venerdì 25 novembre 2011

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Fra quarant'ottoore sarò a Milano.
Fraquarant'otto ore sarò a Milano, a vedere Paul McCartney in concerto.
Fra quarant'otto ore, ossia due giorni, io vedrò un Beatle.
Cristo, Paul ha conosciutoJohn Lennon. E John Lennon è il mio pseudoamoreplatonicodeltuttocampatoinaria, da circa... um, vediamo, saranno quattro mesi?
E Paul McCartney ha composto Yesterday, Let it Be, Hey Jude, tanto per citare tre canzoni fra le più eterne dei fantastici scarafaggi di Liverpool.
E Paul McCartney era uno dei beatles, non so se vi rendet della cosa.
Cioè, probabilmente sto diventando isterica.
Come una di quelle ragazzine che, negli anni '60, saltava, urlava come una pazza, fino a ridursi la gola ad un mucchietto di puntine da disegno.
Ecco, il reggiseno sul palco non l'avrei scagliato, questo no.
Ma dopodomani vedo Paul McCartney.
Che, Dio, se mi canta Let it be davanti mi sciolgo. Che, tral'altro, Let it Be la canterà di sicuro.
Dovrei parlare di com'è nata, la fissa per i Beatles. Dell'amica conosciuta là, nel remoto sito per scrittrici adolescenti (cioè, è aperto a tutti, ma per lo più) e di come lei, coi suoi Beatles, sia riuscita ad aprirmi a quel gruppo troppo mitico.
Ma io vado al concerto di Paul McCartney e sto ballando per la stanza ascoltando when i'm sixty-four, che adoro.
E vi racconterò tutto, per vostra (s)fortuna.
Papà, ultimamente, non fa altro che leggermi articoli a raffica sui Beatles.
Estratti dalla sua enciclopedia anteguerra del rock (orgogliosamente datata millenovecentosettantacinque) e pezzi di giornali, frammenti di wikipedia e quant'altro.
Mia mamma, invece, ripete il ritornello: "Lennon è morto, tesoro" ogni volta che se ne presenta l'occasione. È giusto un tantino brutale, quella donna, ma è stata sua l'idea di portarmici, a vedere l'ex Beatle.
Mancano una manciata di ore. Ore che io, probabilmente, trascorrerò in quell'isterica gioia mista ad ansia che è tipica, credo, dei concerti di un ex-Beatle.
Bene, calmiamoci.
Questo week end dovrei, nell'ordine: studiare, valutare il concorso di storie su Harry Potter indetto sul sito di cui parlavo prima (dio, la noia...) e cercare di fare la figlia, la sorella e la nipote con cui si possa intavolare una conversazione che non verta sui Beatles. Oh, sì, anche la Blogger che non lasci sfoghi da ragazzina isterica e leggermente andata.
No, io non sbavo per nessun cantantucolo o attoruccio che domani nessuno si ricorderà. Io m'innamoro platonicamente di ogni personaggio di un libro ed ho una mezzacottaplatonicaecampatainaria per John Lennon che lo odierete, lo so, perché vi stordirò con questa, quella o quell'altra delle sue canzoni.
è bello rientrare nel bloguniverse, tante volte. Leggere storie, avventure e disavventure di tuttele persone. Fra blogger c'è una rete di sottile energia ed a volte complicità che, nonostante età, distanza e modo di pensare ed agire è indissolubile.
Siete mancate tutte. Ragazze, donne, mamme.
Ed è strano come, a volte, i consigli di una persona mai vista siano tanto cari.
è bello raccontare le prorie esperienze. è bello parlare del concerto di domenica senza che risulti leggermente fanatica, è bello sentirsi libera di parlare di una qualsiasi cosa: libro, film, canzone, idea, senza sentirsi ostacolata da qualche pregiudizio.
Siete mancate tanto, in questi mesi. è mato il leggere quotidianamente un diario di bordo, un qualcosa che si voleva lanciare verso il mondo mediante le parole.
Ed ora mi trovo a scrivere, e son tanto tanto contenta.
E questo sfogo Beatlesiano si conclude csì, senza tanto capo né tanta coda.
E vi bacio tutti e tutte
Minerva

2 commenti:

Isabel ha detto...

è un ottimo programma :)

Federica ha detto...

sarà bellissimo, ne son certa!!!