venerdì 12 settembre 2014

last summer

Cos'aspetto a scrivere, quest'autunno che ancora autunno non è, proprio non lo so. So che inizio post, leggo tutti i vostri blog ma sto zitta. Sto zitta da molto, non scrivo più da tanto tempo, per davvero. Di cose ne sono successe tante, quest'estate. È stata ricca, molto, forse troppo, perché adesso riprendere la scuola mi pesa, anche se forse sono più serena, quest'anno. Quest'estate l'ho passata un po' in Inghilterra, un po' al mare, un po' a casa mia. L'ho iniziata sul balcone di un albergo ligure aspettando l'alba e scrivendo il diario, col frangersi delle onde a tenermi compagnia, e forse l'ho conclusa in una mattina di poche settimane fa, leggendo uno di quei libri che la vita magari me l'ha cambiata davvero oppure mi ha regalato solo tre giorni di emozioni e sogni allo stato puro, con il sole che arroventava tutto e delle lacrime incastrate in gola, perché capivo che qualcosa finiva. Nel mezzo ci sono state tante cose. C'è stata la mia Inghilterra, di cui mi sono innamorata nonostante tutto, nonostante la voglia di tornare a casa - che sì, anche a diciassette anni si ha l'homesick - e le lacrime perché mi sentivo molto spaesata, in questo minuscolo college. Però l'ho amata, l'Inghilterra. Ho amato Londra e il paesino in cui ho vissuto per 19 giorni incredibili, ho amato i gabbiani che mi svegliavano presto e il pollo con le patate che ho mangiato quasi ogni santo giorno. E ho riso e pianto, fors e non ho stretto le amicizie che sognavo ma sono cambiata un po', sforzandomi nonostante piangessi di nascosto di essere quella con più grinta, con il sorriso piû ampio e la parlantina più facile. Sono partita con altri 7 ragazzi non vedenti, ed eravamo in un college con altri studenti vedenti. Non so perché, ma le altre ragazze cieche eranot utte sorprendentemente timide e chiuse e io, che per qualche motivo parlo coi sassi, sono riuscita ad uscire dal mio guscio, perché io ce l'ho fatta, nonostante il bastone bianco e tutto il resto. E poi c'è stata la barca a vela, l'angolino a poppa nel quale mi sono rannicchiata a divorare libri su libri, a sentire le onde e il vento. E infine, e forse per fortuna, quella settimana lì in Sardegna, nell'albergo di sempre, con le cameriere che ci mi hanno vista poco più che bambina e che ora mi vedono, e non so come mi definiscono. E ho visto il mio mare, quello delle nove del mattino in cui la spiaggia è molto più vuota o quello del pomeriggio, in cui il sole arroventa tutto e la mia massima aspirazione era il gelato. E ho letto, ho letto tantissimo e c'è stato un libro, quel libro in particolare, che è stata la mia estate, pur avendolo letto in neppure tre giorni. Quel libro che adesso mi porto nel cuore come un amuleto, e forse ho letto cose più straordinarie e sicuramente l'ho idealizzato troppo, però mi resterà nel cuore. E adesso è riniziato tutto, ma in modo forse diverso. Mi sto innamorando di nuovo della scuola, cosa che non ero riuscita a fare nei primi due anni di Liceo. C'è la Filosofia che mi ha illuminato le giornate, e poi il mio vecchio amore per l'Italiano, la Storia, il mio Latino che con un prof così io non posso fare a meno di adorare ogni volta che entra in classe e ci proietta in un altro mondo, con delle spiegazioni fatte nel tono più quieto e disinvolto possibile. E io sono qui che prendo appunti frenetici su Petrarca che stranamente mi piace, come figura, e se l'anno scorso mentre studiavamo Dante che adoro da quando andavo alle medie io non ero proprio del giusto umore, adesso sgrano gli occhi e m'illumino ogni volta che nella mia mente faccio l'analisi di una poesia o di un testo e il prof conferma la mia idea. E capisco ogni volta che è la letteratura, la mia vita, la mia passione, e io devo studiarla e dedicarmici, perché solo in quest'ambito gli occhi mi si illumineranno così, e io mi sentirò piena di voglia di sapere, conoscere, sognare. Lettere è la facoltà dei sogni, dice qualcuno. Io non lo so, probabilmente non è così, ma è e sarà la facoltà dei miei, di sogni, e ormai sono già proiettata lì, anche se mi mancano due anni a finire le superiori. E poi mi affanno sui numeri, come sempre, perché io e la matematica non ci piacciamo ma io la studio, per principio, perché non mi piace fare altrimenti, ma devo farlo con meno ansia, assolutamente, perché l'anno scorso forse mi ci sono dedicata troppo e mi sono rovinata un po' di belle giornate facendomi venire angosce inutili. Ma ci sono mille altre cose, oltre alla scuola. C'è la gran quantità di libri che ho da leggere, c'è il mio ipod stracarico di musica, ci sono le mie amiche che sono un po' dei satelliti, perché a volte mi stanno strette eppure sono affezionata molto a tutte loro. E mi sono iscritta a un sito per trovare amici di penna sparsi nel mondo, e l'ho fatto per migliorare l'inglese, più che altro, perché forse mi sto innamorando, finalmente, anche di questo, perché io ho sempre preferito la mia lingua rispetto alle altre e non mi ci sono mai dedicata più di tanto, alle lingue straniere, ma dovrei farlo con passione. E poi ci sono loro, le persone che mi stanno attorno, che cambiano e cambiano e io dovrei fare un post su ognuna di loro, ma non so se ce la faccio. C'è mio fratello che ha tredici anni e un po', cresce ogni giorno che passa e si è appassionato follemente a Gigi d'Alessio, che io odio con ogni fibra del mio corpo, e potrei scrivere un po' di insulti al cantante in questione. E mio fratello è lì che lo suona al piano per ore, e canta con accento napoletano ogni canzone, lui che ha la fisionomia più tedesca che altro. E io sto progettando di scrivere le cinquanta sfumature di Gigi, perché nelle canzoni di d'Alessio fanno tutti sesso, ed è tutto uno stringimi, spogliami, sfilati il vestito e bla bla bla, e io non so che cavolo ci trovi my brother in un soggetto così. C'è mia nonna che si fa sempre più lontana ed è sempre più preda dei meccanismi della sua testa, che la portano a chiedere le cose mille volte e ad avere momenti di rabbia che a me, che l'ho vista brillante e appassionata a ciò che faceva, spezzano il cuore. Lei che una donna dura lo è sempre stata e che ha dedicato tutta la sua vita alla famiglia e al lavoro, adesso si ritrova a casa, e tutta la forza di un tempo si è convertita in astio verso le persone, esclusi i suoi familiari. E poi c'è mio nonno, che la ama con una disperata tenerezza e a novant'anni è l'uomo più brillante che conosca, che ha uno charme e un'arguzia che, alla sua età, sono difficili da trovare. E l'abbiam festeggiato tutti insieme in un'altra giornata memorabile di questa memorabile estate, in cui io ero così radiosa e spensierata, ed elargivo sorrisi ai suoi amici di vecchia data, tutti con un fortissimo accento tedesco, che non avevo mai visto. E poi non lo so. Ci sono io che da tutte queste esperienze sto uscendo cambiata, e forse timida non lo sono più proprio per niente, e sogno di vedere il mondo e leggo un libro e mi dimentico di tutto il resto, per poi tuffarmi nel mio mondo di musica e note e sognare, sognare sempre di più. E spesso scrivo, e la mente quando scrivo va a briglia sciolta e segue dei pensieri tutti suoi, e spero di riuscire a ridare colore a questo blog, che è casa mia più di tante altre cose. Baci Minerva

5 commenti:

Federica ha detto...

Quanta bella energia in questo post!!
Sarei curiosa di sapere quali sono i libri che ti son piaciuti così tanto!

maris ha detto...

Ciao Minerva! Questo tuo post mi è piaciuto tanto!
Ti rileggo volentieri dopo un bel pò, spero che scriverai ancora presto!!

PS: anche io come te non riesco a tollerare Gigi d'Alessio!!!

Francesca Rabitti ha detto...

Ma che bello questo post, così ricco!
Mi hai fatto tornare indietro di qualche anno: quanto ho amato le mie vacanze studio in Inghilterra!
E poi i libri, il mare, la scuola. Sei proprio piena di vita e questa é una cosa bellissima. Coltiva il tuo inglese, amalo e lasciati guidare da lui, ti sarà prezioso, vedrai. Molto più di quanto immagini.

Un abbraccio

Ps. Anche io vorrei sapere cosa hai letto ;-)

Zazee ha detto...

Bellissimo post ma qua vogliamo tutti sapere il titolo del libro che ha costituito la tua estate!

17enne ha detto...

Bentornata sul serio allora. Mi sono rimessa in pari coi post e ti auguro un anno di vita bello come quello dei miei diciassette, il primo dopo la burrasca che conosci anche tu. E quando ne esci stai molto meglio.