domenica 21 ottobre 2012

the iron lady

L'unica cosa che non si può dire, secondo me, di Margaret Thatcher è che non avesse le palle. Di ferro anche quelle, ma sono sempre palle. E l'altra cosa, forse altrettanto importante, è che come donna non si è mai fatta mettere i piedi in testa. Perché con tutti i suoi difetti, ha saputo farsi valere in un modo o nell'altro. Perché lei sarà anche stata brutale, ostinata, crudele e tante volte davvero fredda, ma... è stata una donna e credo abbia dimostrato a tanti uomini che la grinta la si può avere comunque. Questo film mi è piaciuto tantissimo. Sono riuscita a farmelo comprare in dvd perché al cinema faccio fatica a seguire e spesso mi guardano male quando mi faccio spiegare dai miei le scene ed un vicino mi sente. Però alla fine ce l'ho fatta. Mi sono innamorata di questo film perché è tremendamente umano. Di Margaret è stata fornita una visione verosimile, né troppo zuccherosa né troppo Hitleriana. Il film inizia con lei anziana e coi suoi continui salti all'indietro nel tempo. Tanti - forse troppi - flashback inizialmente hanno reso un po' difficile il seguire il film, ma poi devo dire che la struttura inestricabile della trama mi è piaciuta. Perché quest'alternarsi delle immagini di una ragazza tenace prima, di una donna spesso brutale poi e di una vecchia caparbia infine, mi hanno soddisfatta appieno. Perché, ripeto, la cosa che mi ha colpita di più di questo film è la grande umanità e la grande grinta che a tratti manifesta la protagonista, mentre in altre scene verrebbe voglia di domandarsi com'è che una come lei sia stata eletta in maniera democratica. Non lo so, davvero, quanto il ritratto di Margaret Thatcher fornito da questo film sia autentico. Non lo so perché non la conosco bene come figura e non ho vissuto ai suoi tempi, però.... Però mi è piaciuto, come personaggio. Perché, anche se discutibili, lei le sue idee le ha difese strenuamente. è un film sulla forza delle idee, questo. Perché lei ce l'ha fatta anche grazie a quella cocciutaggine che l'ha resa poi la lady di ferro che è stata. Mi è piaciuto davvero, mi ha commossa e mi ha fatto davvero riflettere. Perché le persone non sono mai buone o cattive, e questo film lo mostra davvero. Poi c'è il resto, un'Inghilterra in crisi, una famiglia un po' soggiogata dalla madre-primo ministro e tanto altro. C'è il marito morto che parla nella testa di una Margaret Tatcher anziana e c'è la stessa Margaret che rifiuta di arendersi al corso degli anni. è una donna-mastino, lei, in certe scene. Eppure la ragazza ambiziosa e tenace, quella dei primi flashback, non la scorderò mai. Non dico la prenderò a modello per ogni sua idea, però... La forza nel difendere idee e pensieri, quel suo modo di non farsi mettere i piedi in testa da niente e da nessuno è da imitare. Questa frase, che non so se abbia pronunciato lei ma è riportata nel film, mi ha colpita e commossa davvero. « Cura i pensieri: diventeranno parole. Cura le tue parole: diventeranno le tue azioni. Cura le tue azioni: diventeranno abitudini. Cura le tue abitudini: diventeranno il tuo carattere e cura il tuo carattere perché diventerà il tuo destino. Diventiamo quello che pensiamo. » (Margaret Thatcher) Sì, diventiamo quello che pensiamo. O almeno, ci proviamo. E questo lo dico io... Minerva

lunedì 8 ottobre 2012

Se qualcuno se lo stesse chiedendo, non sono morta. è che il tempo non basta. non basta e corre troppo, troppo in fretta. è volato un mese e qualche giorno di liceo e, devo ammetterlo, sono stupita. Stupita in positivo ed in negativo, perché non è nulla rose e fiori. Sono stata anche male, per colpa di questo. Il professore di tedesco, con me, è stato scorretto fin da subito. Ma non pensavo arrivasse a tanto... "Eh, non ho avuto tempo di prepararti la verifica, ero stanco.". Ma agli altri l'hai preparata ed io che faccio, me ne resto lì con l'aria stranita senza sapere cosa pensare? "Ah, ma tu non vedi il rosso delle correzioni automatiche del pc?". No, non vedo il rosso. Sono cieca, il rosso non lo vedo, Cristo! "Eh, sai, ho fatto male ad accettare di avere un'allieva non vedente in classe...". Oh, poverino, ha fatto male... Anche se la frase più bella, quando mi sono ritrovata una verifica riadattata male (piena di cose che a me creano solo problemi a leggere in Braille, non entro in merito che se no scrivo sei post) ed ho provato a dirgli che come riadattarmi i testi era una cosa che gli è stata spiegata in tutte le salse è stata: "Tanto tu sei brava ed io quindi ti riadatto le verifiche come voglio. Vai a farti un corso di training autogeno...". Dio, avrei voluto tirargli qualcosa in testa. è che certe cose, a mio parere, puoi pensarle (ma devi essere già un premio nobel per l'insensibilità), ma non dirle. Perché a me ha fatto male, sentirmi dire certe cavolate. Da un insegnante, un adulto, uno che ha accettato la "sfida" di avermi come allieva. E mi sono chiesta cosa, di grazia, gli avessi fatto di male. Anche perché non è giusto sentirsi rivolgere queste frasi al vetriolo, soprattutto perché, spezzo una lancia a mio favore, io non pretendo niente dai professori, solo di essere messa nelle stesse condizioni degli altri per imparare qualcosa. Ma lui no, non capisce. O mi metto a spiegarglielo in tedesco, o non so. Per il resto, però, sto bene. Mi sto ambientando: la classe, l'entrata del liceo che sa di carta e caffè, il percorso dal posteggio costellato di palta e pozzanghere che faccio tutte le mattine. Mi sto abituando ad ogni cosa: insegnanti, materie, compagni. Mi piace questa Prima L. è una classe unita e soprattutto le mie compagne mi piacciono tanto. Mi trovo bene con loro, non mi sento sempre quella diversa dal mondo e, per una volta, sono stata accettata nonostante la mancanza della vista daidei coetanei. Perché dagli adulti è facile essere vista come persona normale, da dei ragazzini no. Mi sento legata a Veronica, ed è la prima persona di cui qui uso un nome completo. Ci capiamo al volo su tante, troppe cose. Dai libri, alla musica, ai nuovi compagni di classe ed a quelli vecchi che, siccome noi due ci conosciamo fin dalla prima elementare, abbiam un pbel o' di conoscenze in comune. Mi rendo conto che, se fossimo state in classe insieme, saremmo diventate migliori amiche. Ora non so, lei ha le sue, di migliori amiche, io no. Anche se, lo ammetto, mi va bene così. Ho delle compagne di classe con cui mi trovo, lei in particolar modo, e sono felice e - per la prima volta- non mi sento messa da parte. Mi piace tutto questo. Adoro il mio professore di italiano e quello di latino, che spiegano magistralmente, non hanno un ego troppo alto e, soprattutto, sono persone colte, sensibili e dal buon carattere. Quello di latino in particolare, nella sua materia è letteralmente un mostro sacro, almeno dalle mie parti. Eppure è una persona umilissima, gentile e che si sta mettendo in gioco, nonostante l'età, e mi aiuta con computer e cose varie alla perfezione e se anche sbaglia qualcosa fa ventimila mea culpa. E quando spiega mi dà i brividi, perché lui le parole non le usa per riempirsene la bocca, né le getta a caso. Lui le parole le sa usare. Le padroneggia così bene... Sentendolo spiegare la sua materia, riesce ad aprirmi gli occhi su un mondo che ho sempre amato, ma che ora ha una luce dannatamente nuova. E poi ci sono gli altri: il mio professore di storia che ad ogni sua lezione dormo sul banco o quasi, perché spiega l'antica Roma come se stesse parlando della partita di calcio. Sarà anche preparato, non lo metto in dubbio, ma non sa spiegare, ecco. Il mio professore di musica che sembra una caricatura, con la sua ewwe ed il suo amore viscerale per i Rolling Stones. Ed il suo: "Pewché wagazzi, Mick Jaggew è Dio, o qualcosa del genewe." è stato un qualcosa di fenomenale. Ed io mi sono ritrovata a pensare che, se Dio muoveva così il bacino e cantava "Satisfaction" con una tale aria smaliziata... Allora c'era da divertirsi. Che poi entro a musica, ed ogni volta c'è la sua chitarra pericolante. è in posizioni sempre diverse, ed io col bastone bianco la centro in pieno. E lui appena la sfioro sembra stia per morire... Giuro, una volta gliela faccio cadere di proposito. Mi sono innamorata della biologia, annoiata a chimica e stufata della fisica. Ecco, il mio rapporto con le materie scientifiche è più o meno questo... finché si tratta di teoria, sono brava... Poi... Buio totale. è un periodo che, nonostante il carico di compiti, leggo. Ma leggo tanto e troppo, forse apprezzando a stento i libri. Però mi piace: mi piace avere ancora del tempo per la mia passione, mi piace aprire un libro e scappare. Prendere un altro treno, lontano da una realtà che seppur felice a volte è difficile. E poi c'è la musica: le canzoni che giorno dopo giorno cambiano. Lo scaricare musica su musica da torrent, cd su cd, greatest hits su greatest hits. E ritrovarmi un ipod stracolmo di musica italianea d inglese risalente ad anni ed anni fa ed essere lo stesso contenta. Perché senza musica ora non ce la farei davvero... Se dovessi tenere un diario con tutti gli artisti che conosco meglio, di cui voglio informarmi ed ascoltare qualcosa, probabilmente ora sarebbero tantissimi. è un periodo in cui di musica in testa ne ho tanta e, forse, è una delle cose che mi fa illuminare gli occhi anche in queste giornate fredde e grigie e non in senso metaforico. Prometto di scrivere di più, perché non è giusto che i miei pensieri non si imprimano su carta. Prometto che qui ci tornerò più spesso, ed anche di commentarvi altrettanto di frequente... XD Minerva