martedì 18 gennaio 2011

mamme tigri

Ci sono articoli di giornale che colpiscono.
Il giornale è, in molti casi, una finestra su mondi diversi dal solito, e non parlo della vita dei politici o delle star.
è per questo che oggi ho voluto riporatare questo articolo e le mie considerazioni.

Il saggio pubblicato sul Wall Street Journal
«Madri orientali, inflessibili e migliori»
Una prof cinese di Yale: così ho educato le mie bimbe
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Le regole della mamma cinese

Amy Chua con ae figlie
Amy Chua con ae figlie
MILANO - «Perché le madri cinesi sono superiori» è il titolo di un saggio pubblicato sabato sul Wall Street Journal. Da allora questo non solo è l'articolo
più letto e commentato del sito online, con oltre 3.600 post di lettori il numero aumenta di ora in ora, ma sta spopolando anche su Facebook: lo hanno
già condiviso ben 187.462 amici dato aggiornato a ieri sera.

Di che si tratta? L'autrice Amy Chua, una professoressa di Legge alla Law School dell'Università di Yale, insegna a tirar su i propri figli per farli diventare
piccoli geni in matematica vedi i risultati degli studenti di Shanghai negli ultimi test Pisa dell'Ocse e prodigi nella musica. Alla base del successo
dei giovani cinesi, sostiene Chua, c'è infatti il metodo educativo imposto dalle madri cinesi.
Avete presente le dolcissime mamme italiane super apprensive e iper protettive con i loro bambini anche quando non sono più bambini? Ebbene le mamme cinesi
sono esattamente l'opposto dello stereotipo italiano. La madre italiana è una chioccia, quelle cinese è una tigre. Come suggerisce il titolo del libro
da cui è estratto il saggio di Chua, «Inno di battaglia della madre tigre».

Il metodo cinese è fatto di disciplina, rigore e severità, all'ennesima potenza. Secondo l'autrice è proprio la coercizione che porta ad eccellere. Ed elenca
alcune delle regole messe in pratica con le sue due figlie, Sophia e Louisa. Il decalogo include non invitare o andare dagli amici a giocare, non dormire
fuori casa, non guardare la tv o giocare con i videogames, non lasciare ai figli la scelta delle attività extra-scolastiche, pretendere il massimo dei
voti.

Troppo? Perfino quando i genitori occidentali pensano di essere severi non si avvicinano neppure lontanamente alle madri cinesi. Per dare un'idea, Chua
racconta come riuscì a far imparare a Louisa, quando aveva circa 7 anni, a suonare al pianoforte un pezzo del compositore francese Jacques Ibert, «Il piccolo
asino bianco». Un pezzo molto bello, ma assai complicato per una bambina, perché «le mani devono suonare ritmi completamente diversi in modo schizofrenico»,
ricorda. Lulu non riusciva a suonarlo. Nemmeno dopo una settimana di esercitazioni non stop. Così la madre tigre diventa un'aguzzina. Nasconde l'amata
casa delle bambole della figlia, e promette di regalarla pezzo a pezzo all'Esercito della Salvezza, se non imparerà «Il piccolo asino bianco» alla perfezione
per l'indomani. Minaccia di farle saltare pranzo e cena, di non farle più regali a Natale, di abolire la festa di compleanno per 2, 3, 4 anni di fila.
La offende chiamandola pigra, codarda, smidollata, patetica.
Nemmeno l'intervento del marito Jed ferma la madre tigre, perché quelli non sono insulti, lei sta «solo motivando» la figlioletta, si giustifica. La madre
tigre è disposta ad «essere odiata». Ma non rinuncia al suo metodo. Così torna dalla figlia e continua a torturarla, usando «ogni arma e tattica» che le
viene in mente. Madre e figlia provano al piano per tutta la sera fino a notte fonda, saltando la cena. Lulu non può alzarsi nemmeno per bere o per andare
in bagno. La casa ormai è «una zona di guerra», piena di urli. Poi all'improvviso Lulu riesce a suonare il pezzo. È «talmente raggiante» che non vorrebbe
più smettere di suonare.

La morale di Chua è che i genitori occidentali si preoccupano molto dell'autostima dei loro figli. Ma come genitore, una delle cose peggiori che si possono
fare per l'autostima del proprio figlio è di farlo arrendere davanti a un ostacolo, dice. Non c'è niente di meglio per acquistare fiducia che scoprire
di poter fare qualcosa che non si pensava di saper fare.

Ma può l'eccellenza nella musica o in altre discipline scientifiche fare la felicità dei nostri figli? E bastano queste abilità per avere successo nella
vita? Su questi dilemmi si stanno confrontando i lettori. A valanga. Nei post si trova di tutto. Certo, prevale l'indignazione per il sistema da lager.
Che ne è inoltre, molti si chiedono, della creatività, della socialità, dell'importanza di imparare a fare squadra? Il metodo cinese, però, riscuote anche
consensi, soprattutto da quanti e non sono pochi credono che il permissivismo dei Paesi occidentali sia andato troppo oltre. Di sicuro il tema è «caldo»,
perché tocca temi sensibili come l'educazione dei figli, le differenze culturali e il nazionalismo. La discussione è aperta.

Giuliana Ferraino
Questo articolo mi piace e non mi piace insieme.
Mi piace, perché trasmette un messaggio molto forte: il non arrendersi mai.
Ma al contempo aborro il metodo usato da questa donna, la cosidetta mamma tigre.
Quello che mi da più fastidio del metodo con cui sono state educate queste ragazze, e, credo, molte altre figlie di famiglie orientali,

6 commenti:

igea ha detto...

"Non c'è niente di meglio per acquistare fiducia che scoprire
di poter fare qualcosa che non si pensava di saper fare. "
Concordo solo su quanto sopra ma...lascia che sia la perosna a scoprirlo da sola ,anche s el'hai messa a mondo tu ,LA VITA E' SUA!
Non ne parliamo poi della mentalità che sottende a questi "metodi" ,una mentalità che ha deformato anche le anime di innocenti milioni di bambini occidentali:Eccelli e competi!
Nessuno si è preso la briga di dirgli:scopri chi sei,o trova la tua armonia col mondo e con te stesso,quello che contava era superare gli altri "fare bella figura2 ma....agli occhi di chi? Dietro lo specchio:NIENTE!

Pepe ha detto...

Sono temi su cui rifletto da tempo, visto la professione che ho scelto. Sono d'accordo sul dire che l'Occidente sia andato troppo oltre. Al tempo stesso la nostra sensibilità rifiuta estremismi di questo tipo. Di sicuro posso dire questo: sono cresciuta nei nuovi ideali educativi, che esaltavano la libertà d'espressione e l'importanza di non ferire l'animo di chi sta crescendo. Poi ne ho visto i frutti: negativi. La generazione a cui appartengo io è quella di Edipo, dicono gli psicologi, legata ai sensi di colpa. La generazione a cui insegno è quella narciso, invece, tutta centrata sulle proprie emozioni e attorniata da adulti tanto attenti a queste emozioni che i ragazzi diventano deregolati. Intendo dire ragazzi che all'università manomettoni i semafori per scattare foto al cellulare di chi viene coinvolto nel conseguente incidente, il tutto allo scopo di "divertirsi". L'emozione piacevole propria è diventata più importante della vita altrui. Anche io sono del parere che si sia andati troppo oltre. Potrei concludere dicendo che gli estremi vanno rigettati, che sia un sistema che l'altro sono sbagliati, ma a dir la verità più di tutto il resto mi ha colpito l'incrollabile certezza che ho nutrito per anni verso il metodo "sensibile", quello che ho dovuto mettere in discussione. Ciò che mi spaventa maggiormente, ora, è il fare passare una teoria pedagogica come certa e incrollabile, quando nessuno ha realmente chiare le conseguenze e le implicazioni. L'esistenza di più modelli pedagogici (il vecchio metodo, il metodo sensibile, un compromesso fra i due) rende ancora più problematica la scelta. Una scelta va fatta, perchè educare bisogna, ma non me la sento più di avere un credo come unico Dio.

evita*°** ha detto...

Ciao!
Penso che tu non abbia terminato il tuo post. Mi sbaglio? Si conclude con una frase spezzata e una virgola!
Comunque, il concetto proposto è chiaro. Io non educherò i miei figli (se ne avrò dono) così! Li spingerò all'indipendenza (al contrario della mamma chioccia), e non alla sopraffazione dell'altro (al contrario della mamma tigre). Perché il metodo "cinese" (ma poi, noi che ne sappiamo della Cina?? Questo è UN metodo! Venuto alla ribalta, ma sicuramente non l'unico)alla base è proprio un insegnamento a superare gli altri, per il gusto di prevaricare.
La musica..è espressività, è arte, non è un mero esercizio. Ogni età ha le sue musiche.
A presto!

Federica ha detto...

credo che tra gli adolescenti asiatici ci sia un tasso di suicidio altissimo... un motivo ci sarà!

Princesse ha detto...

Semplicemente assurdo.
Ringrazio il cielo di essere nata da una mamma italiana... di quelle dolci e protettive, con la quale posso parlare e confrontarmi, alla quale posso confidare i miei successi ed anche i miei fallimenti. La mia non è di quelle mamme che dicono sempre si, che difendono i loro figli sempre e comunque... è di quelle che se c'è da dire no te lo dicono senza problemi, non come semplice imposizione, ma spiegandoti il perchè, parlandone, confrontandosi... io sono fiera ed orgogliosa dei miei genitori, chissà se i figli cinesi sarebbero pronti a dire lo stesso...

piccola stella senza cielo ha detto...

Certo due sono le soluzioni: o diventano geni oppure dei repressi a vita.
Cosi si distrugge la creatività della persona per non parlare del fatto che anche secondo aristotele il voler conoscere per l'amore della conoscenza deve essere disinteressato...solo questo crea un uomo virtuoso...se educato cosi l'uomo puo assomigliare soltanto ad una macchina