mercoledì 1 ottobre 2014

di libri (finalmente)

Io non ho voglia di mettermi a scrivere le recensioni di tutti i libri letti in questi mesi. E son stati tanti, tantissimi, e molte sono state le letture che ho apprezzato. È stato, il 2014 ma anche la fine del 2013, un anno incredibilmente fertile dal punto di vista libresco. Sarà che ho fatto tantissime assenze a scuola e son stata spesso inchiodata a letto per una salute piuttosto sfigata, oppure il fatto che ho trovato un sito di ebook fantastico quanto illegale per scaricare libri gratis, e ne ho trovati di recentissimi il che, per una che ha sempre letto in Braille o con gli audiolibri, è una rivoluzione, perché i libri diventano accessibili ai non vedenti nel migliore dei casi dopo mesi e mesi. E io mi sono un po' scocciata, perché ho letto Gramellini un anno l'uscita de "l'ultima riga delle favole", e lo stesso vale per tantissimi libri. Quest'anno no. Quest'anno ho letto tantissimi libri alcuni dei quali dopo 3-4 giorni dalla loro uscita, e questo mi ha resa molto felice. Perciò, dato che non ho voglia né tempo di recensirli tutti con troppe frasi (sono una persona orribile e una Blogger pigra, ma la mia intensissima esistenza da studentessa liceale un po' nevrotica mi ha fagocitata e sto passando la mia vita con Cicerone e Petrarca), perciò ho deciso di descrivere in breve un paio di libri in ogni post, possibilmente collegati fra loro per qualche motivo. E metterò i link dei libri in fondo al post, o meglio, metterò gli url di ibs, perché non sono ancora riuscita a inserire i collegamenti e non so come si fa. Il primo di cui vi parlo oggi è decisamente noto. Si tratta di "The Help", di Kathryn Stocket, il cui film è, a mio parere, uno dei pochi casi di trasposizione cinematografica di un libro piuttosto ben riuscita. È l'estate del 1962 quando Eugenia "Skeeter" Phelan torna a vivere in famiglia a Jackson, in Mississippi, dopo aver frequentato l'università lontano da casa. Skeeter è molto diversa dalle sue amiche di un tempo, già sposate e perfettamente inserite in un modello di vita borghese, e sogna in segreto di diventare scrittrice. Aibileen è una domestica di colore. Saggia e materna, ha allevato amorevolmente uno dopo l'altro diciassette bambini bianchi, facendo le veci delle loro madri spesso assenti. Ma il destino è stato crudele con lei, portandole via il suo unico figlio. Minny è la sua migliore amica. Bassa, grassa, con un marito violento e una piccola tribù di figli, è con ogni probabilità la donna più sfacciata e insolente di tutto il Mississippi. Cuoca straordinaria, non sa però tenere a freno la lingua e viene licenziata di continuo. Sono gli anni in cui Bob Dylan inizia a testimoniare con le sue canzoni la protesta nascente, e il colore della pelle è ancora un ostacolo insormontabile. Nonostante ciò, Skeeter, Aibileen e Minny si ritrovano a lavorare segretamente a un progetto comune che le esporrà a gravi rischi. Il profondo Sud degli Stati Uniti fa da cornice a questa opera prima che ruota intorno ai sentimenti, all'amicizia e alla forza che può scaturire dal sostegno reciproco. Kathryn Stockett racconta personaggi a tutto tondo che fanno ridere, pensare e commuovere con la loro intelligenza, il loro coraggio e la loro capacità di uscire dagli schemi alla ricerca di un mondo migliore. Nel leggere questo libro io mi sono entusiasmata parecchio. Io adoro tutto quel che riguarda gli anni '60, in primis, e da quando ho letto Via ccol Vento, un po' di tempo fa, le vicissitudini dei neri in America mi hanno sempre interessata. Questo romanzo è stato, per me, una scoperta molto molto piacevole. L'ho trovato coinvolgente e, stranamente, non ho trovato per nulla esagerato il numero delle pagine, che molti hanno giudicato esorbitante. Ho trovato adorabili i personaggi, toccanti le loro riflessioni e mi sono affezionata molto a tutti e tre. Forse chi ha studiato o ha vissuto la siituazione dell'America negli anni '60 dissentirà, ma io l'ho trovato un libro vero. Certo, chiaramente è un romanzo e non lo definirei crudo, e l'intento dell'autrice è stato quello di raccontare con leggerezza - ma non troppa - un tema, tralaltro, a lei molto caro parlando di situazioni tragiche con ironia e freschezza. Nonostante la mole è una lettura, questa, molto scorrevole; lo stile dell'autrice riesce ad appassionare, ma anche a far riflettere il lettore sulle cose apparentemente meno importanti grazie a dei personaggi memorabili e profondamente umani. Consiglio caldamente questo libro a chi sta cercando una storia da leggere tutta d'un fiato, ma ha il tempo di dedicarsi a 500 e più pagine di lettura! http://www.ibs.it/code/9788804628637/stockett-kathryn/help.html Più introspettivo, lento e difficile di the Help, ma non meno magico, è il secondo libro di cui sto per parlarvi. Si tratta de "la bambina dagli occhi di cielo" di Barbara Mutch, edito da Corbaccio l'anno scorso. thleen Harrington lascia l'Irlanda nel 1919 e si trasferisce in Sudafrica per sposare l'uomo che ama, ma che non vede da cinque lunghi anni. Isolata e straniata in un ambiente così diverso da quello a cui era abituata, cerca conforto nella musica del suo pianoforte e nell'amicizia con la governante e con sua figlia Ada. In loro trova quell'amore e quella comprensione che la sua stessa famiglia non sembra poterle offrire. Sotto la guida di Cathleen, la piccola Ada, dotata di uno straordinario talento, diventa un'abile pianista e una lettrice vorace, anche di quel diario che Cathleen tiene gelosamente nascosto e in cui confida tutti i suoi segreti... E quando, passati gli anni, Ada suo malgrado tradirà la fiducia di Cathleen e sarà costretta ad abbandonarne la casa dove è stata allevata per scomparire nel nulla, Cathleen farà di tutto per ritrovarla nel nome di un'amicizia che oltrepassa il tempo, i rancori, lo status sociale. La trama, che ho copiato da Ibs, non basta a raccontare davvero questo libro, a spiegare il legame profondissimo quanto travagliato che unisce Ada alla sua padrona. Per certi versi è molto simile a The Help, perché il tema di fondo di questo libro è la discriminazione, ma è molto diverso. La narrazione è meno spumeggiante, credo, e l'ambientazione forse è più evocativa e meglio descritta. Il romanzo si apre, infatti, con quella che a parer mio è una delle più belle descrizioni che abbia mai letto, in cui la protagonista, Ada, ci fornisce una panoramica dell'ambiente che la circonda, del paesaggio Sud Africano e della casa in cui vive. Ed è proprio il Sud Africa, forse, il vero protagonista di questo libro. L'autrice racconta magistralmente questa nazione fatta sì difiumi che dividono le zone destinate ai neri da quelle per i bianchi, ma anche di persone come miss Cathleen, che insegna a suonare Chopin alla figlia della sua domestica. Questo libro mi ha colpita tantissimo. Mi sono innamorata dei personaggi, delle descrizioni e, soprattutto, dei più grandi sentimenti degli uomini, siano essi negativi o positivi. Io vi consiglio tanto di leggere questo libro, che io ho trovato per caso poco dopo la morte di Mandela, a Dicembre, e che mi ha fatto capire, per quanto parzialmente, la storia di un popolo, quello Sud Africano, pieno di contraddizioni e bellezza. http://www.ibs.it/code/9788863804614/mutch-barbara/bambina-dagli-occhi-di.html A risentirci alla possima puntata (che non so quando sarà, tra parentesi). Minerva

5 commenti:

Mariella ha detto...

Ciao Minerva, eccomi sono passata a leggerti.
Ami i libri in maniera totalizzante e mi piace.
Sei vorace e generosa.
Non ho letto nessuno dei libri che hai recensito.
Ma del primo ho visto il film. Due volte e mi dovrò decidere a comprarlo.
A presto.
Mari

La spettinata ha detto...

Ieri ho incontrato una studentessa che mentre passeggiava aveva in mano un libro aperto e lo leggeva. Ho fatto un tuffo enorme nel passato, dove mi portavo ovunque il libro iniziato, come se fosse un compagno di vita irrinunciabile in quel momento. Poi sono arrivate le bambine e il tempo per leggere si e' ridotto alla sera e alla mattina, quando va bene. Sono arrivate le borse piene di merende e necessita' filiali, sono arrivate le passeggiate con le mani impegnate in altre mani. Mi manca, ma in fondo i libri sono stati sostituiti da un altro splendido pieno. Tornera' il momento di camminare con i fogli scritti. Ma non e' questo il momento.

Killer ha detto...

Anche io amo leggere, purtroppo la scuola mi occupa un sacco di tempo e tra una cosa e l'altra non riesco mai a ritagliarmi un po' di tempo. Però leggere è una terapia, ti aiuta a distrarti, a riflettere e a costruire dei valori, a trovare delle risposte.
Un abbraccio

Ludo ha detto...

Mmm... amante dei libri, allora sì che ci capiamo. Non per vantarmi -ok, va bene proprio per vantarmi- il mio record è stato nel 2013 con 52 libri letti. E.. tadann ho pure sentito parlare di the help! Purtroppo ho visto prima il film che mi è piaciuto parecchio e ha pure vinto un oscar per miglior attrice non protagonista. Il libro mi è sfuggito...
E per quanta riguarda i siti di spaccio di libri, saranno pure immorali e illegali ma ragazza, se non ci fossero loro e le biblioteche leggere sarebbe un problema non indifferente.

G ha detto...

Cara Minerva,

se ti è piaciuto The Help, ti consiglio una lettura intensa e commovente. E' il mio romanzo preferito e non ne parlo mai con nessuno, per quanto sono gelosa di questo mio "tesoro". Ma a te voglio consigliarlo, perché so che saprai apprezzarlo (a meno che tu non lo abbia già letto): Il buio oltre la siepe di Harper Lee.

Aspetterò una tua opinione a riguardo!

Un abbraccio

G