martedì 17 aprile 2012

racconti pre Scala

Forse se fossi in un romanzo ottocentesco in questo momento guarderei mia mamma con la cipria in faccia ed i pettinini di tartaruga nei capelli. Forse mi avrebbero già fatto i boccoli e tirata a lucido ed aspetteremmo la carrozza.
Forse la nonna oggi indosserebbe alcuni dei "gioielli di famiglia" e li ostenterebbe, da brava signora ottocentesca quale potrebbe essere.
Ma qui siam nel duemiladodici. Io ho le mollette nei capelli che mi fanno molto male e tirano, la frangia bionda che pur di non stare apposto fa qualsiasi cosa ed un vestito ripiegato sul letto in attesa che mi decida a metterlo.
E mia mamma gira per casa con l'I-phone alla ricerca della trama de "le nozze di Figaro", che andiamo a vedere stasera alla Scala.
Tutti insieme, come da rito.
Da quando mia nonna ha sposato mio nonno e lui la portava nel loggione della Scala, insieme a tutti quelli che per vedere l'opera risparmiavano tutto l'anno. E mia nonna che poi non è diventata soprana, er asempre felice di andare all'opera e lo è tutt'ora.
E poi ci si sono aggiunti mio padre, mio zio, mia zia e mia madre, che la prima volta che è andata a vedere Puccini si è addormentata sulla spalla di papà dopo dieci minuti dall'inizio del primo atto.
Ed oggi tocca a me, anche se l'opera l'ho già vista e non alla Scala. Tocca a me ed ho gli occhi luminosi nonostante l'opera non sia la mia passione e non lo sarà mai e nonostante le forcine che stanno trando troppo i capelli.
Vi farò sapere domani come andrà!

Minerva

1 commento:

Federica ha detto...

son troppo curiosa di leggere le tue impressioni: io non son mai stata all'opera, ma mi sa che non è il mio genere!