lunedì 29 dicembre 2014

last christmas

È stato un Natale ricco di tante cose. Di cibo, di calore, di chiacchere che mi hanno quasi stordita.
Certo, ci sono stati anche dei momenti terrificanti, come per esempio i miei genitori che hanno avuto la brillantissima idea di fare la litigata del secolo in macchina, la mattina di Natale, quando eravamo tutti diretti verso il paesino in mezzo al nulla in cui vivono i miei nonni materni. Ho davvero temuto il peggio, perché entrambi stavano facendo del loro meglio per rivangare avvenimenti passati, rispolverare vecchi rancori e dimenticare che, cavolo, era la mattina di Natale.
Parentesi funesta a parte, è andato tutto bene. C'è stato un cenone della vigilia diverso, con la presenza di quell'elfo gentile che è la mia insegnante di sostegno da innumerevoli anni e del suo compagno che con quel marcato accento milanese mi ha fatto ridere tutta la sera. Ho fatto qualcosa anche io, quest'annno, cercando di far conoscere questi due invitati insoliti alla mia famiglia che, a dispetto delle mie previsioni, li ha apprezzati e la nonna si è ritrovata a parlare con la mia insegnante in tedesco, mentre il nonno ha rievocato con nostalgia la sua Milano fatta di pasticcerie, di sale da ballo e di vie di cui ancora lui ricorda l'esatta posizione.
E ci sono stati i canti, compresa la mia adorata Stille Nacht, che non è astro del ciel;  la canzone originale è in tedesco, e io non mi stancherò mai di ribadirlo anche se non gliene frega niente a nessuno.
E c'è stata una messa di mezzanotte angosciante, in una chiesa piena di spifferi, con il prete che ripeteva luce ogni tre parole e a me veniva pure da ridere ogni volta che lo diceva, e nel frattempo cascavo dal sonno perché, si sa, i diciassettenni normali mica fanno le ore piccole.
Il 25 è stata una corsa, con nel mezzo la litigata epica dei miei genitori, ma poi ci siamo ingozzati molto angelicamente dagli altri nonni, anche se io avevo ancora lo sguardo spiritato per non aver dormito abbastanza.
Questo Natale mi ha regalato mille cose e la consapevolezza che senza la mia famiglia, per quanto ingombrante, astiosa e decisamente eccentrica, io non lo festeggerei allo stesso modo. Sono le mie persone, loro, nonostante tutto, nonostante il malumore di mia madre che a volte rovina le giornate a tutti noi, nonostante l'incapacità di mio padre di capire che, diamine, ci sono altri punti di vista e non solo il suo, nonostante le chiacchere incessanti di mio fratello. Senza di loro io non sorriderei così, non piangerei, non litigherei tanto e non farei la pace con tutti; soprattutto, non proverei quel calore che andrebbe respirato in ogni famiglia, per quanto matta. E ne ho avuti tanti, di bei momenti trascorsi con loro, perciò un po' mi dimentico le ore grigie di questi giorni e penso al resto, ai canti, al pandoro inzuppato di crema al mascarpone, ai racconti improbabili dello zio medico, alla tavola perfettamente apparecchiata della mamma, alla cioccolata sorbita sempre con lei la mattina della Vigilia di Natale.
Sono in montagna, ora. E non c'è quasi neve e  il panorama ne risente, e cammino come una disperata tutto il giorno con S., che conosco da tantissimi anni, è la fidanzata del maestro di sci di mio fratello ed è diventata, nonostante la differenza d'età, un'amica più che un'adulta. E mi subisco i suoi racconti di montagna e  d'allpinismo, di cime intrepide e di sciate spaziali, e un po' sgrano gli occhi perché io la mente malata degli sportivi non la capirò mai, un po' mi entusiasmo perché avere una passione che ti accende lo sguardo e ti fa parlare per ore di ciò che ami è una cosa favolosa.
E poi sì, c'è il duemilaquattordici che sta per finire. Ed è stato un bellissimo anno perché ho vissuto tanto e mi sono aggrappata a molte esperienze diverse, tuffandomi con disperazione in situazioni nuove. E ho paura che il duemilaquindici non sarà così; temo di tornare preda delle mie insicurezze, dell'ansia, di quel  bruttissimo lato del mio carattere che mi porta a somatizzare tutto. E lo scriverò, un post su questo mio duemilaquattordici, ci tengo tanto, ma non ora. Ho ancora due giorni da vivere e non vorrei dilungarmi così, e lascio che l'atmosfera natalizia pervada ancora per un po' il mio blog, anche se presto sarà tempo di mettere da parte ghirlande e pandoro per gettarsi a capofitto in cose decisamente più concrete.
Beh, buona fine anno, anche se conto di scrivere un post per farvi davvero gli auguri :)

Minerva


  

5 commenti:

quelladella-Lola ha detto...

Che bello. Lascia sempre scorrere i momenti brutti, cara Minerva, perché se ci credi arriverà sempre il giorno dell'unione, dei sorrisi, dei bei momenti. Pensa, i miei genitori hanno dovuto prima "separarsi" per poi tornare ad andare d'accordo come due fidanzatini, dopo trent'anni. La consapevolezza arriva per tutti.

Goditi questi altri giorni freddi freddi di fine anno, mi raccomando :)

Un bacio dalla Lola

Patalice ha detto...

hai tante parole...
e sono piacevoli a sentirsi, perché hanno una gran forza...

Venere .InViola ha detto...

Mi hai trasmesso tanta serenità..
Buon Anno Minerva, andrà come andrà ma ti auguro la serenità che leggo sempre nelle tue splendide parole.

Only Me ha detto...

Auguroni a te :)

Federica ha detto...

che bello leggerti minerva!

tanti auguri :)