
che non ancora s'accende il fuoco;
prima del grido delle campane
fateci dunque piangere un poco.

Non più di nulla, sì di qualcosa,
di tante cose! Ma il cuor lo vuole,
quel pianto grande che poi riposa,
quel gran dolore che poi non duole;

sopra le nuove pene sue vere
vuol quei singulti senza ragione:
sul suo martòro, sul suo piacere,
vuol quelle antiche lagrime buone!

Beh non mi resta che dirvi... Buone feste, buon Natale, buon quel che volete voi! E vi auguro una cosa e la auguro anche a me stessa: vorrei essere capace di cogliere la bellezza, fino in fondo, delle piccole cose. E lo auguro anche a voi, di ricevere questo dono sotto l'albero... Perché cogliere le piccole cose, specialmente in occasioni come il Natale, è importante. Vorrei essere in grado di carpire l'aroma del pino, la luce riflessa nelle campanelle di porcellana, il profumo della cannella e la bellezza del prese in legno, lo vorrei tanto...
Baci

giovedì 23 dicembre 2010

atmosfera jingle bells

Sono ufficialmente in vacanza. E sto già attaccando i compiti delle vacanze... Non me ne frega assolutamente niente se passo per secchiona, io mi porto avanti, poi ho più tempo e non devo fare delle corse pazesche... Poi studiare mi è sempre piaciuto, e quindi, posso tranquillamente farlo, col mio ritmo e col tempo di approfondire...
Ho ripreso a leggere, ed in maniera piuttosto morbosa. Ho letto tanto, ultimamente. E sempre libri che avevano per protagoniste persone o malate mentalmente, o dipendenti da qualche sostanza.
Mah, sarà che quel poco di animo crocerossino che mi è stato inculcato da mia nonna si fa sentire in queste cose...
Il mio blog candy procede... Mi piace tanto, domenica ho passato la giornata a scegliere un libro per ognuna di voi, anche se devo dire che ho mille idee per la testa e tutte quante sono abbastanza confuse, ma so che sdevo leggere di più i vostri blog (non seguo ancora nessuno perché non ho avuto tempo di leggere se non qua e là), ma sono abbastanza entusiasta e non vedo l'ora di scegliere il "libro" definitivo. Ricordo a tutti che devono fare un post e linkare il blog candy... Anche se oramai conto tutti come iscritti, chi non facesse il post non verrebbe conteggiato e non mi andrebbe di perdere tanti partecipanti... comunque ho trovato un modo (o meglio, mi è stato suggerito) per mettere un post in alto... Ora vado a provarci!
Beh, ora arrivo al succo del post. L'atmosfera natalizia. Quest'anno è stata molto più lieve, per me, causa intervento chirurgico che mi ha fatto perdere, complessivamente, una settimana abbondante di preparativi al Natale... Ma non m'importa molto. Io amo il Natale. Amo il Natale che per me vuol dire canti attorno al pianoforte, il pandoro con su la crema al mascarpone, astro del ciel rimodernizzata da Fratellino al piano, la messa di mezzanotte in una chiesa fredda, ma in cui qualcosa, sia esso amore o speranza, si respira.
Per me Natale vuol dire addormentarsi al suono delle campane elettroniche che rintoccano canzoncine natalizie, rimuginando un po' delusa sulla serata (ma quel dolce senso di delusione, per me, fa parte del Natale e ci ho fatto molto l'abitudine). Per me Natale non sono i regali, che apro sempre con un misto di eccitazione e rassegnazione, per poi restare mezza sorridente mezza delusa... Ma il natale per me è tutto questo ed anche altro, perché la mia, di famiglia, ha in sé il sangue austriaco della Nonnabionda e quello italiano della Nonnacastana, che più che italiana è, come le piace definirsi, cittadina del mondo. E questo suo essere cittadina del mondo la rende attaccata alle proprie cose ed al contempo curiosa e desiderosa di apprendere... E questo è molto bello. Ed io, che credo di essere la copia sputata della Nonnabionda da ragazzina, col suo bisogno di leggere, la sua voglia di sapere ed il suo amore per la storia, mi ritrovo ora nell'altra nonna parlando di sentimenti, ideologie e passioni. Ma credo che sia il risultato di provenire da due famiglie completamente opposte l'una con l'altra.
Quinid, il mio Natale sarà così. Una mezza accozzaglia di tradizione ed innovamento, un carrozzone del circo, una baraonda in cui si mischieranno le carole natalizie in tedesco con le poesie della Dickinson..
Gli auguri di Natale ve li faccio domani, tanto il tempo l'avrò, fin troppo a dir la verità.
Baci e buona vigilia della vigilia!
Minerva

giovedì 16 dicembre 2010

sonno

Sonno è l'unico sentimento che provo da due giorni a questa parte. E dire che dormo benissimo. Sonno è quella ofrza che mi spinge, mentre studio geografia, a crollare tramortita sotto il peso della stanchezza. La mia testa si piega irrimediabilmente verso il portatile, verso una specie di riposo pseudo vegetativo.
Ma cavolo, non posso non studiare. Ho studiato un'ora e mezza, complessivamente. Con mio fratello che studiava piano e il sonno che minaccia... Domani ultima verifica della settimana, poi solo latino e vacanza.
Ma io ho sonno... Tanto sonno e sono tanto mogia ultimamente. Ma non posso, non posso, permettermi di stare così! Anche se tutto, proprio tutto,il corpo grida di riposare.
Mi riposerò... spero, credo, penso di riposare.
E sabato devo fare tutti i regali di Natale... La mia voglia di farli è pari a Zero. E spero che la verifica, domani, vada bene. matematica... Non posso parlare. non mi pronuncio, lasciamo perdere che è meglio.
Non sento l'atmosfera natalizia, non quest'anno. Non sento niente di quella gaiezza scarmigliata, di quel leggero sentimento di tenerezza che permea l'aria.
Magari settimana prossima, forse.
Questo week end intendo fare tre cose.
1. Leggere
2. stuidare
3. mangiare
Già, il cibo. Il cibo che ora, a causa dell'intervento, è difficile mangiare in grandi quantità. Oggi a pranzo ho mangiato davvero pochissimo, a colazione pure. Ma era l'esofago che, essendo stato ristretto, restringeva il cibo. Per ofrtuna mi sono rifatta a merenda e spero di riuscire a mangiare un po' anche a cena. Sono dimagrita 3 kg, questo è vero. Il prof di italiano mi ha detto che ho l'aria smunta, questo non so se è vero. Fattostà che mangiare sta diventando difficile, e non è un problema psicologico, state tranquille. Mangerei volentieri, e non fosse per il piccolo esofago. Spero che a Natale, almeno, ptorò mangiare id gusto.
Perché io ho perso tutto, il onno e la voglia di leggere, ma mai la fame. La fame ed il mio rapporto con il cibo sono stati una costante... Ed il non poter mangiare come mio solito mi spaventa abbastanza.
Beh, ora proov a ristudiare geografia, anche se ho combinato davvero poco.
Baci
Minerva

lunedì 13 dicembre 2010

Lo sconforto se n'è andato stamattina rapido com'era venuto, non ho ancora capito il perché. Ma stamattina, alzatami dal letto ero la Minerva di sempre, quella ragazzina con l testa fra le nuvole e la paura di arrivare in ritardo, paura un pochino ossessiva a dir la verità, ma ognuno colleziona una buona quantità di manie, nella vita.
Poi oggi a scuola è andato tutto bene, nel pomeriggio ho tolto i punti e stavo bene.
Ma ho addosso una sonnolenza inimmaginabile: vorei dormire dovunque e in qualunque momento, la notte dormo perfettamente, mi sveglio come se avessi dormito male. Non so cosa voglia dire: penso di essere più stanca di quel che credo. Devo solo ingranare questa settimana scarsa e poi, finalmente, potrò rilassarmi e dedicarmi con un po' di costanza a quello che amo, a me stessa, ai miei libri ed alla scrittura, che ultimamente trascuro un po'.
Quello di ieri, come mi ha giustamente scritto qualcuno, era un campanello d'allarme che il mio corpo mi ha inviato. Ho deciso di ascoltarlo, anche se per motivi di tempo non fino in fondo, ma gli ho lanciato una riserva di energia per continuare. Spero che voglia assecondarmi almeno per questi tre giorni, poi posso riposare, almeno un poco.
L'atmosfera natalizia, quest'anno io non la sento minimamente. Nonostante gli addobbi sparsi per la stanza, faccio fatica ad incantarmi per l'ambiente colorato, per i canti di Natale e l'aroma di cannella. Non è una uqestione di crescere, penso. È solo che in questo periodo ho pensato a tutto, fuorché al Natale.
Però se penso a com'ero ridotta l'anno scorso, ai pianti, alla voglia di stare dentro ad un letto e al bisogno di staccare la spina, quest'anno mi ritengo comunque molto fortunata e tranquilla. Andrà bene, ne sono sicura.
Spero solo che il mio corpo mi ascolti, questa settimana. Ma mi basta stia buono domani, e l'ansia per il compito in classe di matematica, poi andrà tutto bene, spero.
Voglio che quel compito in classe vada bene. Lo voglio con ogni cellula del mio corpo, del mio cervello e del mio cuore. Lo desidero. Perché il mio è solo un problema d'ansia, ma questa volta sento di poterlo superare con tutta me stessa. Sento che andrà bene.
Poi domani tirerò il fiato e mi considero ufficialmente in vacanza... Solo compiti in classe relativamente semplici, poi due settimane di pace, spero.
E poi, a gennaio, voglio tornare in forma smagliante. Ché tra l'intervento, la mini convalescienza e tutto il resto mi sono un po' inceppata.
E con questo... Vi abbandono!
Baci
Minerva

domenica 12 dicembre 2010

Ho voglia di piangere. Sono stanca, infreddolita e soprattutto tanto, ma tanto spaventata. Non so perché.
Oggi a messa un'ondata di terrore mi si è scatenata dentro. Stavo per mettermi a piangere nel bel mezzo della messa, scoppiare in lacrime come una bimba e singhiozzare a più non posso.
Poi oggi pomeriggio ho studiato per tre ore matematica. Tre ore senza fermarmi, facendo e rifacendo esercizi. Non mi ispira la matematica. Ma martedì ho una verifica,martedì io devo prendere almeno 7. non devo recuperare niente, è orgoglio peronale. E per me, i voti scolastici contano, han sempre contato.
speriamo davvero in bene. Domani pomeriggio devo togliere i punti, sembra che uno abbia fatto infezione, ma non è grave.
Non so perché sto così. Mangio, a volte il cibo mi s'incaglia nell'esofago e vorrei vomitare. Oggi sono scappata da un pranzo, mi sono rifugiata in bagno. Non volevo vomitare, non era ima intenzione, non l'ho fatto. Ma ho visto in mia madre la preoccupazione per il fatto che vomiti. Ma sono scappata in bagno perché non ne potevo più delle voci, dell'acqua incagliata in gola e delle persone. Chissà perché ho fatto così. Tre minuti dopo sono ritornata, mezza scarmigliata mezza stanca.
Non sono in forma smagliante, ma questa verifica io devo farla bene... Poi fino a Natale basta.
Di solito prima di Natale eravamo sempre pieni fino a scoppiare di verifiche... Quest'anno, stranamente, solo mamematica, geografia, latino e storia.
Spero.
E geografia, latino e storia so già che li farò bene. Matematic.a.. Io voglio farlo bene! Cavolo, ci voglio riuscire!
Spero solo di controllare il panico. Se non dovessi farcela so già che mi sentirei un fallimento... Vedi per lo scorso compito in classe, che poi non è andato così male. Ma potevo fare di meglio, e poi mi sono dannata e rosa il fegato una notte intera. Ho voglia di piangere. Una voglia acuta e sottile, che non mi permette neanche di farlo. Però non vedo il motivo di piangere... Non c'è, un vero e proprio motivo.
sto così e starò così fino a domani, ne sono sicura.
La domenica per me è sempre così: una specie di brodo, di miscuglio della settimana precedente e di quella che deve venire. Io sto male di domenica. Studiare è impossibile, di domenica. E ieri sono andata a vendere torte tutto il giorno, per tirare su i soldi per la gita a Genova. e quinid studiare questo fine settimana è impossibile. Se non per la matematica... Brutta cosa la matematica.
Se ci fosse qualcuno che verrebbe a fare la verifica al mio posto, cedo volentieri l'onore di fare questa verifica.
Ho già detto che odio la domenica? è il giorno peggiore della settimana, secondo me. Viene l'ora di fare i conti con se stessi, e poi si scopre di non aver combinato niente, e nel migliore dei casi di essere rimasti ad uno stato fisso.
ora, lo so che per chi lavora tutta la settimana la domenica serve a ritemprarsi, a riposare. Ma sono abbastanza sicura che alle sei di domenica pomeriiggio chiunque non sia la personificazione della spensieratezza si senta un verme.
Ora vado, che 'insipida montagna di compiti mi brama.
Baci

giovedì 9 dicembre 2010

ritorno a scuola

sono tornata oggi a scuola. Il pomeriggio abbiamo sfornato biscotti da vendere sabato per tirare su i soldi per la gita nelle cinque terre..
La mattina è andata tutto sommato bene. Vi giuro che in questa settimana non ho ricevuto sms, mail, messaggino su msn per sapere come stessi... Eh però non ci sono rimasta male, non più di tanto.
Solo all'inizio ero un po' scocciata... Dai, cosa costava un sms con scritto:
"ciao! Come stai?"
Solo la prof N. ha chiamato, per sapere come stessi. Ma c'est une autre histoire.
Beh, ieri siamo andati nel piaentino a trovare la Nonnacastana. Inutile dire che il viaggio non ha fatto altro che farmi bene, rinforzarmi. Anche se oggi mangiare è stato difficile... Stamattina ho giocato con lo yogurt per venti minuti, prima di decidermi a lasciarlo lì e prendere dello zucchero semplicemente per non crollare sul banco. Oggi mezzogiorno però ho mangiato perfettamente, anche se non in quantità superabbondanti. Stasera mousse di salmone con philadelphia. Pepe, ho provato la tua pappa al pomodoro con il pesce fresco frullato: gnam gnam!
Altra bella notizia: quest'anno Natale si farà a casa nostra, quindi stiamo addobbando casa.. Abbiamo due alberi: uno in sala ed uno in camera mia! Prossimamente la casa risplenderà di luce fatata...
Amo l'atmosfera dolce e scompigliata pre-natalizia, se non fosse che abbiamo una verifica di matematica martedì e quando faccio un'equazione mi sento come una persona che non sa leggere davanti alla Bibbia. Bah, spero di raccapezzarmi in qualche modo.
Mhm, seguirà un post sul perché dell'intervento, visto che in tre mi hanno chiesto il motivo di tutto questo.
Intanto ho preso "ti prendo e ti porto via" di Ammanniti, staremo a vedere.
Baci
Minerva

martedì 7 dicembre 2010

domenica 5 dicembre 2010

cronaca ospedaliera

Scusate. Scusate, se non ho scritto niente in questi due giorni.
Scusatemi, ve ne prego. mi ripromettevo di scrivere, ma stare seduta faceva molto male e figuriamoci il pc sullo stomaco appena operato.
L'ospedale di Bergamo è, in confronto agli ospedali svizzeri, un posto antiquato e tetro. Ma in Svizzera, dal punto di vista ospedaliero, è un altro mondo rispetto all'Italia.
Arriviamo giovedì mattina, giovedì di dicembre, grigio, non nevoso per fortuna.
Arriviamo in reparto.
prima brutta notizia: stanza comune.
Io e la Mamma col sonno abbiamo un po' di problemini, ed io ho parecchio fastidio quando c'è molta gente nella stanza. Eravamo in sei: due bambine, due mamme più la Mami ed io.
Una brandina a mamma, un letto a paziente. Ecco. Parliamone, di quelle brandine. C'era da spaccarsi la schiena sopra, o erano durissime, o erano cosparse di molle e cedevoli.
Dovevo essere operata alle due e finire alle quattro, ho finito alle sei e mezza, fra risveglio e tutto. Mi hanno annodato lo stomachino attorno all'esofago, una specie di sciarpetta. Erano in tre medici, più l'anestesista e lo staf infermieristico.
Beh, sono uscita in queste condizioni: sondino nel naso, punti allo stomaco, intontita e parecchio incazzata per via di quel sondino.
La prima frase che ho detto al medico qual è stata secondo voi?
"Ho fame!"
C'era da aspettarselo...
Non ho insultato nessuno, stranamente. A parte una povera infermiera a cui ho detto di togliermi (testuali parole) 'sto sondino del cazzo altrimenti me lo sarei tolta io a mani nude. Ero sotto anestesia, intendiamoci.
La notte è stata un inferno. La flebo che faceva un rumore che sembrava una stampante, le flebo delle due bimbe che facevano lo stesso rumore, il sondino che mi impediva di respirare ed i punti che tiravano. Per fortuna le bimbe sono state quiete.
Il giorno dopo è andato nettamnete meglio: mi hanno sfilato quel sondino, per fortuna, e respiravo normalmente.
Niente cibo, ovviamente. Tè e camomilla, più flebo. Magnifique. Ho letto il seguito di via col vento... L'ho quasi finito, vi farò sapere.
La sera penso sia stata il momento più bello. è strano come in una camera ospedaliera l'amicizia, la confidenza, possa nascere per un nonnulla. soprattutto le mamme, perché io e le bimbe avevamo poco da spartirci, vista l'età differentissima.
E così, colla luce che andava e veniva, il dvd della Barbie di qua, quello di Biancaneve di là )essì, perché guardare lo stesso vd o guardarli con le cuffie era proprio complicato) le chiacchere partono. E partono le battute, e le risate. Ed a me che ridere fa male. Tirano i punti, e quando i punti tiravano e lo stomaco si lamentava, piangevo.
Ho pianto parecchio, il primo giorno d'ospedale. Lo stomaco "nuovo" aveva bisogno di abituarsi, e la sera, unito alle visite chiassose, c'era poco da sorridere.
Poi sabato, il giorno in cui ripresi a mangiare.
Mangiare è una parola grossa, eh. Pastina stracotta e yogurt, niente di più. Il problema era muoversi. Nonostante i punti che tiravano, non era un gran problema. Quello che faceva male, e parecchio, era tutto il sistema cervicale-collo-spalle, che era indolenzito ed era stato nella stessa posizione per quattro ore.
Piano piano, sono riuscita anche a muovermi, piangendo come una fontana.
Oggi va nettamente meglio. Dimessa a mezzogiorno, con la raccomandazione di mangiare solo liquidi e mousse per un mese (farò impazzire la Mami con richieste del tipoo: mousse di salmone affumicato, frappé al latte di mandorla) e con la promessa di vederci fra una settimana: perdo sempre due ore di inglese, manco a farlo apposta.
Adesso riescoa muovermi abbastanza bene, mangiare non è un problema. L'unico problema è radizzarsi, e non camminare ingobbita.
è passata anche questa, dai!

Baci
Minerva