venerdì 12 dicembre 2014

di Natale, più o meno

Lo scorso Natale me lo sono goduta appieno, a un certo punto. Ho pensato bene di ammalarmi la settimana prima delle vacanze, quella strapiena di compiti in classe e interrogazioni. Dopo una mezza giornata di panico febbrile, medicine ingollate nella disperazione e febbre provata millemila volte nella speranza che si abbassasse, ci ho rinunciato. Pazienza se i prof avrebbero dovuto farmi recuperare le verifiche a Gennaio, io a scuola in quello stato non potevo assolutamente andarci. E così mi sono ritrovata con ben sette giorni per farmi passare una tosse orribile e un mal di gola terrificante di cui non si trovavano le cause. Malgrado un po' di visite mediche, radiografie polmonari e esami sparsi, sono stati sette giorni fantastici. Li ho passati sotto le coperte, ingurgitando biscotti, bevendo tè, guardando quel tipo di film che proiettano solo a Natale - li definirei fra il mieloso e l'adorabile - e leggendo a più non posso.
Poi il 25 di Dicembre è stata una brutta giornata, stavo ancora male, e me ne sono stata lì, febbricitante, a subire passivamente le chiacchere costanti di un'orda di parenti che di solito avrei gradito, ma l'anno scorso mi erano insopportabili.
Il Capodanno no, è stata un'altra storia. Ho trascorso la notte di san Silvestro da sola, anche stavolta con la febbe, ma io e il cane ci siamo tenuti compagnia, mentre fuori nevicava e c'erano i fuochi. Sì, i miei genitori che mi lasciano languire sotto il piumone mentre loro vanno a divertirsi sono delle persone orribili, però è stata una bella serata lo stesso, piena di pensieri, bilanci mentali e tutte quelle belle cose che si fanno alla fine di un anno.
Quest'anno no, è tutta un'altra storia.
L'atmosfera natalizia, proprio, è pura utopia. Ho troppo da fare, da studiare, da mandare a memoria perché il pensiero di palline colorate, ghirlande e campanelle si affacci alla mia mente. Nessuno ha fatto l'albero, o il presepe, o uno straccio di decorazione. Prima o poi mia mamma si attiverà, in questo senso, ma io al momento ho un'interrogazione o un compito in classe al giorno, e oggi è stata l'ultima giornata vagamente tranquilla che avrò, a scuola, before Christmas. Perché sì, in Svizzera la scuola finisce il 23, e io proprio quel giorno ho compito di matematica, e la sola idea di studiarmi tutti  quei logaritmi carini carini il week end prima di Natale mi dà la nausea.
Però non vanno tanto male, le cose, anche se vorrei trovare un pomeriggio in cui gingillarmi sotto l'albero e guardare un film idiota strafogandomi di biscotti. Non ho mai studiato tanto, e mi rendo conto che quest'anno riesco davvero, almeno in certe materie, a metterci l'entusiasmo che vorrei. Diciamo che ho fatto fatica, gli scorsi anni di scuola, perché mi concentravo troppo su materie che non mi piacevano  e nelle quali i miei risultati non erano brillanti, a discapito della mia Letteratura, la mia Storia, il mio Latino. Ora prendo appunti su appunti, ad Italiano, e quando il prof parla di Petrarca io ho l'aria più trasognata e rapita del mondo. E quando il prof analizza fino all'esasperazione un sonetto, ecco, io penso che non vorrei essere in un altro posto al di fuori di quell'aula e non vorrei fare altro, in quel momento, che cercare di star dietro alle spiegazioni del prof, perché la poesia mi stupisce e mi commuove a dismisura.
 E l'ora dopo, a storia, ecco che d'incanto sono nell'America dei coloni, della guerra d'indipendenza contro l'Inghilterra e delle piantagioni infinite di cotone. E non smetto di appassionarmi alla Filosofia, che sto iniziando ad affrontare quest'anno e non credo la studierò mai all'università, però mi accende una scintilla, negli occhi.
E allora il Natale lo accantono, ecco, almeno temporaneamente, e mi immergo più che posso nei libri per affrontare l'ultima serie frenetica di compiti in classe. Però certe volte vorrei alzare la testa dagli appunti di matematica e uscire, tuffandomi nell'atmosfera zuccherosa e un po' artificiale di alcuni centri commerciali in cui le musichette natalizie rintronerebbero chiunque e vorrei godermi davvero la magia di questi giorni, perché secondo me sono meravigliosi, molto più del 25 Dicembre stesso. Però no, la matematica mi chiama, e smetto di fantasticare, e continuo ad angustiarmi sui problemi che non riesco a risolvere e ogni minuto che passa lo schifo che provo nei confronti dei logaritmi aumenta esponenzialmente.
E io non lo so, cosa mi riserverà questo Natale. Che poi alla fine il 25 Dicembre è sempre meno magico di quanto vorrei perché qualcosa va storto, qualcuno litiga, usa toni troppo concitati nel parlare di politica o, semplicemente, siamo tutti troppo assorbiti dall'apparecchiare, cucinare e servire in tavola che finiamo per dimenticare l'armonia che stiamo respirando.
Mi auguro che i prossimi giorni siano ricchi, in qualche modo, di piccole cose, poesia e biscotti, dato che quelli non fanno mai male.
Una cosa è sicura, però, il mio periodo pre Natalizio sarà ricco di logaritmi, e questo mi rende un po' meno felice.
Minerva




5 commenti:

arya ha detto...

Esito un po' nel commentarti, vorrei avere prima il tempo di leggere tutto questo bel blog. Ho potuto per ora solo spiluccare, e son davvero ammaliata. Sarebbe stato bellissimo essere in classe con te, a suo tempo, avresti reso i miei anni del liceo tanto più sopportabili :-)

Maya Cents ha detto...

Che brutti ricordi mi tornano in mente! La mia prof di italiano era terribile, aveva la passione e le capacità di un soprammobile; per lei spiegare significava leggere la lezione da un libro che non era neanche nostro, in cinque anni non mi sono mai azzardata né interessata a fare un'analisi del testo, scegliendo sempre saggi brevi. Era quasi riuscita a farmi venire a noia la Letteratura, e dire che mi è sempre piaciuto leggere!
Tanti biscotti per te :)

quelladella-Lola ha detto...

Capisco l'ansia... io ho un esame di matematica importante il 19 e diciamo che si porta via quasi tutto lo spirito natalizio... ci si sente sotto pressione e non è facile. Poi non sei sola, anche io sono anni che festeggio orribili capodanni e spesso in famiglia non tirava una bella aria a Natale. A 17 anni ricordo che mio padre non volle farmi passare il capodanno con le amiche ed io mi sentivo così angosciata dall'atmosfera orribile di casa che mi chiusi in bagno a piangere, poi presi un rasoio e stavo per passarmelo sui polsi... credo di non aver mai detto questa cosa a nessuno, però ti sento molto vicina minerva e mi fai venir in mente tanti ricordi... però anche tu come me sei forte e ti chiudi sotto le coperte per leggere e favellare e così ci rinchiudiamo nei nostri mondi preferiti. Un bacio :)

G ha detto...

Purtroppo io del Natale non posso fare a meno, anche sommersa da lezioni, progetti, esami!

E' la mia caffeina :) Sarei troppo triste se almeno una volta al giorno non pensassi 'Cavolo, tra poco è Natale!'

Un abbraccio e in bocca al lupo per Matematica!

Rebecca ha detto...

Beh ma quindiii? Che università sogni di fare?? :)
Concordo con te comunque, è bello gustarsi tutto il periodo natalizio, non solo il 25 dicembre :)

Cerca magari di ritagliarti un po' di tempo per calarti nell'atmosfera natalizia, magari ascoltando qualche canzone o preparando dei biscotti :), senza togliere troppo tempo allo studio!

In bocca al lupo per verifiche e interrogazioni! :)


Reb