sabato 22 febbraio 2014

sanremo # 4

Ieri sera mi ha ripagata di tante cose. Io l’ho adorata, la serata di san Remo di ieri, per mille e più motivi. Niente di oggettivo, però, perché io amo de André e gli altri cantautori italiani in maniera viscerale e sentire qualcuno che canta le loro canzoni mi commuove, sempre e comunque. Ho amato Mengoni che cantava “io che amo solo te”, l’ennesima canzone della mia infanzia, anche se una voce più matura, da uomo più vissuto e più intensa sarebbe stata l’ideale, per un pezzo così. E poi è stato un susseguirsi di pezzi che adoro e che ho cantato anche io, con Cara di Lucio Dalla che è troppo bella, un giorno credi di Bennato che è troppo vera e la donna cannone, di de Gregori, che suonata al piano mette i brividi, e che ho cantato dall’inizio alla fine, ignorando mio padre che mi diceva di stare zitta. E poi c’è stato quel momento che un po’ mi ha messo i brividi, perché io amo i cantautori genovesi e la loro storia, quell’essere amici e quelle sensibilità troppo diverse che hanno tutti loro, e il fatto che, sanhe se fa male dirlo, noesuno di loro c’è più, tranne uno. Quindi quando Gino Paoli, che di anni ne fa 80, ha cantato vedrai vedrai di Tenco, che io reputo bellissima, mi sono commossa, un po’, e idem per il nostro concerto. È che io con i cantautori genovesi, tutti, sono cresciuta. Me li ha fatti conoscere mia nonna, tutti tranne de André che è il mio preferito ma il meno romantico, in un certo senso. Mia nonna ha incontrato Tenco in centro a Milano per caso e l’ha amato segretamente, quand’era ragazzina, e l’ho amato un po’ anche io, da piccola. Anche il nostro concerto è bella, davvero, ma a me vedrai vedrai piace di più, è più vera, più adulta, più tutto. E poi quando Cristiano de André ha suonato “cverranno chiederti del nostro amore”, mi sono commossa sul serio. Io la sento da sempre, verranno a chiederti del nostro amore, è una delle prime canzoni di ae André che ho sentito da piccola, perché era nel live fatto da altri cantanti in memoria di de André, e ce l’ho in testa da anni, e solo di recente o ascoltato il testo per davvero. E non lo so, cos’ho provato io, quando Cristiano ha attaccato i primi accordi al piano, non lo so. Ero quasi in lacrime, ed ero l’unica sveglia a sentirlo, perciò andava bene così, potevo permettermi il lusso di commuovermi. Perché il rapporto con de André che ho io nessuno ce l’ha, in famiglia, e gli altri non avrebbero potuto capire, penso. Beh, ho avuto i brividi. Per quel che ha detto prima di suonare e per la canzone in sé, che è meravigliosa. E ho trattenuto il respiro, fino alla fine, cantando le parole in silenzio, fino all’ultimo accordo. E poi l’intero teatro ha applaudito e io con lui, sempre in silenzio, e ho creduto davvero nella musica, che è così straordinaria, e per una volta lo è stata anche a san Remo. Il resto è stato bello, bello davvero. Certe canzoni non muoiono mai, e la serata di ieri sera ha ribadito il concetto. Sentire Bennato, Gaber, de Gregori e Dalla interpretati in maniera diversa da questi cantanti che conosco a stento mi ha messa di buon umore, e mi sono coduta la serata. Ed ora… aspettiamo la finale. Che io vedrò per metà perché vado da una mia amica per il suo compleanno, e quando mi ha invitata per chiedermi se potevo venire ero troppo tentata di dirle “no, c’è san Remo!”, ma poi ho pensato che non ne valeva la pena. Comunque io penso davvero che vinceranno o Renga o arisa, e in quanto al preiio della crticia, io penso lo affideranno a de André junior, e un po’ ci spero anche, pur se la sua canzone non mi piace tantissimo. Nient’altro da dire. Spero di riprendere presto a scrivere anche di altro, che questo blog in cui scrivo praticamente solo di san Remo mi fa un po’ specie. Baci

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