mercoledì 21 dicembre 2011

atmosfera natalizia

Mi ha travolta ieri, ad inglese.
La prof porta sempre un cd natalizio, cantiamo qualcosa, fa studiare un po' di vocaboli inerenti il Natale. è così, lei.
Mi piace, mi piace tanto, la mia prof di inglese. È assolutamente British, anche se è svizzerissima. Ed ama Jane Eyre, proprio come me.
Chissà perché finisco per parlare con tutti di libri. È che parlare di libri mi piace più di parlare che musica. Che i libri si leggono, ma conversare su trame, stili, personaggi, emozioni e quant'altro mi piace, mi diverte da morire.
Ed è stata la canzoncina della coca cola "shake up christmas" (credo sia quella della coca cola, me l'ha detto la mia compagna di banco) m'ha messo il buonumore addosso.
Ho recuperato, sissì. Decorato il mio bastone in maniera che più appariscente di così non si può. Scintilla tutto, con la sua ghirlanda dorata e l'abete fatto a mano da un'amica di mia mamma e tintinna anche, perché ci abbiamo attaccato una campanellina.
Che oggi a scuola ho catalizzato tanti sguardi. una bambina, dalla vocina angelica che i suoi undici anni non so quanto li dimostrava, mi ha detto: "oh, che bello il bastone così!". Io elargisco sorrisi, in questi giorni.
Ho sorriso anche a quel professore che ormai riconosco perché sento parlare, contro cui vado a sbattere ogni santo giorno e non si vuole spostare, lui.
Ho detto un "buon Natale" ad una professoressa vista una volta nella vita, e mi è andata molto molto bene la verifica di scienze (e ho lasciato che alcuni compagni ne copiassero in parte, ma è lo spirito del Natale)
Ed oggi ho tagliato i capelli. Mi arrivano sotto le scapole, ed addio al mio manto biondo cenere e scarmigliato.

Mi sento anche più leggera, così.
Ma questo, sia ben chiaro, mia mamma non lo deve sapere.
Ho finito. Sono ufficiosamente in vacanza, dalla verifica di scienze.
Io fino al 28 dicembre non tocco libro, scheda, cosa.
Che poi ho fatto la verifica in mezz'ora e per il resto del tempo ho fatto i compiti delle vacanze di latino ed inglese.
Son quei giorni così, per cui vale la pena alzarsi tutte le mattine. Quei giorni in cui distribuire sorrisi all'universo e godere della gioia delle piccole cose.
Quelle piccole cose che la giornata te la illuminano, come la ghirlanda appesa al bastone bianco od il pezzo di pandoro mangiato a colazione, ch'è il primo dolce natalizio tradizionale che ho mangiato.
Ci sono quelle giornate in cui sono i dettagli, le piccole cose che mi sono tanto care, ad essere importanti, a contare davvero.
E col Natale che si avvicina sono proprio le piccole cose a far brillare gli occhi, a non renderla "la solita noiosissima festa fra parenti", con dei rituali a volte magici a volte noiosi che si susseguono.
Vorrei che la Nonnabionda suonasse ancora, ma non lo farà più. Suonava al pianoforte tutti i Lieder natalizi in tedesco che lei, essendo di origini austriache, sapeva a memoria. E li so anch'io, pur non capendone una parola. E dire che studio tedesco da tre anni, eh.
Non suona più. Ha detto che è stanca, ed il pianoforte non lo tocca più nonostante le mie suppliche combinate a quelle di papà.
Ed adesso ci attacchiamo a Fratellino, che cerca di dare una sua impronta più moderna a quell'Astro del Ciel/stile nacht (che la versione originale è stata composta in una notte austriaca dell'ottocento) ad un pianoforte con sopra i pacchetti regalo.
Che il natale è così, da noi, da che ricordo. Con un Gesù Bambino/Babbo Natale in cui pseudocredere e papà che da qualche anno accenna una preghiera, una sorta di ringraziamento ad un Dio in cui, in famiglia, crede solo lui appieno.
Non una grande orazione, ma semplicemente un grazie. Detto dal cuore, detto con una schiettezza che fa riflettere, prima della crema alla zucca con lo speck ch'è una ricetta tirolese che ha passato un'amica a mia nonna, e che da sempre si prepara in famiglia. Anche se questo Natale si fa dagli zii e sarà diverso, tanto diverso.
C'è che devo farmi un regalo di Natale. Un Cd, probabilmente.

Voglio andare venerdì con mia mamma in un centro commrciale prima di Natale. Immergermi per un po' in quell'atmosfera di pseudoconsumismo, nei canti diffusi ad alto volume per i negozi e negli alberi di Natale stucchevoli. Ch'è un'illusione che mi diverte e che mi fa simpatia, a dispetto di altre trovate.
E.... Un augurio devo farlo, un augurio sincero. Non un "Buon Natale", che per quello c'è tempo. Ma "buon pre Natale", buona atmosfera se ci credete.
E ricordatevi tutti, e ricordatelo anche a me, che son le piccole cose a farla davvero, questa magia. Buona magia dei preparativi.
Minerva

5 commenti:

Lunga ha detto...

Oggi è stata l'ennesima giornata che mi ha allontanato dall'atmosfera natalizia. Quest'anno andrà così, passerà indolore senza che me ne accorga. Sono contenta però che tu abbia recuperato la gioia di questa festa, goditela! Un bacione

PolvereDiStelle ha detto...

Molto carino il tuo blog e da oggi hai anche una nuova follower!
Se ti va,il mio piccolo mondo ha sempre le porte aperte!Lo trovi
-->QUI<--
E approfitto per augurarti Buone Feste!

L'inverno di June ha detto...

Con il tuo post sei riuscita a trasmettermi quel dolce candor...Buon Prenatale cara

Anonimo ha detto...

tanti cari Auguri di Buon Natale e grazie per quello che scrivi....
Elena

Federica ha detto...

Buon natale... e son curiosa di sapere com'è andato questo pranzo dalla zia!

un abbraccio...

ps. la canzone è carinissima!