lunedì 26 dicembre 2011

un giorno difficile

Tosto. Ecco com'è stato questo Natale 2011.
Ci son stati dei momenti belli, per carità. Quando ci siam riuniti tutti intorno al piano, com'è consuetudine in famiglia, ed abbiam cantato qualcosa, chi in tedesco chi in italiano.
Quando all'una di notte fuori dalla chiesa non mi reggevo più in piedi e l'aria sapeva di neve, della neve che spero cada presto.
O ieri, quando la Bisnonna ha tirato fuori le pizze rimbrottando che lei, in ottantasette anni di vita, la pizza a Natale l'ha cucinata solo due volte e sempre per noi e papà l'adora, la pizza al 25 dicembre (i banchetti del 24 son sempre troppo luculliani, mi sa).
Ma ci son stati quei momenti in cui mi sono chiesta se avesse un senso, il Natale. Perché quando si ha una zia che continua a peggiorare nel letto d'ospedale e mia mamma scappa in cucina in lacrime perché l'assenza fa male, io mi torcevo le mani e non sapevo cosa fare.
Mi son limitata a tagliare il carciofo ripieno spargendo la farcitura dappertutto, pregando che qualcuno, qualcosa interrompesse quel momento.
E la Bisnonna che si ostina a pregare in un Dio in cui non l'abbiamo capito, se crede ancora o è solo per il conforto di quella sequela di invocazioni che gli ha chiesto come regalo di Natale un segno, un gesto da parte della zia.
Fanno crescere, questi Natali. È l'unica cosa che mi sento di pensare, anche se ieri avevo solo voglia di sbattere una porta in faccia a chiunque e di rintanarmi in camera, con il mio nuovo mattone di ottocento pagine e qualcosina.
La vigilia è andata meglio, tutto sommato. Cuginetti che strillavano e facevano il caos di sei bambini (erano due) insinuandosi sotto il tavolo e strillando e gli zii (fratello di papà più moglie) che li rincorrevano, cercando di gestire pargoli ed arrosto.
E c'è stato un momento, quel 24 sera, in cui mi sono chiesta perché si debbano fare i regali di Natale, almeno a quel modo. Mia cuginetta che ha quasi sette anni si è buttata su ogni pacchetto scartandolo, guardando a malapena il contenuto e subito buttandosi ad aprire l'altro. Sembrava ingorda, Dio.
Oramai quando diventi più grande, i regali son più difficili da fare, immagino. Perciò tutti si son limitati alle tessere di Itunes, a qualche pensierino carino carino ed ai dvd dell'Anthology in inglese.
E mi va bene così, per carità. Non è che il crocchiare della carta mi dia molte soddisfazioni, ora come ora.
è stato difficile, non lo nego, come Natale. C'era una punta d'amarezza, sopratututto ieri, davvero palpabile.
Anche se poi, tagliando il panettone che alla nonna ricorda tanto Milano, la Milano in cui ogni persona nella mia famiglia ha lasciato un pezzo di cuore. Chi, come mio padre, ci è nato e cresciuto fino ai vent'anni e chi, come la Nonnabionda ci è arrivato da un altro paese, con una lingua sconosciuta da imparare, abbiam tutti sorriso e chiaccherato.
Ed oggi andiamo a sciare e mi rinchiudo nella casetta in montagna, la mia "casa di bambole", col vicino dikensiano e la neve appena caduta.
Voglio leggere, studiare, camminare nella neve con quei silenzi che solo i sentieri alpini sanno donare.
Voglio iniziare questo 2012 piena di energia e di voglia di conoscere cose nuove. Ed a settembre inizio il liceo, non ci penso mai eppure è un dato di fatto allarmante.
Ed a giugno finisco le medie e son felice perché non ne posso francamente più.
Sto cambiando troppo in fretta. Dalla metamorfosi in campo di musica che è avvenuta con una rapidità sconcertante al modo di fare, pensare, reagire.
E fra poco cambierà il contesto intorno a me, e la cosa mi preoccupa di più di quanto sembri.
Ed i pensieri si rincorrono con una velocità improvvisa, formando un piccolo vortice che però riesco ancora a controllare. Si chiama crescere, niente di più, credo.
Spero che abbiate passato un buon Natale, magari meno tosto del mio.
Minerva

2 commenti:

Federica ha detto...

anche il mio natale non è stato facilissimo perchè avevo un gran vuoto dentro. ma penso che il fatto che inizio a sentirla questa gran mancanza sia una cosa positiva, o almeno così spero!

Lunga ha detto...

Le feste sono motivo di gioia ma anche di altrettanto sconforto quando alla "tavola" manca qualcuno. Spero che tu sia riuscita a goderti la giornata a sciare, per staccare un pò la mente. E al liceo penserai più in là, c'è tempo!