giovedì 27 gennaio 2011

non dimenticare

Oggi è la giornata della memoria.
Nessun giornale svizzero che ne parla, nessun professore che la nomin, prof di Lettera a parte.
È triste come cosa, davero.
Nemmeno il ricordo di una tragedia così grande come l’olocausto riesce a farsi valere per quel che è stato. È triste, persino scioccante.
Gapro blogger e non leggo nessun post sulla giornata della memoria.
Volevo partecipare ad una serie di post su questo giorno, ma niente.
Vabbé, un po’ mi dispiace. Ma non è colpa di nessuno.
Solo chi non ne scrive sui giornali, dei telegiornali che parlano di queste cose solo come ultima notizia e ovviamente nessuno ascolta gli ultimi stralci di notizie.
È colpa di quei docenti che non menzionano nemmeno in una frase quel che è successo e perché oggi è un giorno importante.
Peccato. È l’unica cosa che mi sento di dire, peccato.
Vorrei scrivere qualche riga, così per non dimenticare.
Vorrei parlare di chi, molti anni fa, è stato costretto a chiudere i sogni dentro ad un recinto.
A chi ha fatto di un pezzo di pane questione di vita o di morte.
E anche a chi per omertà o per ingenuità non ha saputo schierarsi si è schierato dalla parte sbagliata.
Perché vorrei ricordare anche quel contadino austriaco di cui mi parlò mia nonna. Una bravissima persona, ma dalla parte di Hitler.
Non fece mai niente, s’intende.
Ma lui era dalla parte di Hitler. E sicuramente, lo era per ignoranza.
Perché lo smerciare idee per inculcarle a chi non sa ragionare con la propria testa è meschino.
Ed il non saper ragionare con la propria testa è triste.
Oggi a scuola ho voluto parlarne con C., l’unica che in certi momenti mi sta ad ascoltare.
Ho provato, anche se in maniera esile, a dirle che oggi era il giorno della commemorazione delle vittime ebree (e non solo).
Non mi ha risposto, ha cambiato argomento. Vabbé, non mi arrendo.
È per questo che scrivo questo post, per questo che scrivo un blog.
Per salvare la memoria, e non solo la mia.
È per questo che adesso vi riporto la più classica, ma una delle più belle, poesie sull’olocausto.


Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

Voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

Che lavora nel fango

Che non conosce pace

Che lotta per mezzo pane

Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,

Senza capelli e senza nome

Senza più forza di ricordare

Vuoti gli occhi e freddo il grembo

Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,

La malattia vi impedisca,

I vostri nati torcano il viso da voi."

Ho detto tutto, o meglio, Primo Levi ha detto tutto.

5 commenti:

Pepe ha detto...

Ciao, Minerva! Oggi lezione sull'Olocausto, ai piccoli come ai grandi (è cambiata solo la forma, meno forte per i più piccoli). Tranquilla. Non ne perdo uno di giorno della memoria. Nemmeno quando capita di domenica. :)

MeryBimbaDark ha detto...

Buona sera Minerva ... devo dire davvero un bel post , per aiutare a ricordare ... non riesco a capire come molte persone non ricordano questo giorno che ha segnato davvero tanto la storia ... be meno male che c'è anche come te che ricorda ... cmq molti blog ne parlano e credo che sia un bene questo ... sai anche io oggi ho scelto la stessa tua poesia di primo levi per ricordare … ottima scelta ... a presto ti auguro una dolce notte !!!

Holly Golightly ha detto...

passa da me...c'è 1 regalo x te

PaolaFrancy ha detto...

sai cosa? io non riesco a ricordare. perchè ricordare la guerra mi ricorda mio padre, che l' ha vissuta.
è più forte di me. in questa cosa faccio un po' lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia, ma penso di avere un buon motivo (e poi, dentro di me, è stato il giorno della memoria anche se non ho scritto nulla in merito...)
paola

Federica ha detto...

la tv svizzera ne parla?