mercoledì 9 marzo 2011

donne

è da ieri che penso alla festa della donna. Alle mimose che una volta la prof di religione ha portato a tutte, a quella volta in cui un simpatico doganiere le regalò alla Tata mentre veniva a lavoro.
Che poi da noi in famiglia gli auguri papà si dimentica puntualmente del fatto che sia la festa della donna.
E non ci diamo molto peso, sinceramente.
Ieri nessuno si è ricordato che era l'8 marzo fino a quando il maestro di sci di Fratellino non ha chiamato la sua ragazza per farle gli auguri e Fratellino ha rimbeccato papà di essersene dimenticato.
Ed oggi ho pensato di scrivere un post sulle donne. Le mie donne, quelle che fanno parte praticamente sempre del mio cerchio di affetti e della mia vita.
Prima fra tutte, a me stessa. Perché è anche merito mio per quel che sono diventata, se sono cerco continuamente di non farmi schiacciare dal fatto di non vedere.
E poi a mia madre, che ha sacrificato se stessa per noi. Ha smesso di lavorare, ci è stata accanto tanto tempo e lo fa tuttora.
Alla Nonnabionda, che nonostante lo stile di vita prussiano ed il carattere molto esigente ( o forse proprio per questo) non si è mai lasciata andare. è riuscita a mettere in piedi l'azienda, quando da Milano erano giunti in Svizzera ed il nonno era depresso perché gli affari andavano male. Ed oltre ad essere il suo ritratto spiccicato, ho ereditato quella natura bacchettona eppure così tenace (solo in quel che voglio, s'intende).
alla Nonnacastana, che mi ha insegnato con assoluta naturalezza a godere delle piccole cose. Che mi ha iniziata alla lettura leggendo ad alta voce quando io non ne ero in grado. Che mi scrive lunghi e-mail che sono puri esercizi diaristici ed io ricambio con altrettanto entusiasmo.
Alla Tata, che non ha sostituito mia madre (e per fortuna). Che mi conosce fin da quando andavo all'asilo, che tante volte con pettegolezzi veloci e notizie un po' frivole un po' romantiche mi ha rincuorato in tanti giorni. Quella a cui non smetterò mai di consigliare libri che nessuna persona sana di mente leggerebbe e che poi mi dice:
"Ma io preferisco gli Harmony!" E che mi ha convinta a leggere un romanzo rosa. Poi non ho avuto il coraggio di dirle che mi ha disgustata, ma questa è un'altra storia.
L'Angelo, colei che mi ha insegnato a leggere, ad usare il computer e che mi sopporta tutt'ora a scuola. Che è stata la migliore insegnante di sostegno che potesse capitarmi, con la sua dolcezza silenziosa ed il buon senso che la guida sempre.
Alle mie professoresse, tutte. A quelle che si confidano giorno e notte, a quelle che invece all'inizio mi consideravano un ostacolo per l'andamento della lezione e che poi hanno imparato a conoscermi ed io a conoscere loro. Sono donne, nell'insieme una più assurda dell'altra, ma conoscendole a fondo sono tutte persone vere che bene o male non si trincerano dietro la frivolezza.
Alla prof N, in particolare. Perché è la miglior insegnante che mi potesse capitare, pur non essendo realmente mia prof. Perché è l'unica a padroneggiare tanta cultura e ad usarla nei pettegolezzi citando Catullo quando si descrive il modo di fare di una prof.
Ed infine a voi, amiche blogger. Perché sono latitante in questo periodo e non posso più leggere quel che scrivete (il mio pc rifiuta tutti i blog). Perché ogni commento che mi regalate mi regala un sorriso, una rassicurazione. E perché so che bene o male ci sarete sempre.

3 commenti:

Federica ha detto...

allora grazie!!

e tanti auguri a te minerva, per la festa appena passata e per tutto il resto!

un abbraccio

Kylie ha detto...

Anch'io ho ricordi speciali per le donne della mia famiglia e per alcune donne che hanno fatto parte della mia vita.

Un abbraccio cara

Buon sabato!

piccola stella senza cielo ha detto...

Auguri ad una delle donne piu forti che io conosca...
auguri minerva