sabato 6 dicembre 2014

lubiana

Un post sulla mia Lubiana dovevo scriverlo, prima o poi, ed è giunto il momento, almeno credo. Lubiana è stata tante cose, il mese scorso. È stata la prima città che ho visitato dopo quasi un anno passato a non viaggiare affatto, tanto per cominciare. Ho scelto io di andare in Slovenia, forse perché volevo vedere un posto dal sapore più slavo. Ho visto tante città scandinave, più orientali, mediterranee, tedesche, e il desiderio di vedere un paese comunista che non fosse la Russia mi incuriosiva davvero. Siamo partiti senza sapere bene cos'avremmo trovato. Papà ci aveva preparati, dicendo che quella che avremmo visitato sarebbe stata una città più povera e meno grandiosa rispetto alle altre capitali che avevamo visitato. Arrivati lì, però, ci si è aperto un piccolo mondo. Ho insistito tanto per vedere anche Trieste o una città qualsiasi del Friuli, durante il viaggio, ma non mi hanno accontentata. Però un pezzo d'Italia l'ho attraversato lo stesso e mi sono divertita a contare le province del veneto e del Friuli che attraversavamo. Salvo Venezia conosco molto male quella parte d'Italia, e prima o poi mi piacerebbe tornarci. Il guaio è che mio padre da giovane ha viaggiato davvero tantissimo, e ora come ora cerchiamo sempre delle mete che non abbia ancora visitato, così io mi perdo un sacco di altre cose. È stato strano, varcare il confine sloveno. Nella mia testa continuavo a pensare a tutti coloro che, non tantissimi anni fa, dovevano affrontare un po' di traversie per poter entrare in un paese comunista, anche se la Slovenia, fra tutti, era quello più tollerante, a quanto pare. Lubiana ci ha accolti dopo un'ora scarsa di viaggio e, dopo aver lasciato le valigie in albergo, ci siamo avventurati per la capitale slovena e ce ne siamo innamorati tutti, subito. È una città molto viva, e per me che vivo in Svizzera è stata una sorpresa vedere bar a ogni angolo, tanta gente in giro e un sacco di negozi aperti anche la sera. Ora, per chi vive in Italia queste non sono novità, ma in Svizzera è tutta un'altra storia, e anche nelle città più grandi la sera tutto si addormenta, i negozi alle 7 chiudono e tanti saluti. Lubiana è stata moltissime cose, in quel giorno e mezzo in cui ci sono stata. È stata un castello bellissimo e una camminata quasi nei boschi (giuro) , perché mia madre ha imboccato un sentiero alternativo per tornare in città dal castello, e ci siamo ritrovati a percorrere una stradina non battuta con tanto di sassi e tronchi a ostruirci il passaggio. Lubiana è stata tantissimi dolci, sopra tutti la gibanica, una torta farcito di ricotta, mele, frutta secca e semi di papavero. Abbiamo passato in rassegna decisamente troppe pasticcerie, ingurgitando quantità spropositate di cioccolata bollente e anche mia madre, che non è un'amante dei dolci (beata lei, eh), si è pappata diverse fette di cheesecake, che proprio sloveno non è. Abbiamo camminato tantissimo, a Lubiana, imboccando strade a caso, leggendo un po' la guida un po' lasciandoci guidare dall'istinto, intrufolandoci in diverse chiese e cortili. Niente musei, niente giri della città sul bus/la barca, questa volta. Non ce n'è stato il tempo e poi io desideravo soltanto assaporare il più possibile l'atmosfera di questo posto incredibile, così austriaco - gli Asburgo hanno dominato qui per almeno quattrocento anni, se non sbaglio - eppure così slavo. E a colpirmi è stato proprio questo, di Lubiana, il suo essere una città graziosa e per certi versi molto tedesca, ma dall'atmosfera irrimediabilmente diversa da quella che si respira in Austria. È stato un vero peccato dover lasciare Lubiana. Siamo partiti alla volta di Klagenfurt, in Austria, che è la capitale della Carinzia. Solo che arrivati lì il 1. novembre era tutto chiuso: ristoranti, negozi, musei, tutto. Gli austriaci sono così, dice papà, nei giorni di festa ogni cosa è sprangata, ed è stata un'impresa trovare un posto in cui mangiare qualcosa. Ci siamo aggirati per questa città fantasma come alieni, immersi in una quiete un tantino spettrale. Non so dire altro di questa città austriaca, che forse bella lo era davvero. E così abbiamo deciso di tornarcene a casa, perché alla fine Klagenfurt non era tanto grande e non c'era granché da vedere, e abbiam attraversato, questa volta, un po' di Austria euna bella fetta d'Italia per poi arrivare sani e salvi in Svizzera dopo un viaggio vagamente infinito, con mio padre che aveva i colpi di sonno in macchina e la mamma che, invece, dormiva beata da ore. Io vi consiglio di andare in Slovenia, sul serio. Mi è dispiaciuto non poter girare il paese al di fuori di Lubiana, pare ci siano dei posti mozzafiato, dei laghi bellissimi e dei panorami incredibili. Mi dispiace non poter postare foto, non vedendoci non ne faccio, chiaramente, e mia madre che invece vive con la macchina fotografica spiaccicata alla faccia al momento ha duemila cose da fare, e quando le ho chiesto se per caso poteva darmi una mano a mettere un po' di scatti qui sul blog ha ringhiato brutalmente... :) Minerva

4 commenti:

quelladella-Lola ha detto...

Io ad ottobre ho fatto un'escursione in Val Rosandra, a confine tra Trieste e la Slovenia... credo che sia questa un po' la magia di questi posti... ti fanno sentire immersa nella natura e allo stesso tempo ti trasmettono voglia di esplorare sempre di più, di andare avanti... io ho viaggiato poco fino ad ora e spero di visitare molto altro nel tempo che mi rimane... anche la bella Lubiana che hai descritto :)

Cristina ha detto...

Mi hai riportato in mente i racconti di una cliente che viene al negozio dove lavoro, che ci parlava della sua vacanza in Polonia.
Ho una voglia enorme di visitare questi paesi del nord!
Poi con il freddo avranno anche il loro fascino (freddo glaciale permettendo!)
:)

Nella Crosiglia ha detto...

Gran bel viaggio amica mia cara ..io adoro la Slovenia,purtroppo non sono andata molte volte ma le cose che ho visto mi sono rimaste molto impresse Lubiana, la magica, compresa....
Un abbraccio forte forte e buona cena!

Francesco ha detto...

Laibach.... anche il gruppo musicale....