lunedì 23 maggio 2011

empatia

L'empatia ed il fidarsi delle persone sono, immagino, una cosa importante per chiunque.
ma per chi ha una menomazione fisica (oddio, io questo termine lo trovo agghiacciante) immagino ancora di più.
Oggi durante le due ore di ginnastica c'era un supplente. un ragazzo di primo pelo, tanto che si confonde con noi alunni
Gentile, eh. Ma ovviamente, essendo lui un docente di ginnastica, non si stacca dal modello di Ciecascema. Cioè, non voglio dire che tutti i docenti di ginnastica pensino che sia scema. Solo che, essendo io in educazione fisica imbranata, estendono quest'imbranataggine a tutti i campi.
Risultato? mi parla come se avessi seri problemi cerebrali e mi chiede le cose sei volte.
Io me ne frego, non protesto. non infilo neanche molte battutine caustiche: magari questo l'ironia non la capisce ed io faccio la figura della beota. Di parlare con direttore/docenti no, non se ne parla perché non cambierebbe nulla. Io rido, rido e rido.
Come mi diceva il mio amato Dante (sì, le citazioni del poeta nasuto sono molto utili):
"Non ti curar di loro, ma guarda e passa."
Io rido, rido, rido. Tanto lo so si non essere scema.
Non è presunzione, la mia. solo pura analisi dei fatti.
Oggi dovevamo saltare sul trampolino.
Io ho un senso dell'equilibrio pari a quello di un cucchiaino da tè, un po' perché non riesco a fissare un punto fisso, un po' perché sono un mezzo impiastro di mio.
Risultato? Devo saltare aggrappata a qualcosa/qualcuno.
Ed oggi saltavo per mano a questo qui.
Avevo paura, diciamocelo con molta franchezza. Ci sono persone di cui ci si fida all'istante. una di queste è stata l'Angelo, che con la stretta delicata eppure ferma è riuscita a guidarmi negli anni, come solo una buona, anzi ottima, persona sa fare.
Ci sono persone invece la cui fiducia si guadagna con l'andare del tempo. I miei docenti sono quelle persone, ed anche in parte i miei compagni. Solo che lì ho più paura.
Ma di questo ragazzino (perché definirlo adulto è un'iperbole) io non mi fidavo affatto.
Non sapeva tenermi la mano, in primis. Aveva una presa fiacca, pigra.
Era incapace di infondere sicurezza. E poi ogni tanto si girava a parlare con gli altri, tenendomi a stento.
Non è successo niente, per carità. ma io avevo paura, paura lo stesso.
Ecco: uno dei prossimi obiettivi che devo assolutamente è raggiungere è quello di acquisire fiducia negli altri e ancor prima in me stessa.
Soprattutto dal lato pratico, il mio livello di autostima è nullo. La paura di sbagliare corridoio/scala/aula a scuola è sempre costante, quando mi muovo col bastone.
E negli altri la fiducia è ancor meno... Sarà che da bambina, in special modo dai compagni, sono stata tante volte lasciata da sola in un qualche posto. ho sempre saputo raccapezzarmi, con una buona dose di strilli quando ero più piccola e con il bastone bianco e qualche richiesta d'informazioni poi.
è che... Che il timore di essere "abbandonata" in un posto sconosciuto è sempre stato tanto. Dovrò conviverci, ne sono conscia. non penso sia una cosa completamente superabile perché io, bene o male, dipenderò anche in piccolissima parte sempre da qualcuno. è una cosa che mi da un fastidio assurdo, sappiatelo.
mi da fastidio dover chiedere una mano per andare in bagno a scuola (se posso evito), perché i gabinetti fanno paura. mi da fastidio non poter fare tutto da sola, perché orgogliosa come sono preferisco sbattere millemila musate contro pareti e riempirmi la testa dibernoccoli (armadietti bastardi).
però penso anche che questo misurato orgoglio di lati positivi ne abbia. penso che sarà l'unica cosa a risvegliarsi, in un momento di difficoltà, e che farà un sonoro click nella mia testa.
L'orgoglio è stata quella bestia che mi ha fatta suonare il flauto, quando non potevo leggere le note. L'orgoglio è stata quella cosa che mi ha detto:
"In tanti si aspettano che tu andrai male a scuola (dire tutti sarebbe crudele, ma in tanti lo credono), tu sputagli in faccia e fagli vedere chi sei."
HO sempre investito tanto sulla scuola, perché mi è sempre piaciuta. Mi piace studiare, punto e basta. Mi piacciono gli insegnanti, tutti quelli che fanno il proprio lavoro con buona volontà, anche se il loro metodo è rigido.
Ma è tutta, tutta questione di orgoglio.

L'orgoglio, come per altri l'amore, l'amicizia, la vanità (perché no?), per me è la cosidetta "forza".
Ecco, io ho dei seri problemi. Volevo scrivere un post sull'importanza dell'empatia ed ecco cos'è uscito!
baci
minerva

1 commento:

PaolaFrancy ha detto...

hai scritto esattamente quello che ti sentivi di scrivere!!! che si parli di empatia o orgoglio, l' importante è buttare fuori quello che si ha dentro...
ascolta Dante, va', che è sempre meglio di molti, molti, moltissimi altri.

un bacione, paola