mercoledì 2 febbraio 2011

recensione: la pensione eva (Andrea Camilleri)

Io amo Montalbano. Credo di aver letto metà dei libri con protagonista il commissario siculo. Sicuramente ho letto tutti quelli presenti nel catalogo di audiolibri.
Questo non è un libro che parla di Montalbano. Questo romanzo parla di un postribolo immaginario, in un paesino immaginario di una provincia immaginaria, nella Sicilia della fine degli anni 30 e dell'inizio dell'ultima guerra Mondiale.
Inizio col riportarvi la trama, sempre tratta da Ibs Italia e la scheda del libro, così per farvi una mezza idea.
Titolo: la pensione eva
Autore: Andrea Camilleri
Editore: Mondadori, 2006
Pagine: 188
Trama:
Per le stanze della Pensione Eva, il casino di Vigàta appena rinnovato e promosso dalla terza alla seconda categoria, transitano figure e personaggi provinciali
e sonnolenti. E questa "casa chiusa" diventa lo sfondo di un vero e proprio romanzo di formazione prima dolce e poi crudele. Ogni quindici giorni le sei
"picciotte" della Pensione partono, e ne arrivano delle nuove; è in mezzo a queste presenze carnali che trascorre la giovinezza di Nenè, Ciccio e Jacolino.
Un periodo indimenticabile, perché "le storie che quelle picciotte potevano contare gli avrebbero permesso di capire. Capire qualichi cosa di lu munnu,
di la vita".

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Una vacanza narrativa. È così che Camilleri definisce questo romanzo,, in una schietta nota a fine del libro (che vale la pena di essere letto anche solo per la nota a fine del romanzo). Forse è perché lo scrittore siculo mi sta parecchio simpatico oppure perché questo libro ha un tocco di freschezza e di giovinezza nonostante sia scritto da un uomo che ha passato l'ottantina e che fralaltro tratta di un tema pesante come l'adolescenza ai tempi della guerra. Questo libro mi è piaciuto molto, non ve lo nascondo. L'ho letto in qualche ora, piacevolmente rilassata dallo stile leggero eppure arguto di Camilleri.
Questo libro è scritto nel suo pseudosiciliano. Che poi non è vero siciliano, è un impasto di ialetti del sud con qualche ghiribizzo in greco, francese e altre lingue. L'ho scoperto in un sito che analizza termine per termine il linguaggio camilleriano. Eppure questo siciliano è più fluido e comprensibile di quello usato in altri suoi romanzi perché non è di difficile interpretazione.
Parliamo dell'amore, che è la componente principale del libro, sia pure trattata in modo originalissimo e velato.
Qui non si tratta di amor platonico e nemmeno di amore vissuto e travagliato. Si tratta di amore per la vita. Semplice, innocente e schietta voglia di vivere.
La stessa che fa iniziare il romanzo, con un protagonista poco più che bambino che scopre i rudimentali meccanismi del sesso ed inizia con estrema timidezza i primi, se così li si può chiamare, amplessi.
E poi si parla di questo postribolo e di queste prostitute, che non potrebbero essere più differenti fra loro di così. C'è la puttana comunista (e lo dice Camilleri), quella più bucolica ed ingenua e quella sottomessa e dolce.
Ed è grazie ai racconti ed alle carezze di queste donne, che il protagonista ed i suoi amici iniziano a vivere nel mondo degli adulti.
E poi, alla fine, il finale sorprendentemente ben scritto e colto, pieno di tenerezza, riguardo e grettezza insieme.
È un libro memorabile, anche se non esemplare. Ma è bello perché descrive aromi, sapori, sensazioni che non ritroverai mai più!
Baci
Minerva

4 commenti:

Holly Golightly ha detto...

adoro Andrea Camilleri!!!bacio

Kylie ha detto...

Io non ho mai letto un libro di Camilleri che non avesse come protagonista Montalbano, anzi ho quasi la collezione completa.
Non m'ispirano gli altri...

Un abbraccio

PaolaFrancy ha detto...

non credo sia il mio genere di letteratura...però, visto che di te mi fido, non posso che prendere come spunto la tua recensione per cominciare a leggere qualcosa di questo tipo.

poi ti dirò...(quando avrò letto tutta la montagna di libri che mi aspetta........)
un bacio, paola

SILVIA ha detto...

vedo che ci metti passione, brava recensione eccellente....mi complimento anche per il blog,
a presto.