martedì 11 settembre 2012

11 settembre


Stamattina è stata la prima cosa che ho pensato, quando mi sono svegliata:
"Devo trovare la canzone di Bruce Springsteen sulla caduta delle torri e farci un post. Magari devo ascoltarla, prima, dato che so che esiste, ma non l'ho mai sentita prima.".
Io son fatta così. Le date non me le scordo, la storia (almeno quella recente) ce l'ho viva in testa, e ci penso, durante questi giorni qui, agli avvenimenti di undici anni fa.
A volte vorrei non pensare: illudermi che questo 11 settembre sia un giorno come un altro, andare avanti e far finta di niente.
Non che oggi abbia fatto nulla di particolare.
Però ci pensavo, mentre andavo a scuola, mentre facevo quella dimostrazione di matematica teeeeerribile, mentre facevo i compiti oggi pomeriggio.
Oggi è l'11 settembre.
Che poi io ero troppo piccola per ricordarmene davvero. Ricordo solo che mia mamma, sconvolta, guardava tutti i notiziari e parlava con papà al telefono dicendo: "Ancora aerei? Un altro?".
Poi ci sono stati i giorni in cui Bin Laden era costantemente sulla bocca di tutti, e quelli me li ricordo abbastanza bene anche se ero piccola e non capivo nulla di tutto questo.
Sapevo solo che nei cartoni animati i buoni vincevano sempre, perciò era naturale, per me, trovare ridicoli i miei che ne parlavano.
Forse è stato così, i "buoni" "hanno vinto", ma ciò non toglie che quell'11 Settembre c'è stato.
E che l'unica cosa uscita veramente bene da questo giorno è questa canzone, davvero meravigliosa.
Che poi, però, anche se un giorno così non ci fosse stato, Bruce Springsteen ne avrebbe scritte altre, di meraviglie, ne sono sicura.
Però oggi è l'11 settembre ed un pensiero a quelle torri accartocciate, a quelle persone che ancora piangono qualcuno morto sotto a quelle macerie, credo vada rivolto.
Per pensare - e renderci conto, per una volta- che siam fortunati, a modo nostro.
Queste ricorrenze, secondo me, servono a far riflettere, ricordare, rendere conto di non essere mai in una situazione troppo dolorosa.
Anche se lo so io per prima che è impossibile, perché alla fine lamentarsi è naturale.
io che a volte piango per il bastone bianco che ho sempre con me e vedo gli altri correre senza preoccuparsi di dover seguire un percorso e di non perdere i propri punti di riferimento, a volte, mi rendo conto di essere sciocca a crucciarmi di cose così.
Però è normale, temo, essere un po' "egoisti".
Ma oggi no. Oggi voglio pensare a questa canzone, al "possa la tua forza darci forza, possa la tua fede darci fede, possa la tua speranza darci speranza, possa il tuo amore darci amore".
E credo di aver detto tutto e di essermi commossa fin troppo.

Minerva

sabato 8 settembre 2012

first week

La prima settimana di liceo è andata.
Strano ma vero, è andata bene. Molto meglio rispetto alle mie previsioni dell'ultim ora.
Che dire di questi cinque giorni? Che sono volati, ma che se penso al primo giorno di liceo mi sembra una vita fa.

Sono entrata nella routine di botto, e non me l'aspettavo.
Il bello del liceo è che c'è gente. Ce n'è davvero davvero tanta, e sono molto più trascurata, nonostante il bastone ed il muovermi un po' circospetto.
Alle medie c'erano millemila persone a salutarmi che io, puntualmente, manco sapevo chi fossero.
Qui no. Qui gli studenti non fanno particolarmente caso a me, a parte i miei ex compagni di medie ed i fratelli/sorelle di amici, come C. sorella di una mia amica, che mi ha aiutata tante volte chiedendomi se avessi bisogno di uscire, chiaccherando, chiedendomi come stessi e come andassero i primi giorni di liceo.
Mi son persa in pieno solo una volta. Proprio in pieno, andando a finire contro la tapparella di un'aula invece che al posteggio dove mi aspettava mia mamma.
Mi hanno aiutata due anime pie, due ragazze più grandi che mi hanno subito guidata ofrendosi di loro spontanea volontà.
Ma per il resto, mi muovo davvero meglio e più veloce di quanto credessi. Certo, c'è folla e tanto tanto rumore che mi manda in tilt la testa (nonostante non lo dia a vedere, i rumori forti, musica a parte, mi danno sempre fastidio perché mi disorientano e non mi permettono di capire dove mi trovi).

Ho dei docenti per lo più bravi. Certo, mi chiedono se io sul computer posso vedere le immagini (ma Dio, ad una persona non vedente cosa chiedi se vede le immagini sul pc?), ma per ora sembrano tutti molto molto gentili.
A parte il Dittatorprof, quello di tedesco che ci farà leggere il mein Kampf. è un personaggio, a suo modo. Ma la gentilezza non sa dove sta di casa e pretende che io riesca a capire un fumetto con le immagini (senza che mi vengano descritte).
Boh, certa gente è assurda. E menomale che fino a quando non ho conosciuto questo tizio qui mi dicevo che i cattivi insegnanti non esistevano, esistevano solo quelli eccessivamente severi.
Ma ho il tedesco nel sangue (tre nonni su quattro vengono da Austria e Germania) e, magari, servirà a qualcosa.

Per il resto, davvero, va alla grande.
I docenti, ripeto, sono gentilissimi. Il mio prof di latino ha una cultura incredibile ed è una persona che, nonostante ciò, non si monta la testa, è gentile e molto alla mano con gli alunni. è stato tanto premuroso da accompagnarmi fino al posteggio dove mi aspetta mia madre, per assicurarsi che non sbattessi da qualche parte.
E poi quando spiega, mamma mia... Da brividi, letteralmente.
Ho anche il classico prof di musica metallaro, per il quale esistono solo metal e simili, la musica classica neeeeeeever. Mi chiedo solo cosa studieremo a musica, metal a parte.
il bello è che questo tizio ha la erre, e parla di "wock" e di "hawd wock" ed io giù a ridere come una matta.
La cosa più bella, però, è stata l'addormentarsi di botto durante l'ora di storia.
Chi bazzica dal mio blog da un po' avrà intuito che la storia è uno dei miei grandi amori. Quella contemporanea in particolare, ma la storia antica, quella greca soprattutto, mi piace davvero. Però questo tizio ha la verve di una teiera e ripete otto volte lo stesso concetto e, alla fine, credo di aver avuto un mezzo calo d'adrenalina, dato che in quei primi giorni ero concentrata nell'assorbire le novità, nel riconoscere le voci. Attenzione costantissima, insomma.
Ed ho appoggiato la testa sul computer e sentivo la voce del prof lontana, lontana, lontaaaaaana.... Fino a ché non è suonata la campanella. Fantastico, sì.
Poi è stata una cosa di gruppo, che anche la mia compagna di banco era mezza rimbambita.
Per il resto, davvero, la scuola va.
La classe sembra bella, davvero.
I primi due giorni eravamo annichiliti nei banchi. Ognuno parlava ai suoi amici, basta.
Poi abbiam iniziato a parlarci appena, e durante le ore di ginnastica, complice il condividere lo spogliatoio, noi ragazze ci siam messe a chiaccherare un po'.
Quello che manca è un elemento (di solito è soprattutto un ragazzo, ma non è detto) che un po' tenga unito il gruppo, che faccia battute, parli con chiunque e quant'altro.
Qui invece no. Le femmine tutte timidissime ed i maschi sembrano molto goffi, sempre in disparte ed un po' spaesati, anche perché sono pochi e fra loro non un granché amici.
Noi ragazze un po' stiam facendo gruppo. Parliamo, cerchiamo di conoscerci meglio e secondo S., mia compagna di banco, saremo una classe stupenda, di secchioni ( a livello di voti), ma unita.
S. mi piace. È stata la prima persona a venire a sedersi alla mia destra ed, oltre a salutarmi, a dirmi chi fosse senza farmi quei giochetti cretini del tipo "indovina chi sono?", e mi ha detto, quando i docenti continuavano a rivolgermi duemila domande sulla cecità che non c'era nulla di anormale, secondo lei, e non ero mica un marziano.
Le altre ragazze sono molto più timide, ma sono contenta.
Ho già tanti compiti. Li ho fatti tutti oggi, perché almeno per i primi mesi di scuola mi riprometto sempre di portarmi avanti il più possibile, e ci riesco, in linea di massima, fino a novembre.
Mi piacciono le nuove materie, ed il nuovo modo di approcciarsi che hanno gli insegnanti a quelle vecchie. Italiano è la mia materia preferita anche al liceo, non che avessi dubbi. Il mio professore si è confermato bravissimo ed un po' con la vocazione alla attimo fuggente, come il mio ex prof delle medie.
Ed io che per una volta sognavo una donna come insegnante di italiano... l'avrei voluta davvero perché semplicemente dopo quattro anni con un insegnante bravissimo, volevo avere una docente donna.
Mi piace anche biologia, davvero. Sarà che fra le tre scienze è quella più discorsiva, ma mi sto innamorando di animali, piante, funghi e compagnia.
E so anche già che in chimica e fisica farò taaaaanta fatica...
l'unica cosa che mi dispiace è lasciare il francese. Sarà che lo parlavo davvero bene e che con il prof di tedesco non mi trovo, ma mi è dispiaciuto dovervi rinunciare. è che, facendo già tedesco, latino e francese proprio non c'era modo di portarlo avanti.
Purtroppo a casa leggo meno, non scrivo. Inizio a studiare alle 4.30 e prima delle sei minimo non ho finito. Ed è solo la prima settimana, aiuto.
Però sono soddisfatta, davvero.
Baci
Minerva




lunedì 3 settembre 2012

first day

Il cielo era grigio, oggi.
Un primo giorno di scuola con la pioggia, poi, non l'avevo mai visto.
Davvero. Tante altre volte minacciava mal tempo ma, alla fine, uno squarcio di sole è comparso.
Oggi no.
Sì, è stata una giornata piena e sono soddisfattissima.
-Sono entrata da sola, traumatizzata dai gavettoni uova e farina (non dite niente, gli scherzi ai primini son così), ma per fortuna sono talmente carini che vedendo il bastone mi hanno risparmiata. Sono stata centrata in pieno da un gavettone al ritorno da scuola, ma dettagli e, perlomeno, quello conteneva solo acqua.

Sì, sono arrivata al distributore.
E sì, ancora, ho trovato la vice direttrice ad aspettarmi ed è stata gentile e carina, accompagnandomi fino alla mia classe.
Ed eccola lì, la prima L.

Spauritissimi, che manco parlavamo (io il pomeriggio ho iniziato a parlare a macchinetta).
Eravamo lì, che ci conoscevamo praticamente a stento, in gruppetti di due-tre persone che parlavano piano, quasi temessero di attirare l'attenzione.
Sembra una classe di persone tranquillissime, questa qui.
Solo T., un ragazzo che ha ripetuto il primo anno e porta una lunga coda ed ha l'aria da ragazzo strafottente (che a me in genere non piace, ma magari può spronarci a parlare) parla un po', anche a sproposito.
Iniziavo a pensare fossimo tutte belle statuine, me compresa.
Nessuno mi si è seduto vicino. Il computer li ha traumatizzati.
Però ho le mie due ex compagne di scuola nel banco subito accanto al mio e, tra una lezione e l'altra, parlo spesso con V. Che sia l'inizio di un'amicizia?
Ci intendiamo piuttosto bene, ha un bel modo di fare ed abbiamo in comune la passione per la lettura, per il resto non so.

hO un orario allucinante. Del tipo che ho pause pranzo risicate e non so come farò ad andare a casa e, francamente, dovrò farmi andare di traverso il pranzo.
Però, per il resto, sono contentissima.
Al mattino siam stati con la nostra prof di inglese, nonché docente di classe. Ha un modo di fare dannatamente asciutto, non si perde in chiacchere e manco ci ha fatti presentare. Eravamo tutti molto disorientati, da questo punto di vista e siccome conoscevo tre persone...
L'atmosfera si è intiepidita il pomeriggio, decisamente.
Un'ora di matematica con quello che, già lo so, sarà il mio futuro incubo per quattro anni (in Svizzera on quattro).
Prof severo, fin troppo deciso, che non tollera distrazioni. Ed in più, cosa che un po' mi sconcerta, non tollera la mia insegnante di sostegno. Non vuole che stia in classe, e per matematica lei è indispensabile. Argh, speriamo di riuscire a fargli cambiare idea perché sembra molto infastidito ll'idea che ci sia lei.

Però perlomeno sembra spiegare in maniera chiara e bene.
Ho visto le sue schede e son precise, ordinate e senza errori di italiano (sì, il mio ex prof di mate ne faceva a profusione).

Ultima ora, italiano.
Io lo sapevo, che il mio prof delle medie mi sarebbe mancato tanto. Lui con i suoi impermeabili giallo canarino e la parlantina a mitraglia, con la sua vocazione da "prof alla Attimo Fuggente" e gli appunti dimenticati e puntualmente finiti in posti assurdi.
Sì, mi manca anche oggi.
Però questo prof qui non sembra male, davvero.
è riuscito a creare un'atmosfera rilassata e distesa, in classe e, per grazia di Dio, ci ha fatti presentare uno ad uno facendo dire ad ognuno di noi qualcosa di sé, cosa che ha contribuito, perlomeno, a creare un clima quasi amichevole, in questa nuova classe.

Io non sono riuscita a fare a meno di farmi notare dichiarando di voler fare la scrittrice. Ci mancava che il professore di italiano mi facesse l'interrogatorio.
Comunque lui sembra bravissimo. Spiega bene, si fa ascoltare più o meno da tutti e, a parte un certo fanatismo religioso che non mi piace tanto (fa parte di uno di quei partiti-setta che dalle mie parti van un po' di moda), sembra essere un ottimo insegnante.
E con questo, davvero, è tutto.
Minerva

domenica 2 settembre 2012

(just like) starting over

ho già chiamato un post così, ed è stato quando ho riaperto il blog, per caso, perché ho scoperto che l'account rifunzionava.
Sì, è la canzone dei nuovi inizi. Una delle mie preferite di John Lennon, che appartiene al primo cd comprato con i miei soldi.
Che poi a pensarci bene è una tappa assurda, ma maledettamente importante, quella del comprare un cd/libro/qualsiasicosa con i propri soldi.
Significa, più o meno, che stai crescendo.
Ma se mi metto a divagare, Dio, io vado a letto alla una di notte.
Che già son nervosa di mio perché domani è il mio primo giorno di liceo, figuriamoci se mi metto a scrivere un post chilometrico.
La casa sa di ansia ed aspettative, stasera.
Mio papà che non c'è a tenerci tutti sotto controllo, una parente in visita dalla Svizzera tedesca ed un nonno temporaneamente venuto anche lui a trovarci.
Ci siam tutti accampati come zingari. Io non dovrei dire niente, anche perché sono l'unica ch'è restata nella propria stanza, da sola.

E due ragazzini, nello specifico mio fratello ed io, che si aggirano per la casa preparando cartelle.
Che poi lui ha una capacità di dissimulare ansia che potrei anche invidiargli: poco importa che inizi le medie, stanotte dormirà sereno e tranquillo.
Io no. Io mi son già preparata la playlist di musica ed il librone (voglio rileggere via col vento, punto), quando sarò arrivata al punto in cui sono certa non dormirò più.
Beatles, Rolling Stones, Queen, Brian May, Bob Dylan, Elton John, Eric Clapton, gli Abba, i Pink Floyd, Cyndi Lauper ed i Police.
Musica che, più o meno dall'anno scorso, fa parte della mia vita.
Spero di non trovarmi stanotte a rincretinirmi sentendo il trillo psichedelico-allucinante della svveglia che accompagna l'inizio di "Time", dei Pink Floyd.


Domani vado al liceo.
domani mattina mi laverò i capelli alle sette e, calma calma (si fa per dire, chiaro), cercherò di ingurgitare qualcosa di diverso dal tè.
Poi ridarò un'occhiata alla cartella, cercherò di pettinarmi e farò la treccia.
E poi me ne starò seduta sul letto, nervosa ed agitata come un grillo, ad aspettare di uscire di casa a piedi con mamma, nonno e fratello.
Passerò davanti alla mia vecchia scuola e pregherò di riuscire a salutare almeno il mio prof di italiano ed a far gli auguri all'amica boccolosa del mio fratellino anche perché, da brava bimba emotiva, so che lei, come me, non riuscirà a prendere sonno.
E poi via.
Le medie son separate dal liceo da un prato ed io attraverserò questo prato con mia mamma.
Poi la saluterò con taaaaanta calma e via col bastone a cercar l'entrata.
Non so come sarà il primo impatto con la folla, non lo voglio sapere.
O li traumatizzo tutti, o vengo traumatizzata io da tutti. Più probabile la seconda cosa, anche se magari fra ottocento allievi passo non dico inosservata, ma di sicuro il mondo non farà caso a me.
E poi devo raggiungere il distributore delle bibite, zigzagando fra gli albi di legno ed una sorta di cubi su cui i ragazzi si possono sedere.
E lì, a quel cavolo di distributore che fa parte dei miei incubi da dieci giorni, dovrebbe esserci la vice direttrice ad aspettarmi ed a accompagnarmi in mensa, dove ci smisteranno tutti (aiuto).
Il mio peggior timore? Il fatto che al distributore delle bibite non ci sia nessuno.
E che io mi metta lì come un palo praticamente ebete, in mezzo allo sciame di studenti. Aiuto.

E poi si vedrà. Poi verran smistate le classi ed io son l'ultima sezione, la mitica prima L.
E poi da lì non so. Da lì è tutto ufficialmente nelle mie mani.
Sono tesa? Sì, sono tesa.
Rossella O'hara o no (non a caso ho scelto questo libro per iniziare i miei primi giorni di scuola, perché lei si rialza sempre, malgrado i suoi millemila difetti), io sono nervosa.
Sono le 22 e 12 minuti e la csa è piombata nel silenzio.
Nella porta accanto alla mia Fratellino e Maman dormono già, o quantomeno ci provano.
Io potrei restare al computer tutta la notte e nessuno se ne accorgerebbe.
Il silenzio, qui, è maledettamente irreale.
Sola coi miei pensieri faccio battere le dita sulla tastiera seguendo un ritmo, il ritmo della scrittura.
Mi dicono tutti o tanti che gli anni del liceo siano gli anni più belli.
Mia mamma, studentessa perfetta eppure mai stata emarginata per questo, mi ha sempre descritto quegli anni come stupendi, una sorta di "quiete prima della tempesta".
Io non lo so. So che da questa prima L forse mi aspetto troppo e non dovrei, forse di illusioni potrei anche farmene un po' meno, non lo so.
So che stanotte sono felice, ed anche un po' tanto tesa.
Pregate per me.
Minerva