martedì 3 luglio 2012

vacanze...

C'è qualcosa di strano nell'estate prima di una nuova scuola/lavoro/qualsiasicosa.
Nessun compito da fare, se non il libro di latino che mi sono imposta di finire giusto per tenermi in allenamento ed il ripasso di tedesco che faccio a tempo di record.
Siccome sono l'unica che fa quello che in Svizzera si chiama liceo letterario (che è il classico, ma senza greco, con latino che in Svizzera in altri licei non si fa) cambio classe. Ancora, e amen.
Perciò non mi sento in obbligo di telefonare/scrivere a nessuno, sentendo giusto qualche compagna di classe ogni tanto per mail.
è strano, come una classe che è stata insieme per quattro anni si sia sgretolata così, in poche ore. Sarà che una classe veramente unita questa IVC non lo è mai stata, ma è assurdo un po' mi ha sorpresa il fatto che alla cena di classe organizzata due giorni dopo la chiusura della scuola mancasse già gente.
Solo il mio professore di matematica sogna di tenere la classe unita per sempre. Per tutti gli anni del liceo ed oltre, temo. Sarà che non si è ancora reso conto che noi alunni cresciamo, cambiamo scuola ed amici. Mentre lui resta lì, a parlare sempre e solo di noi studenti, senza una persona al suo fianco che riesca ad illuminargli le giornate, che ora passerà a condividere link di musica metal su facebook. E che l'ultimo giorno di scuola piangeva e diceva: "Ragazzi, no che non ci perderemo mai di vista. Siamo amici, adesso. Potete darmi del tu." e nessuno di noi che ha versato una lacrima, ed io in cuor mio provavo pena per quest'uomo, che oltre a noi non ha niente.
Poi è finito tutto. Con una grigliata improvvisata, un tiramisù restato fuori al sole per due ore con le zanzarine che ci ballavano la quadriglia sopra, e le casse (sempre del professore di matematica) da cui uscivano le note di Guccini e dei Pink Floyd. Son proprio le canzoni adatte ad una cena di classe...
E poi la mattina del primo lunedì di vacanza mi son ritrovata a spuntare una lista eterna di romanzi da leggere e cd da scaricare, archiviando sul pc tutti i file di scuola che avevo sulla chiavetta.
E se ne son andate tre settimane di vacanza o quasi, tra libri, lezioni private di tedesco e mattine fatte ad imparare il percorso liceo-casa.
Che poi c'è della gente assurda, per strada. Quelli che sporgi il bastone bianco per attraversare e continuano ad andare, belli serafici, ed io rischio l'infarto ogni santo giorno. Per fortuna che ora come ora ad insegnarmi il percorso c'è mia mamma. Però il giorno in cui dovrò farcela da sola, avrò paura. Poi la supererò, ma so benissimo che non è facile dominare la strada con motori, claxon, semafori e strisce pedonali. Non sono né la prima né l'ultima non vedente che ce l'ha fatta, ma non provare un nodo alla gola attraversando la strada col timore che passi una macchina è praticamente impossibile.
Sono piccole cose, che solo chi ha un problema simile al m mio può capire. Dominare uno spazio è una cosa che viene insegnata ad un bambino di sette anni al massimo, ma per chi non vede è davvero più difficile.
Step by step, ma a volte è dura sapere che gli altri possono muoversi liberamente per andare ovunque ed io devo prima memorizzare il percorso, calcolare attraversamenti di strade e macchine che escono in ogni dove.
A volte questo mi provoca una grande rabbia mista a senso d'impotenza e tristezza, inutile negarlo. Poi lo so, che da questi sentimenti che mi si agitano dentro nasce qualcosa di buono, la voglia di vincere certi ostacoli e di diventre il più autonoma possibile.
Sabato parto. Vado al mare con altri ragazzi non vedenti. Fino all'anno scorso la cosa mi pareva intollerabile. Il fare "attività apposite" mi ha sempre fatta sentire diversa, emarginata, strana. Quella che aveva bisogno delle attività preconfezionate apposta per lei, quella che non poteva fare le cose che facevano gli altri "normali".
Poi beh... Poi qualcosa mi è scattato dentro. Mi son messa l'animo in pace capendo che può essere bello conoscere altre persone con il mio stesso "problema". Confrontarsi circa le medesime difficoltà e raccontarci qualcosa.
Non lo so, però.
Le nuove esperienze mi mandano sempre in agitazione e non ho lo spirito tranquillo che hanno certe persone. Sono nervosa ed ho paura. Un po' perché la nostalgia di casa l'ho sempre sentita e se non dovessi trovarmi bene la sentirei tanto.
Credo siano queste, per ora, le mie vacanze.
Vi aggiorno prima di partire!
baci
Minerva

1 commento:

Federica ha detto...

credo di avertelo già detto: sei una ragazza molto coraggiosa cara minerva perchè tu la realtà la studi e la affronti senza nasconderti! sei una grande!